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la consegna delle chiavi

Parma, le case confiscate ai boss di ‘ndrangheta ospiteranno i profughi ucraini

Al momento accolte 12 persone in due appartamenti. Alla cerimonia presente anche la ministra dell’Interno Lamorgese

Pubblicato il: 12/04/2022 – 11:44
Parma, le case confiscate ai boss di ‘ndrangheta ospiteranno i profughi ucraini

PARMA Le case confiscate ai boss di ‘ndrangheta a Sorbolo Mezzani, in provincia di Parma, sono diventati dei luoghi di accoglienza per chi scappa dalla guerra in Ucraina.
L’edificio era stato sequestrato nel 2020 in seguito al processo Aemilia è stato inaugurato e alla consegna delle chiavi erano presenti il sindaco di Sorbolo Mezzani, Nicola Cesari, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, il prefetto di Parma, Antonio Lucio Garufi, le autorità civili e militari. E soprattutto c’era la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese che nelle ultime settimane per dare una risposta all’emergenza di questi giorni il ministro dell’Interno ha deciso di mettere in campo l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Dodici persone hanno già effettuato l’accesso in due appartamenti di circa 50 metri quadri ciascuno e stanno per essere terminati i lavori in un terzo appartamento dove verranno ospitati altri tre profughi ucraini.
«Restituire alla società civile i beni confiscati alle mafie rappresenta il primato della democrazia e della legalità – ha detto durante il taglio del nastro il presidente Bonaccini -. Mettere questi immobili a disposizione di cittadini in fuga dalle atrocità della guerra è un passo avanti in più. Siamo di fronte a un conflitto ingiustificabile. L’intero sistema regionale è alle prese con l’accoglienza di migliaia di ucraini, soprattutto donne e bambini, in uno sforzo che vede insieme istituzioni, cittadini e famiglie, in Emilia-Romagna e nel Paese. Legalità e solidarietà sono valori cardine della nostra terra, oggi – ha concluso Bonaccini – siamo qui per dimostrarlo concretamente, in aiuto di persone che si sono lasciate alle spalle un orrore che deve finire al più presto».

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