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«Calabria Hollywood d’Italia». I piani di Anton Giulio Grande

Lo stilista e i progetti per la Film Commission. «Gli studios possono essere un volano per la regione. Jovanotti? Manna dal cielo»

Pubblicato il: 01/06/2022 – 13:40
«Calabria Hollywood d’Italia». I piani di Anton Giulio Grande

CATANZARO «Il presidente Occhiuto, che ringrazio, mi ha concesso una grande opportunità. Spero di poter contribuire al progetto innovativo di una narrazione di una Calabria che non ti aspetti, che attraverso l’arte, i paesaggi ed il bello possa fare breccia nel mondo, anche nell’universo dello spettacolo globale». Anton Giulio Grande, stilista di fama internazionale, calabrese di Lamezia Terme, dall’11 aprile scorso è il commissario straordinario della Film Commission della Calabria. Intervistato dall’Agi parla dei suoi progetti.
La notizia della sua nomina ha richiamato l’attenzione di “Vogue”, un successo d’immagine, quindi, anche per il governatore Roberto Occhiuto che l’ha voluto. C’è chi si è meravigliato di questa scelta, ma il neo commissario ha dimostrato subito di poter mettere a frutto le sue relazioni nel mondo dello spettacolo realizzando un video sulle bellezze della Calabria con Jovanotti girato in due borghi simbolo della regione: Scilla e Gerace. A soli 23 anni, Grande ha partecipato alla sfilata di piazza di Spagna e nel 2001 ha registrato un grande successo a Milano Collezioni; ha lavorato per maison prestigiose quali Gattinoni e Sorelle Fontana, per lanciare poi un suo marchio nel 1996. Belen Rodriguez, a Sanremo, ha indossato un suo abito. Per le origini calabresi, molti lo accostano alla figura di un altro grande stilista, Gianni Versace. Vestono i suo abiti Valeria Marini, Alba Parietti, Nina Moric, Aida Yespica, Belen Rodriguez, Anna Kanakis, Eva Grimaldi, Elenoire Casalegno, Anna Valle, Claudia Gerini, Natasha Stefanenko, Martina Colombari, Cristina Chiabotto, Manuela Arcuri, Anna Falchi, Dalila Di lazzaro, Mara Venier e Claudia cardinale. Tra i divi che indossano la griffe di Anton Giulio Grande ci sono Fabio Fulco, Danny Quinn, Giorgio Pasotti, Marcus Schenkenberg.

«Ho accettato per spirito di servizio»

Perché un uomo di successo ha accettato la guida della Film Commission calabrese? «Credo – risponde – che la leva sia lo spirito di servizio di un uomo di Calabria che torna ad occuparsi della sua terra. Ci sono risorse immateriali ingenti ed uniche per far conoscere lo spirito e la magia dei luoghi. Io ci credo». È convinto che la Calabria possa rilanciare la sua immagine anche grazie al cinema. «Tra le arti – dice – il cinema fa sintesi e le propone insieme, opera di continuità. Un buon cinema, tra narrazione, immagini e marketing può rendere la Calabria, appetibile e sognata da tutti». Si è parlato della realizzazione di una “Hollywood” calabrese nella sua città, Lamezia Terme. Un’idea, dice, sempre attuale. «Si tratta – spiega – di un progetto ambizioso, pratico, che ho trovato già pronto e che può aprire una grande opzione di servizio e di lavoro. Sarebbe un’opzione unica per il sud e per la Calabria che si farebbe in un’area strategica, a Lamezia Terme, nella mia città, a due passi dalla stazione ferroviaria e dall’aeroporto. Da Roma in giù non ci sono degli studios. Molte produzioni, sia italiane che estere, vanno a girare i loro film all’estero, soprattutto prediligono a Malta. C’è un progetto molto importante che prevede la costruzione di sale e di due vasche per poter girare scene anche nell’acqua. La Calabria – Grande ne è certo – ne può solo trarre dei vantaggi con un indotto e una grande popolarità, perché se gli studios saranno all’avanguardia e saranno convenienti per le case cinematografiche potrebbero essere un volano per la Calabria, un elemento di attrazione per la conoscenza del territorio. Finora si è fatto molto poco se non niente. Gli studios possono rappresentare veramente qualcosa di importante – sottolinea – per far conoscere la Calabria in Italia all’estero, per creare indotto con persone che verrebbero a spendere soldi in Calabria. Attorno ad una produzione si muovono decine e decine di persone, talvolta anche centinaia. I progetti sono tanti». Lo stilista prestato al cinema pensa di aver fatto il botto con Jovanotti.

«La presenza di Jovanotti in Calabria una manna dal cielo»

«La sua presenza in Calabria – racconta – è stata una manna piovuta dal cielo. Il video, che andrà in onda dappertutto, è una testimonianza di quanto è bella la Calabria. Le scene sono state girate interamente nella nostra regione in due borghi fra i più belli d’Italia anche se diversi. Scilla è un borgo di pescatori, con una cornice meravigliosa e scorsi stupendi, Gerace è uno dei borghi più antichi del nostro Paese, con testimonianze della cultura ortodossa e bizantina, Il messaggio che vorrei mandare è quello di riappropriarci di un senso estetico e di un orgoglio calabrese basato non solo su cibo e mare, che sono due elementi importanti, ma anche e soprattutto sulla cultura attraverso un patrimonio culturale che altre regioni possono solo sognare. Basti pensare a Pitagora, Zaleuco, alla cattolica di Stilo, ai Bronzi di Riace. Jovanotti – continua – è un artista amato da giovani e meno giovani, la sua musica piace a tutte le generazioni; è un influencer che lancia messaggi positivi. La sua presenza in Calabria è stata molto importante, perché ha raccontato la nostra regione a modo suo. Il video andrà in tutto il mondo, su tutte le piattaforme. Un’operazione, secondo me, intelligente, mirata, – dice lo stilista – che ha lasciato un bellissimo segno».
Anton Giulio Grande, che vive a Milano, non anticipa nulla, ma sono in corso contatti con personalità del mondo del cinema interessate alla sua regione. «In questa prima fase – dice – la priorità è ascoltare, incontrare e valutare le strade da percorrere. Ci sono contatti importanti in corso. La Calabria resta un posto del bello e della classicità, per certi versi sconosciuta. Ci sono grandi aspettative e domande, la nostra terra può essere meta e attrattore per il futuro prossimo, anche di energie provenienti da Milano».

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