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lo strappo

«Gravi deficit di democraticità», così Donato tronca definitivamente con il Pd

Il candidato sindaco di Catanzaro si dimette dal partito. Critiche alla gestione del percorso dei dem: «Procedure rimesse a pochi privilegiati»

Pubblicato il: 14/03/2022 – 14:00
«Gravi deficit di democraticità», così Donato tronca definitivamente con il Pd

CATANZARO Strappo ora ufficiale e definitivo, e anche piuttosto brusco. «Gravi deficit di democraticità». Con queste parole Valerio Donato, il docente universitario e giurista candidato sindaco di Catanzaro, si è dimesso dal Pd con una comunicazione inviata al segretario regionale del partito Nicola Irto, al segretario provinciale Domenico Giampà, al segretario cittadino Fabio Celia e al segretario del suo circolo di riferimento, il “Lauria”, Marco Rotella.
La decisione di Donato appare plasticamente come la diretta conseguenza della decisione del Pd, annunciata alcuni giorni fa dal responsabile nazionale enti locali del Nazareno Francesco Boccia, di sostenere la candidatura a sindaco di Nicola Fiorita, decisione maturata dopo una serie di consultazioni alle quali ha partecipato lo stesso Donato: Boccia aveva tra l’altro invitato Donato a convergere nel progetto Fiorita in nome della comune battaglia al centrodestra, ma Donato ha di fatto subito chiuso al dialogo confermando la sua decisione di candidarsi sindaco in autonomia e con una proposta civica. E ora Donato, in termini molto critici, ufficializza il suo addio ai democrat: «La città di Catanzaro – scrive Donato a Irto e agli altri dirigenti democrat – sarà impegnata, come noto, nei prossimi mesi nella procedura elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e per la elezione del sindaco della Città. In vista di tale importante evento il Pd ha svolto un’attività prodromica alla scelta del candidato a sindaco, mediante procedure che hanno manifestato in tutta evidenza gravi deficit di democraticità. La partecipazione dei più ha ceduto il passo a decisioni – anche quelle interlocutorie – rimesse, prima, a pochi “privilegiati”, i quali hanno preferito adottare il tradizionale e consolidato criterio dei posizionamenti personali; e, poi, a decisioni, centralizzate e prive del rispetto dell’autonomia del territorio».
Per Donato quindi «le modalità adottate – per vero ripetute anche nella formazione degli organi interni – non mi consentono di intravedere elementi di condivisione di una prospettiva politica comune e voluta dagli iscritti; sì che ho deciso di recedere dal Pd, con la speranza che l’area politica di riferimento possa ritrovare, in un immediato futuro, una prospettiva, fondata sulla partecipazione degli iscritti e dei simpatizzanti tutti». Quindi, Donato tronca una volta per tutte con il Pd: un passaggio che politicamente potrebbe avere un notevole significato, se si considera che la candidatura di Donato a sindaco di Catanzaro sta attirando varie forze anche provenienti dal centrodestra. (c. a.)

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