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Telecomunicazioni, sit in a Catanzaro dei sindacati: «A rischio mille lavoratori»

Cgil, Cisl e Uil protestano davanti alla sede di Tim. Ranieri: «Quali ripercussioni avremo con la divisione della più grande azienda di rete italiana?»

Pubblicato il: 29/11/2021 – 11:16
Telecomunicazioni, sit in a Catanzaro dei sindacati: «A rischio mille lavoratori»

CATANZARO I sindacati della categoria delle telecomunicazioni Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto questa mattina a Catanzaro un sit in sulla vertenza che riguarda la Tim, al centro in questi giorni di trattative per la sua cessione. Il sit in è stato organizzato davanti la sede catanzarese dell’azienda. I sindacati chiedono al governo nazionale chiarezza sul futuro della Tim, che in Calabria potrebbe avere ripercussioni sia sul piano della connettività delle reti sia sui livelli occupazionali del digital divider, a rischio infatti ci sarebbero a rischio un migliaio di posti di lavoro nell’indotto. Presente al sit in di Catanzaro anche il segretario generale della Cgil Calabria Angelo Sposato.

Le richieste e le preoccupazioni dei sindacati

«Vorremmo capire perché poco più di un anno fa cassa deposito e presiti, Open Fiber e Tim stavano redigendo un documento propedeutico alla creazione di una grande rete unica nazionale, oggi a un anno di distanza tutto si è arenato senza che i sindacati confederali avessero avuto notizia sulle motivazioni». Ha dichiarato durante il sit in Saverio Ranieri, segretario regionale Slc Cgil Calabria. «La pandemia ci ha insegnato che insieme a sanità, scuola e trasporti, avere una connessione è indispensabile – ha continuato Ranieri – in Calabria ci sono zone che hanno possibilità di scelta tra più gestori e luoghi, invece, dove la fornitura della rete internet non arriva nemmeno a un minimo sindacale. Si può fare l’esempio stesso di Catanzaro che ha delle zone del centro con un sistema efficiente di connessione e altre aree dove è c’è una difficoltà tangibile di connessione, questo è un problema che deve interessare anche le istituzioni locali, infatti noi chiederemo a breve di incontrare il governatore regionale. L’attenzione deve essere massima su questa partita, non solo per i 40mila lavoratori a rischio in Italia o i mille con futuro incerto in Calabria, ma c’è un intero indotto da prendere in considerazione. Quali saranno le ripercussioni – conclude Ranieri – dello smembramento della più grande azienda di rete italiana?».

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