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il retroscena

Nella Lega cresce il fronte del “no” a Spirlì vicepresidente

I dati premiano il gruppo dirigente del Catanzarese e bocciano l’operato del governatore reggente. L’effetto Spirlì alla base della debacle per il partito. Che ora vuole rinegoziare il ticket

Pubblicato il: 07/10/2021 – 12:04
Nella Lega cresce il fronte del “no” a Spirlì vicepresidente

CATANZARO Cresce il fronte dei contrari alla vicepresidenza Spirlì. Il ticket già snobbato da Giorgia Meloni e messo in dubbio all’interno di Forza Italia trova, a dati elettorali cristallizzati, opposizioni anche all’interno del Carroccio calabrese. I dubbi si concentrano soprattutto nell’area Catanzaro-Lamezia, dove il gruppo dirigente ha portato a casa un successo netto: due consiglieri regionali (Pietro Raso e FIlippo Mancuso) e il riconoscimento – finora soltanto mediatico – di Pontida calabrese per Gizzeria, dove il Carroccio ha portato a casa il 40% delle preferenze. Il ragionamento è semplice quanto inattaccabile: in provincia di Catanzaro abbiamo lavorato duro, ci abbiamo messo la faccia e siamo il secondo partito (la Lega è al 10%, Forza Italia al 12); nel Reggino, che schiera il leghista più beneficiato da Salvini in Calabria, siamo al quarto posto, dopo Fi, Fratelli d’Italia e Forza Azzurri.

L’effetto Spirlì causa della debacle leghista

Prima considerazione: perché, dunque, il vice di Occhiuto – alla luce dell’accordo preso mesi fa – dovrebbe essere reggino? E, seconda considerazione, perché Spirlì, che non si è candidato, ed è stato il volto di un partito che su base regionale ha lasciato per strada il 4% dei voti? Nelle stanze romane del Carroccio si parla addirittura di “effetto Spirlì” (ovviamente in negativo) sul voto delle Regionali e l’eco si diffonde in Calabria ed è confortato dai numeri. Spirlì ha governato per un anno e mezzo da reggente. Risultato: il consenso degli alleati è cresciuto, quello della Lega è calato in maniera sensibile. I numeri chiedono a gran voce una verifica degli equilibri interni e dell’impegno sul territorio. Nelle città più importanti, Salvini&Co. ottengono buoni risultati a Lamezia – dove le altre liste avevano molti candidati “locali” – e Catanzaro mentre crollano a Crotone, dove il partito ha perso un pezzo importante (Salvatore Gaetano, passato a Forza Italia) e buona parte della propria base. E a Reggio non sfondano.

«Usciamo fuori dal Palazzo». Ma lui vuole restarci

Non è un caso che il volto dell’ex ministro dell’Interno fosse piuttosto tirato al momento di commentare il risultato. Salvini ha chiesto ai suoi, che non aspettavano altro, di uscire dal Palazzo e tornare tra la gente per rinverdire i fasti delle Regionali 2020. E Spirlì ha replicato, al solito, le dichiarazioni del leader: «La prima cosa da fare sarà diventare sempre più pop e molto meno di Palazzo». Piccolo particolare: nel Palazzo c’era lui. E vorrebbe restarci a dispetto dei risultati.

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