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Debito dei Comuni e gestione integrata. Sorical è pubblica, ora inizia la vera sfida

La storia (travagliata) della società nata nel 2004. Il credito monstre accumulato negli anni e la maxi gestione nel nuovo corso

Pubblicato il: 16/06/2022 – 13:43
Debito dei Comuni e gestione integrata. Sorical è pubblica, ora inizia la vera sfida

CATANZARO Con la cessione del 46,5% del capitale detenuto dalla multiutility francese Veolia alla stessa Sorical – la società che gestisce il servizio idrico nella regione – al prezzo simbolico di un euro, si è compiuto in Calabria il primo passo verso la piena attuazione della vecchia legge Galli del 1997 (sostituita dalla legge 152 del 2006 sul codice dell’ambiente) che prevede un unico gestore per acquedotti, reti idriche, fognatura e depurazione, ma il mosaico è complesso e bisogna incastonarvi altri tasselli. Sorical ora, attraverso il controllo diretto del restante 53,6% del capitale, è in mano alla Regione che, entro 18 mesi, dovrà costruire il nuovo modello gestione del servizio idrico che vede il coinvolgimento obbligatorio nel nuovo gestore anche dei Comuni così come avviene in tutte le regioni italiane.

Una storia travagliata e il credito monstre nei confronti dei Comuni

Sorical era stata costituita nel 2004 per gestire gli schemi idrici trasferiti dallo Stato alla Regione dopo la soppressione della Cassa per il Mezzogiorno e garantire una gestione unitaria del servizio di grande adduzione. In 20 anni, dal 1981 fino al 2003, i Comuni avevano accumulato debiti per 450 milioni di euro verso la Regione che si era accollata la copertura totale dei costi pari a 65-70 milioni di euro all’anno. I Comuni riuscivano, infatti, a coprire appena il 50% dei costi operativi della grande adduzione idrica a causa del mancato incasso dei ruoli idrici. Interlocutori di Sorical avrebbero dovuto essere cinque società costituite dai Comuni in ciascuna delle province calabresi attraverso le autorità d’ambito ottimali. Solo l’Ato di Crotone ottemperò attraverso la Soakro, società presto fallita, mentre la Cosenza Acque Spa fu costituita per il territorio cosentino, ma mai resa operativa e fu messa in liquidazione. La società gestisce 157 acquedotti e fornisce l’acqua ai serbatoi di 380 Comuni ed enti calabresi. La morosità degli enti locali ha mandato in bancarotta la spa, in liquidazione dal 2011, che aveva accumulato un’esposizione debitoria verso le banche finanziatrici del piano industriale pari a 250 milioni di euro. Dall’anno della costituzione a oggi, la società è riuscita a incassare non più del 60-70% di quanto dovutole dalle municipalità e solo negli ultimi due anni c’è stato un recupero. Un’operazione di ristrutturazione del debito, avviata nel 2012, ha permesso a Sorical di recuperare parte dei crediti, poi un finanziamento da parte di una banca tedesca ha permesso alla spa di continuare l’operatività e chiudere l’accordo di ristrutturazione del debito con i creditori. I 160 milioni di credito dei tedeschi consentirono il pagamento dei debiti che Sorical aveva maturato nei confronti dei fornitori; tra questi 50 milioni dovuti all’Enel per il mancato pagamento delle bollette nel 2011, unico anno in cui Sorical ha chiuso il bilancio in perdita.

La nuova Sorical: 1.600 dipendenti, da gestire oltre 250 acquedotti e 640 depuratori

Il primo passaggio sarà ora portare la Sorical fuori dalla liquidazione per consentirle di compiere i passi successivi che porteranno all’affidamento del servizio idrico integrato da parte della nuova Autorità idrica e rifiuti voluta dal presidente Occhiuto, previa acquisizione di parte del capitale da parte dei Comuni, come previsto dalla normativa nazionale, e a partecipare ai bandi del Pnrr per ammodernare acquedotti e reti idriche. La nuova Sorical, che fino ad ora aveva portato l’acqua ai Comuni fino a serbatoi, si occuperà di portarla nella case dei calabresi e della gestione della depurazione, oltre che dell’incasso diretto delle bollette. La società, secondo stime inserite nel Piano d’ambito della ex Autorità Idrica, a regime avrà 1.600 dipendenti a fronte dei 250 attuali, dovrà gestire i 157 acquedotti regionali e gli oltre 100 dei Comuni insieme con 640 depuratori. Si stima con costi operativi annui di circa 300 milioni di euro. Nei giorni scorsi il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la legge che istituisce il nuovo ente d’ambito, a cui sarà affidato il compito di sovrintendere ai servizi con l’obiettivo di portare a gestione unitaria, oltre a quello dell’acqua, compresa la depurazione, il servizio dei rifiuti, sottoposto per 20 anni a gestione commissariale da parte del Governo. Si tratta di un risultato a cui la Calabria arriverà con alcuni decenni di ritardo rispetto alle altre regioni, situazione che l’ha esposta a procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea. (Agi)

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