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il colloquio

Turismo, Macrì: «Mai visti così tanti visitatori a Tropea, più di mezzo milione nel 2021»

«Impianti comunali di depurazione eccellenti. Ma le strade sembrano piste amazzoniche e il problema dei rifiuti è ancora irrisolto»

Pubblicato il: 27/02/2022 – 7:07
di Anna Colistra
Turismo, Macrì: «Mai visti così tanti visitatori a Tropea, più di mezzo milione nel 2021»

TROPEA Visitare la Calabria per molti turisti, soprattutto stranieri, molto spesso vuol dire fare tappa nella splendida località di mare della Costa degli Dei: Tropea. Cittadina che storicamente ha un’economia votata al settore turistico e che col tempo ha scelto di puntare, anche, sul patrimonio storico artistico che la caratterizza. Se dopo due anni di pandemia si vuole fare il punto sul settore turistico in Calabria: valutare arrivi e presenze, criticità attuali e obiettivi raggiunti, può essere opportuno partire proprio dalla perla del Tirreno. «La stagione estiva del 2021 ha fatto registrare un numero mai visto di presenze a Tropea, un record assoluto che segna una ripartenza molto positiva, favorita senza dubbio dal titolo nazionale di “Borgo dei Borghi”, un’esperienza unica che abbiamo sfruttato molto bene e che sono convinto porterà i suoi frutti anche nella prossima stagione». E’ questo il primo commento del sindaco Giovanni Macrì che delinea un bilancio per nulla negativo per il turismo a Tropea, considerando, nondimeno, che proprio durante la scorsa stagione estiva è scoppiata la quarta ondata che ha inibito gli spostamenti di molti viaggiatori e causato l’annullamento delle vacanze per tanti altri. «Gli stranieri che scelgono di soggiornare a Tropea sono perlopiù australiani, canadesi e statunitensi – racconta Macrì – un mercato che l’anno scorso era a ancora chiuso causa Covid e che siamo fiduciosi si riattivi quest’anno – e ha poi specificato – siamo ancora totalmente assenti, invece, dal mercato orientale e arabo, per attrarre queste nazionalità c’è ancora molto da lavorare». Soltanto viaggiatori provenienti dall’Italia e dall’Europa per il centro del Tirreno che è riuscito a registrare, secondo i dati forniti dal primo cittadino (ricavati dalle imposte di soggiorno e che dunque escludono i flussi “non tracciati”) ben 511mila presenze nel 2021, superando il dato di 473.039 presenze raggiunto nel 2019 in tempi di pre-pandemia, nel 2020 invece le presenze erano state 191.180 e avevano fatto registrare una forte battuta d’arresto. Infatti se i pernottamenti nelle strutture ricettive in Italia nei primi 9 mesi del 2021 hanno avuto un incremento del 22,3% rispetto allo stesso periodo del 2020, quest’ultimo è stato senza dubbio l’annus horribilis per l’economia e per l’intero settore turistico.

Il calo di presenze turistiche nel 2020

I dati nazionali raccolti da Openpolis

«Mare che ci invidiano tutti. Rari i problemi di acque sporche»

Il report di Openpolis sulle presenze turistiche in Italia documenta che nel 2020 «il consumo turistico interno in Italia ha registrato 63,7 miliardi di euro in meno rispetto all’anno precedente. Non a caso, infatti, uno dei settori in cui si concentrano gli investimenti del Pnrr è il turismo, con 2,4 miliardi di euro destinati all’ammodernamento delle strutture, alla riqualificazione ambientale e alla digitalizzazione dell’offerta turistica italiana». Questo è il momento, dunque, dell’analisi e dei bilanci ma anche, e necessariamente, quello del rilancio. La prossima stagione estiva sarà fondamentale per la ripresa del comparto e anche una nota meta turistica come Tropea deve proporsi nel migliore dei modi ai visitatori di tutto il globo. Per farlo può puntare su una storica carta vincente: il mare. «Il nostro mare ce lo invidiano in tutto il mondo, rappresenta una delle maggiori attrattive e per questo la sua tutela è una delle priorità dell’amministrazione» ha dichiarato Macrì e ha spiegato che la depurazione delle acque marine è affidata a due impianti, uno gestito dal Comune di Tropea e l’altro dal Comune di Parghelia. «Siamo molto soddisfatti dello stato delle nostre acque, abbiamo impianti manutenuti, funzionanti ed efficienti. E’ chiaro, però, – ha aggiunto – che bisogna guardare anche oltre e domandarsi come procede la gestione provinciale dell’intera Costa degli Dei. Sono rari gli episodi di mare sporco a Tropea – ha affermato – ma è normale che se si verifica un problema a 100 chilometri ne subiamo anche noi le conseguenze». Una questione, quella del mare, che non può essere delegata alle sole amministrazioni e che ha bisogno di un programma condiviso che coinvolga tutto il territorio provinciale. E’ questo uno dei nodi della gestione del turismo a livello comunale, fronteggiare di continuo quelle falle strutturali che non sono sotto la giurisdizione dell’amministrazione e che vengono percepite, ormai, come problematiche endemiche a tutta l’area regionale.

«Le strade sembrano piste amazzoniche e il problema rifiuti è ancora irrisolto»

«E’ di tipo provinciale anche la gestione delle reti stradali che collegano i centri della Costa degli Dei – dichiara il sindaco e incalza – spostarsi nel Vibonese significa andare incontro anche a situazioni assurde, abbiamo infrastrutture che sembrano piste amazzoniche». Da adito a un piccolo sfogo Macrì e d’altro canto comunica le sue alte aspettative sull’operato del nuovo governo regionale: «Ci sarà bisogno di almeno due o tre anni di buon governo per risolvere problemi enormi, come quello dei rifiuti, arrivando ad una soluzione accettabile». Problemi troppo grandi dunque, che hanno bisogno di tempo per essere risolti e anche secondo il sindaco «di una visione di lungo periodo». Se le criticità non mancano il momento attuale riserva molte possibilità per la ripresa del turismo e per Macrì Tropea – essendo riuscita a mantenere un alto flusso turistico – può essere di traino per l’intera regione: «Un’altra cosa fondamentale è fare rete, noi collaboriamo con i 15 borghi più belli della Calabria, presentiamo e condividiamo insieme dei progetti perché siamo consapevoli che da soli non si può essere competitivi». Per Macrì la città deve essere usata anche come vetrina per sponsorizzare le eccellenze calabresi, «la promozione di un marchio o di un’esperienza a Tropea viaggia a velocità diversa, e questo è un nostro punto di forza. C’è ancora tanto da lavorare per eguagliare alcuni modelli turistici italiani come la Costiera amalfitana o la Val di Noto in Sicilia – ha concluso Macrì – ma ripongo molta fiducia nel cambio di direzione che la Calabria potrà intraprendere con il nuovo governo regionale».



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