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Crotone, i consiglieri Manica e Lerose minacciano di lasciare Forza Italia

Causa dello scontro il mancato invito all’inaugurazione della nuova sede provinciale del partito. «Informarci era un atto dovuto»

Pubblicato il: 03/04/2022 – 17:33
di Gaetano Megna
Crotone, i consiglieri Manica e Lerose minacciano di lasciare Forza Italia

CROTONE I consiglieri comunali di Crotone Fabio Manica e Alessia Lerose minacciano di lasciare Forza Italia. I dissapori con il partito sono riconducibili al fatto che i due non sono stati invitati alla inaugurazione della nuova sede provinciale di Fi, avvenuta ieri alla presenza del coordinatore regionale del partito, Giuseppe Mangivalori. In una nota diffusa oggi Manica e Lerose scrivono: «Abbiamo appreso, informalmente, di una riunione convocata dal coordinatore Provinciale di Forza Italia, il nostro partito, un incontro tenuto davanti ad ospiti “selezionati”, destinatari di inviti mirati evidentemente sulla base della discrezionalità del coordinatore provinciale». Il coordinatore provinciale è il parlamentare Sergio Torromino. La decisione di non invitare Manica e Lerose, quindi, sarebbe stata presa da Torromino che avrebbe, invece, invitato altri consiglieri comunali, anche non iscritti a Fi. All’incontro di ieri, infatti, erano presenti, tra gli altri, anche i consiglieri comunali di Crotone Mario Megna, Antonio Manica, Andrea Tesoriere, Fabiola Marrelli e Carmen Giancotti. «Come consiglieri comunali (Fabio Manica è anche consigliere provinciale, ndr) – si legge nella nota – riteniamo che informarci sarebbe stato, per statuto, un atto dovuto». Il problema è che tra Torromino e i due, in particolare Fabio Manica, non corre buon sangue. Manica sino a qualche giorno fa era un dipendente della Matelcarpenteria, l’azienda di proprietà di Torromino. Proprio nei giorni scorsi si è licenziato “per giusta causa” e sulla vicenda ha diffuso una nota, rendendola pubblica. Secondo Manica e Lerose non sono stati invitati all’iniziativa di ieri perché «da qualche tempo, le decisioni e gli orientamenti del partito non sono il frutto di una discussione partecipata all’interno di organismi collegiali, bensì di un “passa parola” fra un ristretto gruppo, sebbene a capo vi sia il parlamentare di riferimento (Torromino). Continuiamo ad assistere ad una gestione assolutistica, da parte di chi, titolare di un ruolo istituzionale e assegnatario di un ruolo politico (commissario provinciale) – scrivono i due – persiste nel gestire il partito come una monade al fine di farlo apparire una prolifera realtà politica mentre, in effetti, è scarna e priva di contenuti». Continuando, aggiungono: «Ci piacerebbe pensare che sia stata una svista ma, crediamo, purtroppo, che sia un preciso disegno, finalizzato ad isolare chi la pensa diversamente, chi non si allinea, chi non concepisce di asservirsi ad una politica antidemocratica ed avulsa dai bisogni della collettività. Noi occupiamo un ruolo istituzionale non per “grazia ricevuta” e vorremmo continuare a restare in Fi vigilando su quanto verrà messo in atto, auspicando che questa stagione politica buia ed ottusa termini presto lasciando spazio ad una politica nuova». Concludendo, i due scrivono: «Nei prossimi giorni consumeremo gli opportuni passaggi politici e, all’esito, valuteremo se vi sono le condizioni per proseguire la nostra esperienza politica all’interno di un partito che, nella provincia di Crotone, ha tradito la sua ispirazione liberal-democratica». Secondo quanto riferito Mangivalori si sarebbe accorto dell’assenza di alcuni consiglieri comunali e avrebbe anche chiesto la ragione. Dopo l’inaugurazione della nuova sede provinciale il coordinatore regionale ha voluto discutere delle attività su cui il partito dovrà essere impegnato nel prossimo futuro. Il coordinatore cittadino, Mario Megna, ha posto il problema dell’allargamento della coalizione. Secondo Megna non sarebbe auspicabile che Fi continui «a convivere in un bilocale esclusivamente con l’Udc». Il coordinatore cittadino ha insomma chiesto di «lavorare per recuperare il rapporto con tutti i partiti della coalizione».

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