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l’udienza

“Sistema Cosenza”, parlano gli indagati. Lo sfogo di Cotticelli: «Offendono la mia storia»

Dichiarazioni spontanee davanti al gup. L’ex manager Belcastro: «Vi spiego il significato dell’intercettazione con Pacenza»

Pubblicato il: 22/04/2022 – 16:09
“Sistema Cosenza”, parlano gli indagati. Lo sfogo di Cotticelli: «Offendono la mia storia»

COSENZA Questa mattina, davanti al gup del Tribunale di Cosenza, Piero Santese, alcuni indagati nell’inchiesta Sistema Cosenza hanno rilasciato dichiarazioni spontanee.

«Non faccio parte di nessun sistema»

La prima a prendere la parola è la dottoressa Carmela Cortese (oggi in pensione), all’epoca dei fatti contestati membro della commissione costituita per decidere in merito all’affidamento di una posizione nel settore risk management dell’Asp di Cosenza. Una posizione poi occupata – secondo l’accusa – da una persona priva dei necessari requisiti. «Non faccio parte di nessun sistema, ho un curriculum di tutto rispetto: laurea, specializzazione e master sempre conseguito con il massimo dei ruoli e non ho legami e debiti di gratitudine nei confronti di Raffaele Mauro (all’epoca dei fatti commissario dell’Asp di Cosenza, ndr). Nell’agosto 2018 fui delegata dai Nas e dalla procura di Paola ad effettuare un’indagine sull’ospedale di Paola e facemmo controlli puntuali da cui risultarono una serie di violazioni che notificammo a Mauro e alla stessa procura. Questo dimostra che non sono un soggetto disponibile a commettere reati». Per quanto riguarda i fatti contestati, Cortese aggiunge: «Ero nella commissione sempre in forze della mia specializzazione, sono specializzata in igiene e sanità pubblica. Avevo competenze sul settore e non ero assolutamente estranea».

Le dichiarazioni di parte civile

A rendere dichiarazioni spontanee è anche il dottore Angelo Gallo, parte civile nel procedimento. «Vorrei specificare che a regolare il risk management è una legge che afferma che i requisiti per accedere all’utilizzazione dei dirigenti medici è l’anzianità di tre anni nella disciplina. Si è data un’interpretazione non contingente, almeno per me, in merito all’area e alla disciplina». Il dottore Gallo era uno dei candidati ad occupare la posizione di risk management poi assegnata ad un’altra professionista.

«Se crolla Cosenza, crolla tutto»

A prendere, poi, la parola è il dottore Antonio Belcastro, ex Dg del dipartimento tutela della salute della Regione Calabria. «I bilanci finiti nell’inchiesta sono riferiti alle annualità 2015, 2016, 2017. La procura non fa una differenza tra le diverse posizioni degli imputati quasi come se le condotte antigiuridiche fossero omogenee. Questo porta ad una ricostruzione generalizzata e collettiva». «Sono imputato solo per l’annualità 2017 – sostiene Belcastro – e sicuramente le prove portate dalla procura non sono utilizzabili per il periodo a me contestato». Sull’invio delle segnalazioni riguardanti i bilanci contestati da Sergio Tempo, presidente del collegio sindacale dell’Asp di Cosenza, Belcastro si dice assolutamente estraneo ai fatti e nega qualsiasi responsabilità. «Ho assunto il ruolo di dg nel 2018, poco prima dell’addio di Tempo, con il quale non ho mai avuto nessun tipo di colloquio e da lui non ho ricevuto alcuna segnalazione», conclude l’ex dg. Che aggiunge: «Il 27 marzo 2020 arriva in Regione la Gdf chiedendo l’esibizione degli atti relativi ai bilanci Asp contestati. Il commissario Cotticelli chiede al settore responsabile una relazione sul perché della visita delle fiamme gialle». La relazione redatta sarà di otto pagine, con un solo capitolo legato al bilancio 2017. Il 6 aprile, Belcastro consegnerà agli uomini della Guardia di finanza gli atti richiesti. L’ex dg poi si sofferma sul periodo di difficoltà dell’Asp di Cosenza e richiama l’intercettazione di Franco Piacenza (all’epoca consulente in tema di politiche sanitarie della giunta Oliverio) «se crolla Cosenza, crolla tutto» e offre una interpretazione: «Se Cosenza porta un disavanzo alto, crolla tutto. Questo il senso di quell’affermazione».

Lo sfogo di Cotticelli

«Offendono la mia storia, quella di un uomo dell’Arma che ha fatto sempre il proprio lavoro», dice Saverio Cotticelli, già commissario ad acta della sanità calabrese. «Quando assumo l’incarico di commissario alla sanità non mi viene concesso neanche un ufficio o una segreteria, ma inizio a lavorare». È il 9 gennaio 2019 quando si insedia. «Appena arrivato stipulo una convenzione con Anac per le gare sotto soglia, con Invitalia per quelle sovra soglia e blocco tutti i concorsi. Inoltre, con la Dda di Reggio Calabria e Catanzaro, ho parlato di una serie di problemi rilevanti nella sanità». Cotticelli con la voce rotta dall’emozione ricorda la comunicazione dell’indagine a suo carico. «Quando sono arrivati i finanzieri a casa mia, alle cinque, mi son sentito morire». Poi torna sul suo operato alla guida del settore sanitario calabrese. «Quando ho assunto l’incarico, il primo tavolo Adduce aveva quantizzato il debito da affrontare pari a 148 milioni e i dati del bilancio 2017 erano già stati consolidati e non potevo fare nulla. Non ho mai perpetrato un modus operandi criminoso».
«Quel bilancio che si presume essere stato approvato con silenzio assenso – continua – non è mai stato realmente approvato. Detto questo, il commissario ad acta non deve occuparsi dell’approvazione del singolo bilancio, esprime la sua volontà con il decreto, il Dca. L’attività di controllo è svolta dal dipartimento, il quale redige un’istruttoria che invia al commissario. Che a sua volta emette un decreto di approvazione o mancata approvazione». «Ad agosto 2020 – aggiunge – mi arriva una proposta dal dipartimento, dove mi viene detto che i bilanci contestati non erano stati approvati. Io, in mancanza di istruttoria, scrivo al dipartimento e sottolineo che si fa riferimento ad annualità non di mia competenza. Il mio successore, Longo, citando la mia lettera emette un Dca con cui boccia il bilancio 2017». «E allora mi chiedo quale sia il reato commesso dal sottoscritto?». «Le chiedo presidente – conclude Cotticelli – di ridarmi l’onore che mi è stato tolto. La mia storia lo dimostra». Concluse le discussioni delle difese, ascoltate le dichiarazioni spontanee di alcuni indagati e la controreplica del pm Mariangela Farro – che ha ribadito la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli imputati – il gup Santese si è ritirato in camera di consiglio prima di emettere il verdetto.

Gli indagati in Sistema Cosenza

Nell’elenco degli indagati figurano: Antonio Scalzo (dirigente Asp); Fabiola Rizzuto (dirigente Asp); Aurora De Ciancio (dirigente Asp); Nicola Mastrota (dirigente Asp); Bruno Zito (dirigente Asp); Vincenzo Ferrari (dirigente Asp); Massimo Scura (già commissario Asp); Antonio Belcastro (ex dirigente regionale); Saverio Cotticelli (già commissario Asp); Carmela Cortese, Raffaele Mauro, Luigi Bruno, Francesco Giudiceandrea, Giovanni Lauricella, Remigio Magnelli e Maria Marano. (f. b.)

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