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lotta alla ‘ndrangheta

Legalità, a Limbadi firmata l’intesa tra Procura e Prefettura di Vibo

Accordo siglato nell’ambito della tappa della Carovana antiracket e antiusura promossa da Libera. Falvo ribadisce: ancora lontani dal vincere la battaglia contro l’omertà

Pubblicato il: 10/11/2021 – 20:00
Legalità, a Limbadi firmata l’intesa tra Procura e Prefettura di Vibo

LIMBADI “Un progetto che mira a non lasciare soli imprenditori e commercianti che hanno già denunciato, o che decidono di farlo, fortemente voluto dai promotori di tale iniziativa che possono offrire l’apporto di professionisti”. Così Giuseppe Borrello, referente di Libera per la provincia di Vibo Valentia, ha presentato la settima tappa della “Carovana antiracket e antiusura” a Limbadi nel corso di un evento culminato con la stipula del protocollo d’intesa con la Procura e la Prefettura per la creazione di una rete territoriale a supporto al progetto “Economie di libertà”. All’incontro che si è svolto nella sede dell’Università della memoria e dell’impegno “Rossella Casini”, c’erano il sindaco di Limbadi Pantaleone Mercuri, il prefetto di Vibo Roberta Lulli, il procuratore Camillo Falvo, il vescovo della diocesi di Mileto- Nicotera- Tropea Attilio Nostro, don Ennio Stamile, il presidente della Fondazione nazionale “Interesse Uomo Onlus”, don Marcello Cozzi, e Valentina D’Urso, direttore della segreteria tecnico-amministrativa dei Pon al Ministero
dell’Interno. Per il presule è necessario “superare una mentalità che ci vede spesso rassegnati e fatalisti. Dobbiamo perseguire una legalità che parta dalla scuola, dalla famiglia e dalla chiesa, educando la mente a pensare e per questo è necessario supportarci a fare ognuno la propria parte senza alcuna eccezione”. Il prefetto Lulli ha rilevato che la ‘ndrangheta “agisce su questo territorio in maniera molto forte, soprattutto sull’economia, rendendolo debole in maniera devastante; c’è un alto tasso di disoccupazione, di emigrazione giovanile e di lavoro nero e la criminalità fa leva su questo per vivere di estorsioni e usura, eliminando la libera concorrenza che è l’essenza del mercato”. “Oggi siamo qui, nel posto tristemente diventato simbolo del potere criminale nella provincia di Vibo – ha detto il procuratore Falvo – a redigere questo protocollo d’intesa in quanto ciò testimonia la presenza dello Stato. In questi due anni abbiamo predicato tanto, qualche risultato l’abbiamo ottenuto ma siamo lontani anni luce dal vincere la battaglia contro l’omertà”. Valentina D’Urzo ha sottolineato che con il Pon Legalità “abbiamo scommesso sulle associazioni antiracket e antiusura finanziando progetti come ‘Economia in libertà’ per dare forza alla società civile'”.

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