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‘Ndrangheta stragista, Graviano non può ascoltare atti processo: udienza d’Appello rinviata

L’imputato, condannato in primo grado all’ergastolo insieme a Filippone, non dotato dell’attrezzatura per ascoltare le intercettazioni

Pubblicato il: 27/10/2021 – 16:37
‘Ndrangheta stragista, Graviano non può ascoltare atti processo: udienza d’Appello rinviata

REGGIO CALABRIA Rinviato al 18 novembre prossimo il processo “‘Ndrangheta stragista” in corso davanti alla Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria ripreso questo 27 ottobre. Il giudizio si secondo grado vede imputati il boss del rione Brancaccio di Palermo Giuseppe Graviano – che non è stato dotato per tempo, dall’ amministrazione penitenziaria, di un ebook reader in grado di fargli ascoltare le intercettazioni agli atti nel processo – e Rocco Santo Filippone, ritenuto espressione della cosca Piromalli di Gioia Tauro.
Entrambi, nel luglio 2020, sono stati condannati all’ergastolo quali mandanti del duplice omicidio dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo uccisi il 18 gennaio 1994 in un agguato rientrante nella strategia stragista di Cosa nostra e ‘ndrangheta contro lo Stato.
Dopo la sostituzione di due giudici popolari privi di Green pass e che si sono rifiutati di fare un tampone, l’udienza, seguita dagli imputati in videoconferenza, è stata dedicata alla questione relativa all’impossibilità di Graviano di poter consultare gli atti del processo. Difeso dall’avvocato Giuseppe Aloisio, il boss ha lamentato di aver ricevuto le motivazioni del primo grado solo da poche settimane mentre ancora non gli è stato consentito di consultare gli audio e i video relativi alle conversazioni registrate nel carcere di Ascoli Piceno con un altro detenuto. Nonostante la Corte d’assise d’appello abbia chiesto chiarimenti nell’udienza del 6 luglio, solo ieri sono arrivate le risposte del Dap e della Casa Circondariale di Terni.
La direzione del carcere, dove Graviano è detenuto al 41 bis, ha comunicato che il boss è stato autorizzato all’utilizzo di un ebook reader, uno strumento informatico che però non consente l’ascolto delle intercettazioni. «Non abbiamo capito – ha detto il procuratore aggiunto di Reggio Giuseppe Lombardo che rappresenta l’accusa anche in appello – per quale ragione Graviano non è stato dotato di un lettore idoneo. La Procura generale non attenderà più iniziative, ma interloquirà oggi stesso con il carcere di Terni e con il Dap perché il tempo che è passato mi sembra eccessivo».
L’udienza, nel corso della quale i giudici avrebbero dovuto decidere se riaprire o meno l’istruttoria dibattimentale, è stata quindi sospesa e il processo rinviato. Il presidente della Corte ha chiesto ulteriori chiarimenti alla direzione del carcere sulle date della consegna a Graviano delle motivazioni.

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