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L’infinita parabola del “carrozzone” Afor, Rende nuovo commissario liquidatore

La Giunta Occhiuto ha individuato la guida che dovrà smantellare l’azienda per la forestazione, soppressa – solo sulla carta – nel 2013

Pubblicato il: 09/06/2022 – 20:22
L’infinita parabola del “carrozzone” Afor, Rende nuovo commissario liquidatore

CATANZARO Un nuovo commissario liquidatore per l’Afor, l’ex azienda per la forestazione della Regione Calabria. Dopo le dimissioni di Vincenzo Morelli, formalizzate a fine marzo, in una delle sue ultime sedute la Giunta regionale guidata dal presidente Roberto Occhiuto, su proposta dell’assessore Gianluca Gallo, ha individuato in Paolo Rende la figura per completare tutte le fasi della procedura concursuale avviata a fine 2021. Un compito particolarmente gravoso, per il neo commissario liquidatore dell’Afro, che eredita una situazione estremamente difficile. Nonostante sia stata di fatto dichiarata “morta” quasi 10 anni fa, nel 2013, l’Afor infatti continua a rappresentare un fardello per la Regione, come rivelo lo stesso Occhiuto in uno dei primi Consigli regionali dopo la sua elezione: «L’Afor – disse Occhiuto in aula quel giorno (era il 29 novembre scorso) – è un macigno anche per il bilancio della nostra regione, perché abbiamo trovato 25mila procedure esecutive. Sono un carico enorme per cui mi è venuto in mente di utilizzare la stessa norma che abbiamo utilizzato per il Corap, quella della liquidazione coatta amministrativa che sospende le procedure esecutive». Da qui ha preso le mosse la delibera con cui il successivo 7 dicembre, la Giunta, nominando Morelli ha decretato la liquidazione coatta amministrativa dell’Afor, motivandola con il fatto che «emerge una grave situazione di immobilizzo procedurale, tale da incidere negativamente sull’ossequio delle disposizioni normative regionali riguardanti il caso di specie,… l’Afor, da una preliminare ricognizione effettuata ha una notevole massa debitoria a fronte della quale non corrisponde la presenza e la disponibilità di risorse per soddisfare i debiti liquidi ed esigibili nei confronti dei terzi, conseguentemente un siffatto insormontabile stato di assoluta precarietà comporta la proliferazione di atti ingiuntivi e pignoramenti che, tra l’altro, determinano i loro effetti avverso l’ente Regione, quale terzo pignorato, con determinazione di un ingente aggravio di spese di procedura, di interessi moratori e rivalutazione monetaria. Risulta evidente un evidente stato di grave insolvenza dell’ente di che trattasi, tale da non consentire il buon esito della procedura liquidatoria ordinaria…». Ora l’ultimo step, con la nuova governance rappresentata dal commissario liquidatore Rende, chiamato a togliere definitivamente la zavorra Afor dal portafoglio della Regione. (c. a.)

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