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Parente (Fi): «A Catanzaro occorre un secondo Pronto soccorso al Policlinico»

La candidata alle Regionali: «Chiederò a Occhiuto più medici, infermieri, Oss e investimenti per la rete del 118»

Pubblicato il: 28/09/2021 – 12:24
Parente (Fi): «A Catanzaro occorre un secondo Pronto soccorso al Policlinico»

PIU’ MEDICI, PIU’ INFERMIERI, PIU’ OSS, PIU’ INVESTIMENTI TECNOLOGICI PER I PRONTO SOCCORSO E LA RETE 118 DI CATANZARO, CROTONE, LAMEZIA TERME E VIBO VALENTIA. PER IL CAPOLUOGO OCCORRE UN SECONDO PRONTO SOCCORSO AL POLICLINICO UNIVERSITARIO

CATANZARO «Istituzione del secondo pronto Soccorso a Catanzaro (Policlinico Mater Domini), potenziamento dei pronto soccorso degli ospedali di Lamezia Terme, Crotone e Vibo Valentia, assunzione di almeno 50 medici e 100 tra infermieri e Oss da destinare ai reparti di emergenza, acquisto di nuove ambulanze e attrezzature tecnologiche: è quello che chiederò al presidente Roberto Occhiuto quando il Governo gli affiderà i compiti di Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria in Calabria. La “rivoluzione” della sanità in Calabria deve partire proprio dagli avamposti, dai reparti di emergenza-urgenza e dalla rete del 118, che sono quelli più a diretto contatto con il cittadino-paziente e che sono tenuti a dare risposte tempestive ed efficaci». È quanto riferisce, in una nota, Silvia Parente, candidata di Forza Italia alle Regionali nelle circoscrizione Centro.
«Si tratta – continua Parente – di una scelta resa ancora più attuale e stringente dall’emergenza Covid che ha accentuato in questi terribili due anni la pressione su questi reparti. Non è più possibile assistere alla vergogna dei nostri “pronto soccorso” assaltati dalla gente che, giustamente, chiede di essere assistita per situazioni più o meno gravi. Non è più possibile assistere ad attese interminabili, non ascrivibili al personale che lavora in condizioni disumane, facendo fronte ad un numero impressionante di “accessi”. Non è più possibile consentire che medici, infermieri e Oss siano sottoposti a turni massacranti e spesso essere oggetto delle pressioni, e qualche volta delle minacce anche fisiche, di chi pretende la tempestività delle risposte».
«Ci vogliono più medici, ci vogliono più infermieri, ci vogliono più Oss – continua la nota –, ci vogliono ambulanze di nuova generazione dotate di ciò che le nuove tecnologiche permettono, anche di effettuare diagnosi precise durante il trasporto dell’ammalato in ospedale. C’è bisogno di una nuova organizzazione dei “pronto soccorso”, con percorsi differenziati che permettano di gestire al meglio anche le emergenze, come la pandemia. Per il Capoluogo appare irrinunciabile l’obiettivo dell’apertura di un secondo “pronto soccorso” al Policlinico universitario, sia per gestire l’ampia utenza della fascia jonica, sia per alleggerire il peso sul “Pugliese”. Una sanità più umana, più efficace, più vicina ai cittadini è possibile. Sono convinta che il presidente Occhiuto accoglierà queste mie proposte, ovviamente estendendole anche ai “pronto soccorso” delle province di Cosenza e Reggio Calabria, nella consapevolezza che i “pronto soccorso” rappresentano la trincea più avanzata di una sanità efficiente».

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