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«E se Draghi venisse eletto Presidente della Repubblica?»

I destini degli equilibri della politica legati, a doppio filo, alle mosse di Mario Draghi. Con uno sguardo al “dopo”

Pubblicato il: 20/01/2022 – 10:05
di Francesco Capraro
«E se Draghi venisse eletto Presidente della Repubblica?»

«L’ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica»: così recita l’articolo 84, secondo comma, della Costituzione.
E se Mario Draghi, che è il presidente del Consiglio dei ministri, venisse eletto presidente della Repubblica? Che cosa accadrebbe al governo?
Tutti si arrovellano sulla mancanza di un precedente: mai, fino ad oggi, un Presidente del Consiglio è stato eletto Presidente della Repubblica.

La soluzione è, a mio avviso, piuttosto banale: basta seguire la legge n. 400 del 1988, segnatamente l’articolo 8. E dunque: il Presidente del Consiglio (PdC) eletto Presidente della Repubblica (PdR) si dimette, nelle more del giuramento per accedere al Quirinale. Lo sostituisce, in assenza di vice PdC, il ministro più anziano d’età (Renato Brunetta), per i soli affari correnti – il governo della Repubblica è infatti dimissionario nella sua interezza: le dimissioni del PdC comportano, di riflesso, le dimissioni dell’intero esecutivo, che comunque resta in carica fino all’insediamento del nuovo.

Il PdR “eletto” finalmente presta giuramento dinnanzi al Parlamento ed entra nel pieno esercizio delle sue funzioni. Dopo il giro di consultazioni di rito viene nominato il nuovo PdC il quale, non appena sciolta l’eventuale riserva, entra in carica assieme ai ministri (nominati dal PdR su proposta del PdC: articolo 92, secondo comma, della Costituzione).
Fin qui la norma, il piano lineare del diritto. E quello inclinato della politica?


Se esiste un accordo politico per eleggere Mario Draghi al Quirinale tutto porta a pensare che esista anche un accordo politico per arrivare al voto della XIX legislatura. 
L’unico dubbio che resta è: voto anticipato o a scadenza naturale? La risposta appare anch’essa banale: chi è che vuole andare a votare subito, con questi chiari di luna?

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