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Lo scenario da incubo nella casa di cura lager: ospiti abbandonati e “drogati” per renderli gestibili

Le privazioni inflitte a 15 anziani da indagati «privi di scrupoli». Agli ospiti poco cibo (e scadente). I dettagli dell’inchiesta di Reggio

Pubblicato il: 27/06/2022 – 17:55
Lo scenario da incubo nella casa di cura lager: ospiti abbandonati e “drogati” per renderli gestibili

REGGIO CALABRIA Una «straordinaria crudeltà manifestata nei confronti delle vittime». Usa parole che non lasciano spazio all’interpretazione il gip di Reggio Calabria che ha firmato l’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari per le due titolari e tre dipendenti della casa di riposo “La Casa del sole” di Reggio dove, a causa dei maltrattamenti e delle privazioni inflitte a 15 ospiti anziani e non autosufficienti, uno di loro avrebbe visto aggravarsi a tal punto le proprie condizioni di salute fino a morire nonostante il ricovero in ospedale.

Lo scenario da incubo. Indagati «privi di ogni scrupolo»

Uno scenario da incubo portato alla luce dai carabinieri del Nas di Reggio Calabria che hanno eseguito l’ordinanza del Gip con l’ausilio di militari del Comando provinciale Carabinieri del capoluogo e degli altri Nas del Gruppo Tutela Salute di Napoli. Le condotte degli indagati sono state «prive di ogni scrupolo e realizzate nei confronti di soggetti del tutto incapaci di potersi difendere» scrive il gip Valerio Trovato. Su richiesta del procuratore Giovanni Bombardieri, ai domiciliari sono finite le titolari della casa di risposo abusiva, Giovanna Scarfò e Cecilia Prestipino, e tre dipendenti della struttura, Margherita Battaglia, Emanuele Maria Candido e Florentina Lencautan. Altri sette soggetti sono stati denunciati in stato di libertà per esercizio abusivo della professione sanitaria, sostituzione di persona e falsità ideologica. Quest’ultima accusa riguarda una geometra che avrebbe attestato falsamente la presenza, nello stabile di quattro distinte casa-famiglia che rispettavano i requisiti minimi strutturali. Gli anziani, secondo l’accusa, sarebbero stati tenuti senza riscaldamento e acqua calda, in ambienti privi di abbattimento architettonico ed gli sarebbero stati somministrati arbitrariamente medicinali senza consulto medico.

Ospiti abbandonati e chiusi nelle stanze. Gli davano psicofarmaci per renderli gestibili

L’inchiesta, denominata “La signora”, condotta da gennaio a maggio 2021, è partita dalla denuncia di una donna il cui marito, affetto da malattia neurodegenerativa, era morto in ospedale dopo un periodo di degenza nella casa di riposo. L’ipotesi è che l’uomo sia stato vittima di maltrattamenti e abbandono che avrebbero causato un peggioramento irreversibile della sua condizione. Stando alle indagini, anche gli altri 15 ospiti venivano maltrattati. Erano tutti affetti da gravi patologie e non autosufficienti. A loro venivano somministrate scarse quantità di cibo, anche scaduto e mal conservato, tali da cagionare deperimento e malnutrizione. Inoltre sarebbero stati abbandonati e chiusi nelle stanze dove espletavano i propri bisogni su sé stessi e sul letto provocando casi di scabbia. Per renderli “gestibili” sarebbero stati somministrati psicofarmaci. Per questo agli indagati, è stato contestato pure il reato di esercizio abusivo della professione sanitaria. Tra le accuse mosse dai pm c’è pure quella di epidemia colposa. Sarebbe emerso che le titolari la cuoca e un’altra dipendente avrebbero agevolato il propagarsi di un focolaio Covid, cercando in tutti i modi di nascondere i contagi agli altri dipendenti, ai familiari delle vittime, alla Prefettura ed all’Asp. Le angherie, secondo gli investigatori, comprendevano anche la sostituzione di persona. Stando alle intercettazioni, infatti, due dipendenti avrebbero fatto credere ad una anziana, intenzionata a lasciare la casa di riposo, di parlare al telefono con il figlio, che l’ha rassicurata sulla “buona qualità” dell’assistenza. Il gip ha disposto il sequestro preventivo della casa di riposo e gli ospiti sono stati trasferiti dai familiari o in altre strutture individuate dai carabinieri e dai servizi sociali del Comune.

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