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La sentenza

Corigliano Rossano, il Tar respinge l’ultimo dei ricorsi contro la fusione

I giudici amministrativi bollano l’appello (che aveva una regia politica) giudicato «in parte inammissibile ed in parte irricevibile»

Pubblicato il: 01/12/2021 – 12:20
di Luca Latella
Corigliano Rossano, il Tar respinge l’ultimo dei ricorsi contro la fusione

CORIGLIANO ROSSANO L’iter di fusione dei comuni di Corigliano e Rossano, negli anni, ha spesso registrato fra le parti – favorevoli e contrari al processo – momenti di tensione, dibattito più o meno utile adducendo motivazioni o benefici. Altrettanto spesso la discussione si è abbassata di livello andando a invadere campi che con la fusione nulla avevano a che fare come i santi patrono o le tradizioni, nell’alveo dei pregiudizi secolari.
C’è stato poi chi, come il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci – prima favorevole, poi contrario e artefice della campagna referendaria per il “no” – aveva immaginato di stoppare l’iter ritirando la delibera di fusione nel corso di quel tesissimo consiglio comunale fissato alle 9 del mattino di un torrido sabato 12 agosto 2017 e durato 10 ore, tranne poi constatare in aula che non aveva i numeri per effettuare un atto politico simbolico, a referendum già fissato per il 22 ottobre di quell’anno.
Tra i sostenitori del “no”, ancora, c’è stato chi ha provato a bloccare il processo percorrendo la via dei ricorsi giudiziari. L’ultimo, depositato al Tar della Calabria il 17 agosto 2017 e respinto anche clamorosamente, il 10 novembre 2021, qualche giorno fa, con sentenza pubblicata quest’oggi, attraverso cui i giudici dichiarano il ricorso stesso «in parte inammissibile ed in parte irricevibile».
Il ricorso depositato al Tar chiedeva, tra gli altri punti, l’annullamento del decreto del presidente della Regione (n. 45 del 26 aprile 2017, pubblicato sul BURC n. 37 del 27 aprile 2017), per l’indizione referendum consultivo; l’annullamento, ancora, della deliberazione del Consiglio Regionale (n. 177 del 27 gennaio 2017) recante la “Effettuazione referendum consultivo obbligatorio” e delle due delibere dei consigli comunali di Rossano e Corigliano Calabro approvate rispettivamente il 16 gennaio 2015 e l’1 febbraio 2016. A fondamento del ricorso era stata dedotta l’illegittimità degli atti comunali e denunciato l’illegittimità di due delibere regionali, fra cui quella che aveva eleminato il quorum del 30%.

La regia politica

Dietro al ricorso, presentato cinque giorni dopo quel consiglio comunale di Corigliano, celebratosi il 12 agosto 2017 che aveva costretto Geraci al dietrofront, è convinzione diffusa in città che la regia sia stata “politica”. Una sorta di ultimo disperato tentativo da parte dell’allora sindaco di Corigliano e di qualcuno della sua amministrazione di bloccare un iter già concluso, a soli due mesi dal referendum consultivo e poi approvato ampiamente dalla popolazione. Tra i ricorrenti, infatti, c’è anche un consigliere comunale di quella maggioranza poi sgretolatasi nel tentativo di ritirare la delibera di fusione.

Ricorrenti e oppositori

Il ricorso era stato proposto da Andrea La Grotta, Mario Molinari, Angelo Carravetta, Giliberto Capano e Francesca Parrilla contro la Regione Calabria, il Comune di Corigliano Calabro (unico a non costituirsi in giudizio), la Prefettura di Cosenza, Ministero dell’Interno e Presidenza del Consiglio dei Ministri e Comune di Rossano.
Ad adiuvandum erano intervenuti anche un gruppo di cittadini comunitari che non avrebbero potuto votare al referendum e ad opponendum il Comitato delle 100 associazioni per la fusione, il consigliere regionale Giuseppe Graziano – presentatore della legge regionale di istituzione del comune di Corigliano Rossano – il movimento Coraggio di Cambiare, gli allora consiglieri comunali di Rossano, Pietro Lucisano, Giuseppe Falco, Patrizia Curia, Grazia Vincenza Curia, Nunzio Farfalla; l’allora consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea ed alcuni comitati cittadini pro fusione.

La soddisfazione degli avvocati

I giudici amministrativi regionali hanno, quindi, accolto le tesi difensive degli avvocati Achille, Oreste ed Enrico Morcavallo, Salvatore Dettori, Valerio Zicaro, Valentina Cundari, Massimiliano Manna, Alfonso Rago e Gisella Santelli.
Gli avvocati Morcavallo – difensori dei consiglieri di maggioranza di Rossano all’epoca dei fatti – si dicono soddisfatti per l’esito del ricorso che dichiara definitivamente legittimo ed esente da censure il procedimento di fusione dei due Comuni di Corigliano e di Rossano. (l.latella@corrierecal.it)

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