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«Nessuna violazione di legge». Odoardi, Romeo e Macchione assolti a Lamezia

Erano accusati del reato di abuso d’ufficio. L’iter continuerà per le posizioni degli altri imputati. Prescritta la truffa

Pubblicato il: 02/02/2022 – 11:07
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«Nessuna violazione di legge». Odoardi, Romeo e Macchione assolti a Lamezia

LAMEZIA TERME Il Tribunale di Lamezia Terme in composizione collegiale (Presidente Silvestri, a latere Foresta e Riccio) ha assolto il dipendente dell’Asp di Catanzaro, Angelo Giovanni Romeo (assistito da Gianluca De Vito), il dipendente del Comune di Nocera Terinese, Giovanni Eugenio Macchione (assistito da Ortensio Mendicino), nonché Lillo Gregorio Odoardi (assistito da Ferdinando Palumbo) dal reato di abuso d’ufficio.
Il collegio, infatti, ha accolto la richiesta preliminare formulata da De Vito, congiuntamente a Mendicino e Palumbo, tesa ad ottenere una sentenza immediata, ai sensi dell’art. 129 c.p.p., poiché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, a fronte della riforma del delitto di abuso d’ufficio, introdotta con il D.L. n.76/2020.
La contestazione mossa agli imputati era quella di avere favorito Lillo Gregorio Odoardi, ai fini dell’ottenimento di una registrazione sanitaria.
Nelle condotte contestate però non sono state individuate «violazioni di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità», come disposto dalla nuova formulazione del reato di abuso d’ufficio, pertanto, il Tribunale ha disposto l’assoluzione degli imputati ai sensi dell’art. 530 c.p.p., con termine di giorni 90 per il deposito delle motivazioni.
Il processo continuerà invece, per le restanti posizioni degli altri imputati, Lillo Gregorio Odoardi e Barbara Spalletta, pur essendo stata dichiarata la prescrizione del capo 1) del capo d’imputazione relativo al reato di truffa.

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