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Valanga azzurra sul centrodestra: ora Occhiuto e Forza Italia possono fare la voce grossa

Boom dei forzisti, in calo Fratelli d’Italia e Lega (che ha un caso Spirlì): nuovi rapporti di forza nello schieramento, il ticket è già a forte rischio

Pubblicato il: 05/10/2021 – 1:15
di Antonio Cantisani
Valanga azzurra sul centrodestra: ora Occhiuto e Forza Italia possono fare la voce grossa

La valanga azzurra. Il boom di Roberto Occhiuto e di Forza Italia si abbatte sul centrodestra terremotando gli equilibri e gli assetti della coalizione. È il partito di Berlusconi l’asso pigliatutto di queste elezioni regionali, caratterizzate da un’inarrestabile cavalcata dei forzisti. A scrutinio arrivato oramai ai 2/3, Forza Italia e Forza Azzurri valgono da soli quasi la metà dell’intera coalizione: Forza Italia al 17 e passa per cento, Forza Azzurri oltre il 7% ridisegnano completamente i rapporti di forza nello schieramento surclassando sia la Lega sia Fratelli d’Italia e mettendo di fatto in discussione qualsiasi accordo che finora poteva esserci tra gli alleati, compreso il ticket della vicepresidenza con la Lega di Nino Spirlì, un ticket che del resto la stessa Lega in queste ore non considera più un totem.

L’exploit di Forza Italia

Ora, dall’alto di un exploit quasi senza precedenti in Calabria, exploit che per la prima volta infrange il tabù dell’alternanza alla Regione dal 2000 a oggi, saranno Occhiuto, anzitutto, e Forza Italia a dettare le regole e a distribuire le carte del mazzo. Del resto, la campagna elettorale degli azzurri è stata pirotecnica come e più di altre volte: i “colonnelli” azzurri leader dei vari territori, dallo stesso Occhiuto al coordinatore regionale Giuseppe Mangialavori, da Ciccio Cannizzaro a Gianluca Gallo, hanno dato fondo a tutto il loro (consistente) peso elettorale, in più la voglia di garantire la continuità con il governo di Jole Santelli è stata una spinta ulteriore che si è tradotta nel dato che sta maturando in queste ore. Rispetto alle Regionali del 2020, Forza Italia conquista cinque punti percentuali in più, sterilizzando anche gli effetti della campagna acquisti di “Coraggio Italia” che comunque è l’altra grande sorpresa in positivo di questa tornata elettorale.

Il calo di Lega e Fratelli d’Italia

Come la sorpresa in negativo è la Lega, che scende dal 12,28 per cento di un anno e mezzo fa di almeno 3-4 punti, finendo dietro a Fratelli d’Italia e rischiando persino il sorpasso da parte di Forza Azzurri. Scuro in volto, è apparso il leader del Carroccio Matteo Salvini nei vari collegamenti Tv a commento del voto calabrese, e a mezza bocca più di un dirigente leghista avrebbe già individuato, tra i motivi del vistoso (anche se non del tutto imprevisto) calo della Lega, lo “scotto” della gestione regionale targata Nino Spirlì, molto contestata anche all’interno dello stesso centrodestra e dello stesso Carroccio.  Il ticket per la vicepresidenza, alla luce della situazione che le urne stanno consegnando e delle prime dichiarazioni di big del centrodestra e anche di dirigenti leghisti, è già di fatto in discussione, ma non perché si impunta Fratelli d’Italia. Perché nemmeno i meloniani possono esultare, anche se rispetto alle Regionali del 2020 – allo stato dello scrutinio – FdI è diventata, da terza, la seconda forza della coalizione: Fratelli d’Italia infatti non è l’onda lunga che si abbatte sul centrodestra, l’effetto trascinamento della leadership della Meloni, che pure aveva riempito la piazza di Catanzaro, nelle urne non si è tradotto in un miglioramento del precedente di un anno e mezzo fa, anzi Fratelli d’Italia sembra perdere persino qualche punto percentuale.

La sorpresa “Coraggio Italia”

Chi invece ha motivi di gioire è “Coraggio Italia”, la neonata creatura fucsia di Giovanni Toti,  Luigi Brugnaro, Gaetano Quagliariello e Sergio Abramo,  nata dallo “strappo” con Forza Italia e che proprio alle Regionali in Calabria fa il suo esordio, superando le aspettative: a 2/3 dello scrutinio, “Coraggio Italia” sfiora il 6% (e nell’area centrale rischia di essere la seconda forza del centrodestra) e sicuramente farà il suo ingresso in Consiglio regionale. Come in Consiglio regionale tornerà l’Udc, anche se lo Scudocrociato appare in calo rispetto al 2020, quando per poco non raggiunse un ragguardevole 7%, ora smagrito di un paio di punti percentuali. L’unica forza del centrodestra che non supererà il quorum sarà “Noi con l’Italia” di Maurizio Lupi, che sconta un’evidente debolezza delle liste.

I “pesi massimi” di Forza Italia

Proprio l’esatto contrario di Forza Italia, che le sue liste le ha riempite di “pesi massimi” – come Gianluca Gallo, che si accinge a essere il “signore delle preferenze” di queste elezioni, Michele Comito, Giovanni Arruzzolo, Giuseppe Mattiani e Mimmo Giannetta – il  cui ritorno in termini elettorali dovrebbe essere fragoroso, anche grazie a importanti accordi in extremis che hanno reso gli azzurri ancora più competitivi, come quello con l’area dei Gentile su Cosenza, al punto che Katya. la figlia di Pino Gentile, è pienamente in corsa per un seggio a Palazzo Campanella.

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