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Pnrr, Greco: «Calabria traino per tutela prodotti “Made in Italy”»

Il responsabile area marketing di “iGreco”: «Fondi per il Sud valida opportunità per proseguire su un percorso da protagonisti»

Pubblicato il: 11/10/2021 – 19:10
Pnrr, Greco: «Calabria traino per tutela prodotti “Made in Italy”»

CARIATI «La Calabria ha tutte le carte in regola per trainare il rilancio del settore. È la seconda regione in Italia, dopo la Puglia, per produzione olivicola, terra di ulivi millenari e con evidenti risultati in controtendenza con il calo fatto registrare sul resto della penisola per la campagna 2021. Il suo contributo può essere determinante per la sfida tutta culturale che si combatte sugli scaffali della grande distribuzione a difesa del Made in Italy e che passa in primis dalle informazioni contenute sull’etichetta: il consumatore deve essere educato alla lettura e in grado di individuare senza troppi sforzi le informazioni in essa contenute. A partire dalla provenienza delle olive»È quanto dichiara Tommaso Greco, area marketing e relazioni esterne de iGreco, sottolineando come sia ancora una volta la capacità di fare rete tra esperienze imprenditoriali diverse, la chiave per ottenere questo ambizioso risultato. 
«I fondi destinati al Sud nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per 1,2 miliardi di euro – aggiunge – rappresentano una valida opportunità per proseguire su un percorso che non può non vedere protagonista ogni anello della filiera. La difesa del Made in Italy e del comparto olivicolo oleario – continua – vede tutti noi coinvolti. Dal produttore al consumatore finale che deve essere sensibilizzato, educato ed informato sui benefici, in termini di economia e di salute, che seguono alla scelta di una bottiglia di extravergine prodotta con olive italiane o proveniente da altri Paesi (informazioni spesso scritte in caratteri così piccoli da non essere decifrabili o comunque che non risaltano alla vista); e sulla verifica del prezzo, spesso indicatore di qualità. Con oltre 500 cultivar autoctone, un patrimonio di biodiversità che vanta oggi ben 49 oli a denominazione di cui buona parte dislocate al Sud – conclude – la Calabria può giocarsi la carta dell’oleoturismo per promuovere i territori e l’agroalimentare». 

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