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«Lo spirito vincente»

Ieri sera un popolo entusiasta e sognante si è radunato davanti ad uno schermo in piazza Mercanti (oggi piazza Grimaldi) nel centro storico di Catanzaro. Tutti uniti per sostenere i nostri colori,…

Pubblicato il: 30/05/2022 – 9:31
di Nunzio Raimondi
«Lo spirito vincente»

Ieri sera un popolo entusiasta e sognante si è radunato davanti ad uno schermo in piazza Mercanti (oggi piazza Grimaldi) nel centro storico di Catanzaro. Tutti uniti per sostenere i nostri colori, la nostra squadra, impegnata in una semifinale decisiva per la promozione in serie B. Nell’osservare quei volti e quel fraternizzare autentico di un popolo quasi sempre sfiduciato e scettico, spesso indifferente rispetto alle sorti della nostra città com’è accaduto anche in altre occasioni importanti per le sorti della nostra squadra, ho ritrovato uno spirito da tempo sopito, un orgoglio pieno di fierezza mista a speranza ed ho pensato: la vera Catanzaro non è morta! Non si è affievolita la speranza, non siamo soltanto invidia, inimicizia, avversione, discordia, un mondo squallido ed ignorante che, a sentir parlare alcuni, sembra far prevalere soltanto un cicaleccio maldicente.
Come tutti sappiamo la partita l’abbiamo persa, ma quanto è più importante forse può non andare disperso, né tralasciato.
C’è di più fra di noi.
C’è innanzitutto una voglia di stare uniti quando ci ritroviamo dinanzi a sfide importanti, senza personalismi e, soprattutto, senza scorciatoie.
C’è un sentimento di fraternità nella comunità, capace di guardare al bene comune non come uno slogan,ma nei fatti, sacrificando effettivamente le pretese di ciascuno per il bene di tutti.
Certo, si dirà: nelle competizioni l’importante non è vincere ma partecipare.
Ma il detto, erroneamente attribuito a Pierre de Coubertin, ha un’origine diversa che, attraverso Ethelbert Talbot, un Arcivescovo americano, ha dato notorietà al vero autore.
Questo autore appartiene a noi, eredi della Magna Graecia e dice altro.
Forse sarà bene ricordarlo: ”L’importante non è vincere, ma partecipare con spirito vincente“(Pindaro).
E già, partecipare con spirito vincente.
E da dove viene codesto spirito vincente se non dalla forza dell’unità che supera le divisioni e le insofferenze, le inimicizie, in una parola, le divisioni?
Viene dall’Amore.
Ora la nostra povera Catanzaro, anche per ragioni storiche che non sto qui a raccontare, è una città senza Amore, intendo dire, una città inaridita, orfana d’una cultura di comunità, capace di unire e suscitare uno spirito vincente.
Una città che non sa valorizzare i suoi figli migliori ed, a stento, ne riconosce i meriti quando questi si affermano altrove.
Una città nella quale non si riesce a fare squadra (se non dinanzi al pallone), che sa fare il tifo, ossia parteggiare, ma non sa includere, accomunare, avvicinare e congiungere, aggregare ed armonizzare, valorizzare il meglio dì sé, perché non nel separare e dividere si costituisce lo spirito vincente, ma unendo le diversità, superando le differenze, senza voler per forza prevalere: lo spirito vincente sta nel partecipare.
“La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”(Gaber).
Ecco, quanto vorrei che il mettersi in gioco anche in politica (io, l’ho scritto tante volte, non posso – e lo dico con rammarico- non avendo le qualità per farlo),valesse ad accrescere lo spirito vincente dell’intera nostra comunità, per esaltarne la bellezza e le potenzialità, non soltanto per dileggiarne il volto in un continuo, esplicito o sotterraneo, discredito dell’avversario.
La serie B anche quest’anno è sfumata.
Ma non perdiamo il bello di questo tempo: ciò che ci ha unito, la speranza ed il sogno che Catanzaro possa tornare ad essere maestra di unità e fiducia, orgogliosa e fiera animatrice del progresso, liberata da stupide gelosie e miserie, in questo davvero guida nell’avanzamento per tutta la Calabria.

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