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«Servizio idrico, la Calabria ha perso 80 milioni. E sono a rischio tutti i finanziamenti»

L’allarme del sindaco di Carolei. Che chiede a Occhiuto di mettere mano al sistema. «Salviamo il buono di Sorical per ripartire»

Pubblicato il: 14/11/2021 – 9:30
«Servizio idrico, la Calabria ha perso 80 milioni. E sono a rischio tutti i finanziamenti»

CAROLEI «La Calabria ha appena perso oltre 80 milioni per migliorare la qualità del servizio idrico e ridurre le dispersioni idriche. Ma ad allarmarmi, è la gravità dei motivi per cui abbiamo perso questi contributi, infatti la Calabria non potrà partecipare alla manifestazione d’interesse decretata dal Ministero delle infrastrutture con scadenza dicembre 2020, perché i destinatari del contributo sono solo le autorità idriche che “abbiano affidato il servizio a soggetti legittimati ai sensi dell’art. 172 del Dlgs 152/2006”». Lo dice il sindaco di Carolei Francesco Iannucci. Che spiega: «Purtroppo l’Autorità idrica Calabrese, a distanza di 2 anni dal suo insediamento, non ha individuato il soggetto attuatore. Avevo già evidenziato, con una lettera nel 2020 indirizzata alla Regione Calabria, questo pericolo. Ma la cosa ancora più grave è che rischiamo di perdere tutti gli altri finanziamenti del Pon, Por e Pnrr. Le reti idriche calabresi sono oramai obsolete e vetuste, l’emergenza idrica in Calabria è sempre più grave, c’è un estremo bisogno di migliorare il sistema idrico ed i calabresi non possono essere le vittime dell’inerzia e della incapacità di chi ha causato ritardi che per essere recuperati richiedono decisioni concrete ed immediate».
«Eppure – continua Iannucci – disponiamo di una società con maggioranza di capitale pubblico (Sorical) che in termini di competenza del personale, di mezzi, strutture e know how rappresenta una eccellenza della Nostra Regione. Ma Sorical, oggi, non può essere l’ente gestore perché in liquidazione e molto indebitata a causa di gestioni scellerate. Da umile, e forse non all’altezza, tecnico, e non da sindaco, non permetterei a nessuno di distruggere questa realtà, ma cercherei solo di creare un nuovo “contenitore” in cui apportare tutta la parte sana di Sorical. Qualcuno, lo scorso anno, come pubblicizzato sulla stampa, aveva raggiunto un accordo per liquidare il socio privato con 1 euro; stranamente l’accordo è saltato e riprenderlo oggi, sarebbe dispendioso in termini di tempo e risorse. Creare un nuovo soggetto pubblico (e non resuscitando “morti” sepolti da decenni) utilizzando personale, mezzi, strutture, know now di Sorical ed addirittura investendo in nuovi settori che possono riguardare la depurazione, la captazione ed altri, lasciando “morire” la parte marcia di Sorical, potrebbe rappresentare la soluzione più immediata (circa 6 mesi) in alternativa al reperimento delle somme (si parla di centinaia di milioni di euro: 80 milioni verso una sola Banca oltre fornitori, erario e altri) necessarie alla copertura dei debiti di Sorical e quindi alla sua ripubblicizzazione. Due soluzioni che necessitano di decisioni coraggiose ed immediate».
«È arrivato forse il momento – scrive Iannucci a Roberto Occhiuto –, caro Presidente, di prendere in mano la situazione con il coraggio, l’autorità e l’autorevolezza che la contraddistingue assumendo decisioni estreme fino anche al commissariamento di chi è responsabile di questi ritardi. Tutto questo al fine di non continuare a perdere le risorse necessarie per il miglioramento dei servizi dei calabresi».

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