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‘Ndrangheta, omicidio Belsito: chiesti sette rinvii a giudizio. In quattro hanno scelto l’abbreviato – NOMI

La Dda di Catanzaro ha ribadito le accuse nei confronti di esecutori e mandanti dell’agguato a Pizzo. A processo anche il pentito Andrea Mantella

Pubblicato il: 05/01/2022 – 18:20
di Giorgio Curcio
‘Ndrangheta, omicidio Belsito: chiesti sette rinvii a giudizio. In quattro hanno scelto l’abbreviato – NOMI

CATANZARO La Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per sette persone, ritenute a vario titolo responsabili dell’agguato a Domenico Belsito, ferito gravemente la sera del 18 marzo 2004 su via Nazionale, a Pizzo, e morto poi l’1 aprile 2004 mentre era ricoverato all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. 

I nomi

Davanti al gup di Catanzaro, Giuseppe De Salvatore, in quattro hanno già scelto e ottenuto il rito abbreviato. Si tratta di Pasquale Bonavota (cl. ’74) già latitante; Nicola Bonavota (cl. ’76); Francesco Salvatore Fortuna (cl. ’80) e Andrea Mantella (cl. ’72), già collaboratore di giustizia. Gli altri due imputati, Onofrio Barbieri (cl. ’80) e Salvatore Mantella (cl. ’74) hanno invece ottenuto il processo con rito ordinario. Stralciata la posizione di Domenico Bonavota perché dopo le sue dichiarazioni spontanee è stata disposta la verifica per comprendere se gli atti del processo siano stati trattenuti, negando così all’indagato la possibilità di consultarli e scegliere così il rito. Anche per lui, così come per Onofrio Barbieri e Salvatore Mantella, la discussione è stata fissata per il prossimo 11 gennaio. Per tutti gli altri, invece, la prossima udienza è stata fissata per il 16 marzo 2022 con la requisitoria del pm Andrea Mancuso. 

omicidio belsito

L’indagine  

Un’indagine lunga per un’omicidio ricostruito grazie alle fondamentali dichiarazioni del collaboratore di giustizia, Andrea Mantella, che proprio con l’omicidio Belsito sancì all’epoca l’alleanza definitiva con il clan Bonavota di Sant’Onofrio, sfidando lo storico potere dei Mancuso di Limbadi e Nicotera. Dichiarazioni che, lo scorso anno, avevano portato all’esecuzione di sette misure cautelari.

Le accuse e la ricostruzione dell’omicidio

Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Catanzaro, gli indagati Domenico, Nicola e Pasquale Bonavota, insieme a Francesco Fortuna sarebbero gli «ideatori e promotori del delitto» e si sarebbero rivolti ad Andrea Mantella per «reperire gli uomini necessari all’esecuzione dell’agguato». Secondo la ricostruzione, il 18 marzo del 2004 su via Nazionale, a Pizzo, a bordo di due vetture, una condotta da Andrea Mantella, l’altra da Salvatore Mantella con a bordo anche Francesco Scrugli (ucciso in un agguato nel 2012), avrebbero prima rintracciato Domenico Belsito poi, dopo essersi separati, Salvatore Mantella e Francesco Scrugli si sarebbero avvicinati a Belsito, scendendo dall’auto, colpendolo con un proiettile alla schiena ferendolo gravemente. Domenico Belsito morirà poi l’1 aprile 2004 all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia. 

La vendetta contro Franzè 

Per gli inquirenti una esecuzione in piena regola, preceduto da un accordo: uno scambio di uomini fra il gruppo guidato da Andrea Mantella e Francesco Scrugli (all’epoca staccatisi dal clan Lo Bianco di Vibo) e quello dei Bonavota di Sant’Onofrio. La spedizione di morte, infatti, ha fatto seguito, a distanza di pochi giorni, al raid punitivo eseguito dai killer della locale di ‘ndrangheta di Sant’Onofrio nei confronti di Antonio Franzè, classe ’55, rimasto ferito alla spalla destra da colpi di arma da fuoco, ritenuto colpevole di avere mancato di rispetto a Mantella, sminuendone in città la reputazione. Per questo tentato omicidio è stato chiesto il rinvio a giudizio di Andrea Mantella, Domenico Bonavota e Francesco Salvatore Fortuna.

Tra gli avvocati ci sono Diego Brancia, Sergio Rotundo, Vincenzo Gennaro, Nicola Cantafora, Salvatore Staiano, Manfredi Fiormonti e Riccardo Caramello. (redazione@corrierecal.it)

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