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Covid, corsa contro il tempo. «L’Italia è vicina alla zona arancione»

La circolare del ministero della Salute: «Le Regioni rafforzino le misure di assistenza»

Pubblicato il: 19/12/2021 – 22:35
Covid, corsa contro il tempo. «L’Italia è vicina alla zona arancione»

ROMA L’Italia si sta avvicinando alla zona arancione: ne è convinto Guido Rasi, consulente scientifico di Figliuolo, che fa notare come continui «ad aumentare l’occupazione dei posti ospedalieri. È fondamentale fare subito le terze dosi. È una corsa contro il tempo». Il ministero della Salute chiede alle Regioni di rafforzare le misure di assistenza: «Il Paese è in una fase epidemica acuta». L’Appello degli anestesisti: «Aumento del 70% dei posti occupati in intensiva, lockdown stringente per i non vaccinati». Draghi convoca una cabina di regia per il 23. Servirà anche a «decidere se ci sarà bisogno di ulteriori» misure. Sul tavolo l’obbligo di mascherine all’aperto e il tampone per eventi o discoteche. Omicron fa paura. La Delta, dice ancora Rasi, è «in qualche modo sotto controllo, ma Omicron potrebbe sparigliare completamente le carte». Nelle ultime 24 ore 24.259 positivi e 97 vittime. Tasso di positività al 4,3%. «È sicuramente vero che c’è una situazione non semplice a livello italiano e europeo e i numero sono in crescita e tale crescita rischia di mettere in crisi le strutture sanitarie. Valuteremo la congruità delle misure facendo una riflessione con i nostri scienziati». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a “Che tempo che fa” su Rai Tre.«Bisogna tenere altissimo il livello attenzione e chiediamo uno sforzo in più ai cittadini nel rispettare le misure, dalle mascherine all’evitare gli assembramenti. Chiedo con forza di fare il possibile, abbiamo bisogno dello sforzo di tutti». E «chiediamo uno sforzo sulle vaccinazioni, il mio invito è prenotarsi per la terza dose», ha aggiunto Speranza.«Sull’obbligo vaccinale agli studenti il governo è stato più prudente perché c’è un diritto essenziale che è quello all’istruzione. Ho letto la richiesta dei sindaci che merita di essere approfondita ma lo sforzo del governo è trovare condizioni per tutelare il più possibile la scuola». «Nessuna decisione è stata assunta, ci sarà un flash survey domani e solo giovedì sulla base dei dati faremo la nostra valutazione. C’è un elemento di preoccupazione da parte del governo, ci stiamo confrontando e valuteremo le soluzioni possibili». «Oggi l’Italia è il paese in Ue che ha l’obbligo vaccinale più esteso per varie categorie. Dopo di che verificheremo i dati epidemiologici e anche la portata della variante Omicron. Le misure che sceglieremo saranno sempre ponderate rispetto alla situazione». «Oltre 52mila bimbi tra 5-11 anni hanno già fatto la prima dose e dentro questa cifra ci sono anche i miei due figli. Ringrazio l’Ssn perché hanno trovato un clima accogliente e di festa. Invito i genitori a parlare con i pediatri, questa materia non lasciamola ai social o agli studi tv ma fidiamoci dei nostri medici». Per quanto riguarda la zona arancione: «Temo di sì, ci stiamo avvicinando, perché continua ad aumentare l’occupazione dei posti ospedalieri», ha detto Guido Rasi, consulente scientifico del commissario straordinario per l’emergenza Covid Figliuolo. «È fondamentale dunque fare subito le terze dosi. I vaccini ci sono e la campagna sta procedendo bene ma – ha aggiunto – è una corsa contro il tempo». «Speriamo che il sequenziamento del virus aumenti in modo sostanziale: solo questa attività ci dice esattamente quale tipo di variante abbiamo di fronte. Tuttavia, soltanto 70 laboratori contribuiscono alla piattaforma che l’Istituto superiore di sanità ha messo a disposizione e 70 laboratori per 60 milioni di italiani sono pochi», ha detto Rasi. «Si raccolgono pochi dati e lentamente. Rischiamo – ha avvertito Rasi – di sapere tardi la portata dell’andamento del virus, ritardando decisioni importanti». L’Italia si trova «in fase epidemica acuta, caratterizzata da una elevata velocità di trasmissione del virus SarsCoV2 nella maggior parte del paese». Così la circolare del ministero della Salute “Rafforzamento delle misure organizzative per la gestione dell’attuale fase epidemica”. Nel raccomandare la «tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative per fronteggiare un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria», la circolare allerta anche rispetto ad «ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore della variante Omicron». «Nelle ultime otto settimane – si legge nel provvedimento – sul territorio nazionale sono stati registrati rapidi incrementi dell’incidenza, che ha ormai raggiunto i 241 casi/100.000 e del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva (9,6%) e nelle aree mediche (12,1%), mentre si mantengono stabilmente e significativamente al di sopra della soglia epidemica sia l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici (1,13) che l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (1,09)». Alla luce dell’attuale andamento epidemico ed «altresì in considerazione degli ulteriori impatti epidemiologici ed assistenziali potenzialmente correlati alla maggiore diffusione della variante virale B.1.1.529, designata dall’Oms come variante Omicron, le cui caratteristiche in termini di trasmissibilità, gravità della malattia e sensibilità ai vaccini attualmente in uso non sono ancora chiaramente definite – si afferma nella circolare – si ritiene importante raccomandare la tempestiva attivazione a livello regionale di tutte le misure organizzative atte a fronteggiare nelle prossime settimane un eventuale incremento anche sostenuto della domanda di assistenza sanitaria legata all’infezione da Sars-Cov-2, sia a livello territoriale che ospedaliero, garantendo l’adeguata presa in carico dei pazienti affetti da Covid-19 in relazione alle specifiche necessità assistenziali». Il ministero rimanda quindi le Regioni alle circolari già emanate per la gestione delle precedenti ondate pandemiche e che riguardano, in particolare, misure per la rimodulazione dell’attività programmata considerata differibile, indicazioni per partorienti e neonati, riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali per la gestione dell’emergenza con il potenziamento dei posti letto ospedalieri e dell’assistenza sul territorio. (ANSA)

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