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Il giorno del bis di Mattarella: «Siamo responsabili del futuro del Paese»

Il presidente ha pronunciato il suo discorso davanti al Parlamento in seduta comune: «Nuova chiama, non potevo sottrarmi»

Pubblicato il: 03/02/2022 – 18:00
Il giorno del bis di Mattarella: «Siamo responsabili del futuro del Paese»

ROMA Il presidente Mattarella ha giurato davanti al Parlamento in seduta comune dopo la rielezione al Quirinale. Subito dopo il Capo dello Stato ha pronunciato il suo discorso tra cui i temi ha affrontato l’obiettivo di rilanciare il ruolo dell’Italia nell’Ue. Le prime parole di Mattarella sono state di ringraziamento ai grandi elettori per la rielezione. «Il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni – ha esordito – hanno fatto la loro scelta. È per me una nuova chiamata – inattesa – alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi». «Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel luogo più alto della rappresentanza democratica, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare l’unità della Repubblica».
Poi le sfide che attenderanno l’Italia: rilancio dell’economia, il Pnrr e la gestione della pandemia.
«Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle urgenze – sanitaria, economica e sociale – che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze», ha detto Mattarella sottolineando che la «lotta contro il virus non è conclusa, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi ma non ci sono consentite disattenzioni».
«Viviamo in una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea – ha detto ancora il presidente -. L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’Europa. Siamo i maggiori beneficiari del programma Next Generation e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale».
«Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale – è intensamente impegnato il Governo guidato dal Presidente Draghi – ha sottolineato Mattarella -; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una nuova stagione di crescita sostenibile del Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro».

La crisi in Ucraina

Il presidente Mattarella durante il discorso in aula a Montecitorio

Un discorso interrotto diverse volte da lunghi applausi in Aula. Mattarella non ha trascurato anche i temi internazionali. A partire della crisi in Ucraina. «Non possiamo accettare che ora – ha tuonato Mattarella – senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale». «Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei Paesi alleati e amici – ha proseguito – affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini».

Il nodo della giustizia 

«Rivolgo un saluto rispettoso alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia dei principi della nostra Carta. Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della nostra società – mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia. Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività».  Standing ovation unanime quando il presidente Mattarella sottolinea la necessità di un processo riformatore per la magistratura. «È indispensabile che le riforme annunciate» per la giustizia «giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono rimanere estranee all’Ordine giudiziario. Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore».

Il saluto al Pontefice

«A Papa Francesco, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano». Nel suo discorso anche un omaggio a Monica Vitti, scomparsa ieri. «Consentitemi di rendere omaggio a Monica Vitti grande protagonista della vita culturale del nostro paese».

L’appello ai giovani

Il Capo dello Stato Mattarella assieme ai presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati

«Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura – ha detto Mattarella – come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità».  «La dignità. Dignità – ha evidenziato – è azzerare le morti sul lavoro, che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita. Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro. Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere della nostra società». «Dignità – ha detto ancora – è impedire la violenza sulle donne, profonda, inaccettabile piaga che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio». «Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica. Viva la Repubblica, viva l’Italia», ha poi concluso il discorso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricordando le ultime parole di David Sassoli.
Infine un lungo, lunghissimo applauso ha accompagnato la conclusione del discorso del presidente. Mattarella è rimasto in piedi a ringraziare accanto ai presidenti del Senato Casellati e della Camera Fico.
In migliaia avevano assistito al passaggio del corteo che ha accompagnato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal Quirinale a Montecitorio, dove ad attenderlo all’ingresso ci sono stati il presidente del Senato Elisabetta Casellati e da quello della Camera Roberto Fico.
“Grazie presidente”, recitava a lettere tricolori un cartellone esposto da un giovane appostato dietro le ringhiere.

Salvini positivo al Covid non partecipa

Il leader della Lega Matteo Salvini è risultato positivo al Covid nello screening per l’accesso al giuramento del Capo dello Stato, cui non potra’ essere presente. Lo apprende l’Ansa da fonti parlamentari di maggioranza

Il rito del giuramento

Sono i segni caratteristici del ‘big day’, quello del giuramento del presidente della Repubblica. La campana di Montecitorio suona per tutto il tragitto dell’eletto dalla sua residenza romana fino alla Camera dei deputati e, poi, nel momento in cui egli pronuncia il giuramento. In questo stesso momento il cannone del Gianicolo spara 21 salve, l’onore riservato ai capi di Stato. Al suo arrivo a Montecitorio, il presidente eletto riceve gli onori militari da un reparto di Carabinieri in alta uniforme. Da li’ si dirige in Aula, ornata con 21 bandiere e drappi rossi. Qui il capo dello Stato rivolge il suo messaggio alla Nazione. Quando esce, da presidente nella pienezza dei poteri, a rendere gli onori sono i Corazzieri Guardie del presidente della Repubblica. Il nuovo Capo dello Stato ascolta l’Inno di Mameli in Piazza Montecitorio, passa in rassegna il reparto d’onore schierato con bandiera e banda. Poi sale sulla Lancia Flaminia 355 decappottabile con il presidente del Consiglio ed il segretario generale del Quirinale per andare a rendere onore all’Altare della Patria e, da li’, per raggiungere il Colle, scortato dai Corazzieri a cavallo e dai motociclisti. Giunto al Quirinale riceve gli onori militari e il collare di Gran Croce decorato di gran Cordone, la massima onorificenza della Repubblica. A quel punto, il presidente si trasferisce nel salone dei Corazzieri per un intervento alla presenza dei vertici delle istituzioni e dai leader politici.

Il messaggio di Putin: «Ulteriore sviluppo di dialogo bilaterale»

In un messaggio di congratulazioni a Sergio Mattarella per la sua rielezione al Quirinale, il presidente russo Vladimir Putin ha detto di avere fiducia in un «ulteriore sviluppo di un dialogo bilaterale costruttivo e una fruttuosa cooperazione in vari settori» fra Italia e Russia. Ciò «soddisferà pienamente gli interessi dei popoli dei nostri Paesi e di tutta l’Europa», ha aggiunto Putin nel messaggio, pubblicato dal sito del Cremlino. «I rapporti italo-russi hanno una storia molto ricca e si basano su buone tradizioni di amicizia e rispetto reciproco», ha sottolineato ancora il presidente russo.

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