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il processo

Bergamini, l’intervista prima della morte: «Sogno la Serie A, mi piace vivere»

In Corte d’Assise a Cosenza, ricompare il video integrale di una intervista concessa dal calciatore. «La gelosia ossessiva» di Isabella Internò e il matrimonio «che Denis non voleva»

Pubblicato il: 25/11/2021 – 14:44
di Fabio Benincasa
Bergamini, l’intervista prima della morte: «Sogno la Serie A, mi piace vivere»

COSENZA Isabella Internò arriva puntuale in Corte d’Assise a Cosenza. Come avvenuto nel corso della prima udienza del processo “Bergamini” siede accanto ai suoi legali, gli avvocati Cribari e Pugliese, e non concede nessuno sguardo ai presenti in aula. Il procedimento che mira a far luce sulla morte del calciatore Denis Bergamini (morto il 18 novembre 1989), prosegue con alcune richieste preliminari degli avvocati di difesa e degli avvocati di parte civile Fabio Anselmo e Alessandra Pisa, in merito ad una serie di atti da acquisire. La Corte affida al perito Nicola Zengaro il compito di trascrivere un centinaio di conversazioni telefoniche e ambientali presenti nell’elenco prodotto dal Pm, depositato il 25 ottobre 2021. La difesa decide invece di non nominare consulenti di parte.
Le parti civili, inoltre, chiedono di acquisire della documentazione fotografica: immagini di repertorio e video di interviste rilasciate da Bergamini e anche il video dell’ultimo allenamento del calciatore prima della morte. La difesa si oppone alla richiesta e contesta la presenza di alcune descrizioni sulle immagini. La Corte, dopo essersi riunita in Camera di Consiglio, decide di ammettere la documentazione con degli omissis relativi ad alcuni commenti presenti nei paragrafi 3.7 e 3.7.1; 5.11; 6.4. L’udienza prosegue con la deposizione congiunta dei due testi: l’ispettore capo di Polizia Ornella Quintieri e l’assistente capo Pasquale Pugliese.

Le indagini, le archiviazioni e la riapertura

All’ispettore capo di Polizia Ornella Quintieri, il pubblico ministero chiede di compiere un salto nel passato e ripercorrere tutte le tappe delle varie fasi processuali e investigative relative alla morte di Bergamini. Nel 2017, il gip di Castrovillari ha disposto la riapertura del caso. Su delega dell’allora procuratore capo Eugenio Facciolla «abbiamo proceduto all’analisi del materiale dei precedenti fascicoli processuali: atti di Pg e dichiarazioni rese. Abbiamo ricavato report su contraddizioni nelle deposizioni e punti da approfondire, procedendo con intercettazioni e perquisizioni. Dovevamo indagare sulle possibili cause della morte, dall’ipotesi del calcio scommesse e la connessione della criminalità organizzata, all’acquisto della Maserati con il coinvolgimento del boss Antonio Paese fino alla relazione con Isabella Internò». La prima riesumazione del cadavere di Denis avviene il 4 gennaio 1990 cui segue l’esame autoptico effettuato dal medico legale. Nello stesso anno giunge in Questura a Cosenza, «uno scritto anonimo con il quale si ipotizzava il giro del calcioscommesse e traffico di droga, l’acquisto della Maserati di proprietà del boss Antonio Paese». Al termine delle indagini, «le varie piste finirono su un binario morto. Venne rinviato a giudizio Raffaele Pisano (l’autista del camion che avrebbe travolto e ucciso Denis) per omicidio colposo. Il processo si concluse con l’assoluzione dell’imputato. Il caso “Bergamini” finì anche al centro di alcune interrogazioni parlamentari. Il 14 novembre del 1991, la Procura generale di Catanzaro propose appello – senza successo – alla sentenza di assoluzione di Pisano. Nel 94’, le indagini si riaprirono con una serie di intercettazioni effettuate nei confronti di Raffaele Pisano, Isabella Internò e di alcuni suoi familiari che portarono all’apertura di un fascicolo processuale contro ignoti. «Le intercettazioni dell’utenza fissa però non partirono perché i soggetti attenzionati erano al mare. La Procura procedette con l’archiviazione del procedimento contro ignoti», confessa l’ispettore di Polizia. Il caso sulla morte di Denis Bergamini continua ad occupare le cronache quotidiane e si susseguono gli appelli rivolti alla Procura in merito alla riapertura delle indagini. «Nel 2011, vennero intercettati il calciatore Michele Padovano e i familiari di Isabella Internò, sia utenze fisse e mobili, e acquisimmo anche alcuni documenti presso l’Anas sui progetti della modifica della Ss 106», la piazzola dove venne ritrovato Denis Bergamini privo di vita « fu ruspata subito dopo la morte». Le indagini proseguirono e nel 2012 si arriva all’iscrizione di Isabella Internò e Raffaele Pisano nell’elenco degli indagati per il reato di omicidio volontario. Partì un nuovo procedimento e di conseguenza le nuove attività di indagine con l’ascolto dei compagni di classe della donna, di altri compagni di Bergamini, e degli operatori sanitari che intervennero sul luogo del ritrovamento del corpo senza vita del calciatore. Anche questo caso, si concluse con l’archiviazione. Si arriva così al 2017, quando la Procura di Castrovillari guidata all’epoca da Eugenio Facciolla chiede la riapertura delle indagini, «la base di partenza – dice l’ispettore – sono state le intercettazioni telematiche di numerosi soggetti: compagni di squadra e dirigenti del Cosenza Calcio, amici stretti di Bergamini, e famiglia Internò. Abbiamo inoltre acquisito foto e materiale video con i tg dell’epoca e 5 cd grezzi con tutti i video girati sul luogo del ritrovamento di Denis, l’agenda del giovane calciatore e il filmato del viaggio a Londra».

L’intervista prima della morte

Poche settimane prima di morire, Denis Bergamini concede una intervista ad una emittente televisiva locale. Il calciatore risponde alle domande del cronista ed elenca le sue passioni (lo sport, i motori, la musica) per poi soffermarsi sul suo impegno nel Cosenza Calcio e sul futuro. «Sono un ragazzo schivo – dice Denis – anche se mi piace stare con gli amici. Non amo la popolarità». E sul futuro: «Spero di giocare in Serie A, sarebbe bello farlo con il Cosenza anche se non è facile. Sulla mia vita prendo quello che viene, mi piace vivere».

«Il mese di Ottobre è il più bello»

I flashback continuano e gli operatori di Pg sotto esame ripercorrono altre tappe del rapporto sentimentale tra Bergamini e Internò. «Il calciatore conosce Isabella Internò nell’ottobre del 1985 , nell’86 lascia la ragazza con cui stava ad Argenta e inizia la storia con la 16enne cosentina». Il fatto è supportato da una serie di accertamenti effettuati, dalla confessione resa dal compagno di squadra del centrocampista, Luigi Simoni, alla lettera scritta proprio da Isabella Internò datata 3 aprile 1986. La giovane confessa il proprio amore al suo compagno: «hai proprio ragione a dire che al calcio ci tieni e grazie a lui ci siamo conosciuti, il mese di ottobre per me è il mese più bello». I due erano legati, un rapporto d’amore che però sarebbe diventato morboso per Isabella Internò. «Come emerso – dalle lettere – la giovane nutre dubbi sul sentimento di Bergamini nei suoi confronti ed è preoccupata di essere lasciata». La giovane, sempre secondo il racconto degli operatori di polizia giudiziaria, avrebbe manifestato più volte il desiderio di sposare Denis, «anche per lo stile di vita che poteva avere». Ma da parte di Denis, non sarebbero mai emerse eventuali e possibili intenzioni di matrimonio. Dalle intercettazioni dei compagni di squadra effettuate nel 2018, con riferimento a Luigi Simoni e Claudio Lombardo, in riferimento al caso “Bergamini” nessuno dei cita mai la volontà dell’ex calciatore di convolare a nozze con la sua fidanzata.

L’agenda di Denis

Dal racconto degli operatori di polizia, chiamati oggi a testimoniare emerge un quadro dettagliato e abbastanza chiaro della figura del calciatore. «Bel ragazzo, sempre circondato da donne, molte delle quali amiche, in rampa di lancio e pronto a giocare in Serie A». La circostanza è cristallizzata in una serie di scritti presenti in un’agenda di Denis consegnata dalla Internò al Ron di Cosenza. All’interno «vi erano numerosi numeri di donne con alcuni nomi puntati». Secondo i teste odierni, la Internò era mossa da una «gelosia ossessiva» riscontrata dagli inquirenti tramite le confessioni delle donne sentite e grazie alle intercettazioni. «Annusava i vestiti di Denis per sentire la presenza di profumo di altre donne, guardava in macchina per rinvenire eventuali capelli, si nascondeva dietro le macchine attendendo l’arrivo a casa di Denis».

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