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la sentenza

False perizie per i boss, condannati Ambrosio e Ruffolo

Assolti Quattrone e Rizzo. Il processo è scaturito dall’inchiesta “Villa Verde” sulle connivenza di medici, avvocati e pubblici ufficiali

Pubblicato il: 18/01/2022 – 22:21
di Fabio Benincasa
False perizie per i boss, condannati Ambrosio e Ruffolo

COSENZA Due condanne e due assoluzioni. Questa la sentenza pronunciata dal Tribunale di Cosenza in composizione collegiale in merito alla posizione degli imputati nel processo scaturito dall’inchiesta “Villa Verde”, sul presunto “sistema” adottato per permettere ai boss di sfuggire al carcere attraverso false perizie mediche ottenute con la connivenza di medici, avvocati e pubblici ufficiali.

La sentenza

Luigi Arturo Ambrosio è stato condannato a 6 anni e sei mesi (più le spese); libertà vigilata per due anni interdizione dai pubblici uffici; 5 anni sono stati inflitti invece a Franco Antonio Ruffolo, oltre alla libertà vigilata per due anni e l’interdizione dai pubblici uffici. Assolti, invece, Gabriele Quattrone e Caterina Rizzo. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Quattrone avrebbe ricevuto tramite Luigi Arturo Ambrosio, da Caterina Rizzo, 5mila euro, nonché ulteriori 636,21 euro per «redigere un un elaborato peritale attestante una patologia psichiatrica inesistente, per favorire Antonio Forestefano» e renderlo così “incompatibile” con il regime carcerario.

Le richieste del Pm

Il Pubblico ministero Stefania Cardarelli, al termine della requisitoria, aveva invocato pene severe per i quattro imputati. Per Luigi Arturo Ambrosio, medico, legale rappresentante della clinica “Villa Verde” avevo chiesto 10 anni di reclusione; per l’altro medico Gabriele Quattrone 5 anni; nei confronti di Franco Antonio Ruffolo, psicologo in servizio nella clinica “Villa Verde” di Donnici l’accusa aveva avanzato una richiesta di condanna a 9 anni, infine per Caterina Rizzo, sposata con Antonio Forastefano, considerato capo dell’omonima cosca, era stata chiesta la pena a 4 anni e mezzo.

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