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CHIUSURA INDAGINI

Cosche “padrone” del Cara di Isola, indagati l’ex sindaco, un funzionario della Prefettura e l’ex capo della Misericordia

Bruno avrebbe messo gli uffici comunali al servizio dei Poerio e Sacco. Sborsati 10mila euro per chiudere un occhio sul subappalto del servizio mensa

Pubblicato il: 17/05/2022 – 14:56
di Alessia Truzzolillo
Cosche “padrone” del Cara di Isola, indagati l’ex sindaco, un funzionario della Prefettura e l’ex capo della Misericordia

CATANZARO Le strutture comunali di Isola Capo Rizzuto erano compiacenti con le associazioni criminali e in particolare con gli elementi di spicco Antonio Poerio, Fernando Poerio e Leonardo Sacco, già coinvolti nell’inchiesta antimafia Jonny e condannati in appello Sacco a 20 anni, Antonio Poerio a 12 anni e 8 mesi e Fernando Poerio a 20 anni. A fare da cerniera tra il Comune e i desiderata della cosca, stando a nuove indagini della Dda di Catanzaro, è l’ex sindaco di Isola, Gianluca Bruno, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa perché avrebbe consentito «ai membri dì vertice del sodalizio di poter acquisire lotti immobiliari nel comune di Isola di Capo Rizzato, garantendo loro la compiacenza delle strutture comunali, ponendosi quale figura di riferimento istituzionale capace di interloquire con i diversi enti (in primis Provincia ed istituzioni governative) al fine di garantire alla Misericordia ed ai suoi fornitori il controllo degli appalti serventi il Cara (centro di accoglienza per richiedenti asilo, ndr) ed il recupero dei crediti ivi afferenti, con tali condotte agevolando le attività del sodalizio che risultava rafforzato nella sua capacità operativa e nel conseguimento dei propri scopi». L’inchiesta della Distrettuale di Nicola Gratteri che ha disvelato gli illeciti affari della ‘ndrangheta sulla struttura di accoglienza di Isola Capo Rizzuto.

Chiudere un occhio sul subappalto in cambio di 10mila euro

Le indagini, coordinate dai pm Domenico Guarascio e Pasquale Mandolfino, sono chiuse nei confronti anche di Carmelo Giordano, funzionario della Prefettura, accusato di corruzione aggravata perché “dopo che la Prefettura di Crotone sottoscriveva una convenzione con la “Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia” per la gestione del centro per immigrati Sant’Anna di Isola di Capo Rizzato, cosi affidando detta attività alla “Fraternità di Misericordia”, articolazione territoriale locale del predetto ente benefico” avrebbe accettato 10mila euro da Leonardo Sacco, a capo della Misericordia di Isola. In cambio Giordano – nella sua veste di ragioniere in servizio alla Prefettura di Crotone, con compiti anche di gestione amministrativa e contabile dei capitoli di bilancio relativi alle spese per i centri di accoglienza per immigrati – avrebbe omesso “il controllo sul subappalto da parte della “Fraternità di Misericordia” in favore di imprese terze del servizio di mensa per gli ospiti delia struttura e. ancor più esattamente, per omettere di richiedere alla “Fraternità di Misericordia” i documenti attestanti i pagamenti effettuati dal medesimo ente alle imprese di ristorazione subappaltatrici succedutesi nel tempo: “La Vecchia Locanda di Poerio Antonio” (operante dal 2001 al 11.08.2007). la “Catering La Vecchia Locanda di Muraca Stefania” (operante dal 11.08.2007 al 02.07.2010), la “Catering La Vecchia Locanda S.r.l.” (operante dal 02.07.2010 al 07.03.2011), la “Quandrifoglio snc di Poerio Pasquale & C.” (operante dal mese di maggio 2011 al 26.09.2012), la “Quadrifoglio srl” (operante dal 26.09.2012 ai 2015), tutte imprese gestite di fatto da Angelo Muraca e dalla figlia Stefania Muraca, da Antonio Poerio e dalla moglie Maria Lanatà, da Fernando Poerio e dalla moglie Aurora Cozza”.
Chiudendo un occhio Giordano avrebbe consentito alla Misericordia di Leonardo Sacco di «liquidare in modo incontrollato e non tracciato i pagamenti a favore delle predette imprese, impedendo, dunque, alla Prefettura di verificare l’effettività delle forniture erogate in subappalto».
Un comportamento questo che si sarebbe protratto dal 2001 al 2017, quando l’inchiesta Jonny chiuse i rubinetti allo strapotere della cosca Arena.
Indagato in veste di corruttore è Leonardo Sacco, l’uomo che incrociava, stando alle sentenze che lo hanno investito, la proprio attività di capo della Misericordia di Isola con quella di uomo al servizio degli interessi delle cosche. Sacco avrebbe agito, recita il nuovo capo di imputazione che lo vede indagato, per «impedire alla Prefettura di Crotone dì verificare l’effettività delle prestazioni erogate dalle imprese subappaltatrici in favore della “Fraternità di Misericordia” e consentire a quest’ultima pagamenti incontrollati e senza vincoli di rendicontazione in favore dei gestori di fatto». (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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