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Quelle liquidazioni che iniziano ma non finiscono mai, il “ginepraio” nel sottogoverno della Regione

Testo di legge procrastina a fine 2022 lo smantellamento di Calabria Etica: nuovo caso del lunghissimo persistere di “zavorre” improduttive

Pubblicato il: 03/07/2022 – 7:27
Quelle liquidazioni che iniziano ma non finiscono mai, il “ginepraio” nel sottogoverno della Regione

CATANZARO Il “ginepraio” del sottogoverno della Regione Calabria. Liquidazioni che non finiscono mai e in pratica diventano gestioni ordinarie, costi sommersi che vengono a galla, code chilometriche di creditori, bilanci che non si trovano. Il disordine nella sterminata galassia di enti para e sub regionali è purtroppo una costante soprattutto del passato, e lo è ancora di più con riferimento a quegli organismi dei quali la Regione Calabria già da diversi anni ha deciso di disfarsi ma che ancora “resistono” allo smantellamento, quasi che vivessero di vita propria. Sono tanti, gli esempi, il più noto è sicuramente l’Afor, l’azienda regionale per la forestazione la cui liquidazione è iniziata quasi dieci anni fa quando venne dichiarata di fatto “morta” e che invece ancora zavorra sul bilancio della Regione, tanto che la Giunta Occhiuto a inizi di giugno ha nominato un munivo commissario per completare la procedura di liquidazione.

Non solo Afor: la liquidazione “infinita” di Calabria Etica

Ma non c’è solo l’Afor: analogo film si sta verificando per Calabria Etica, altro ente di sottogoverno finito tra l’altro al cento di numerosi scandali, a causa di sprechi di ogni genere, e anche di un’inchiesta della magistratura. La liquidazione di Calabria Etica è stata normativamente prevista 2013 ma non è ancora finita. Lo si evince dalle pieghe di una proposta di legge regionale “omnibus”, depositata dai consiglieri regionali di centrodestra Pietro Raso e Giovanni Arruzzolo, all’esame dell’Assemblea di Palazzo Campanella: questo testo – che potrebbe approdare in aula lunedì dopo essere stato approvato in prima Commissione ieri l’altro e dopo il probabile “disco verde” della Seconda sempre lunedì – prevede in estrema sintesi di procrastinare al 31 dicembre 2022 «la conclusione della procedura di liquidazione della Fondazione regionale in house Calabria Etica, non ancora chiusa atteso che non sono stati definiti i rapporti di dare/avere nei confronti della Regione relativamente a progetti di attività assegnati e finanziati dalla stessa Regione. Con la medesima norma si prevede, inoltre, che la Giunta individui un commissario tra i dirigenti di ruolo o i funzionari di categoria D, senza previsione di alcun compenso, al fine di garantire l’invarianza di spesa della norma medesima». Tra gli ultimi commissari di Calabria Etica c’è anche il docente universitario dell’Umg di Catanzaro Valerio Donato, che si è dimesso nel momento in cui ha deciso di candidarsi sindaco a Catanzaro, non prima tuttavia di aver raggiunto importanti risultati (a quanto si apprende sarebbe riuscito a  recuperare 1,3 milioni, somme utilizzate per soddisfare le pretese di diversi creditori). Sta di fatto però, che ancora fino a fine anno Calabria Etica sarà nel portafoglio della Regione Calabria, un “peso” aggiuntivo com’è l’Afor, per la quale di recente la Giunta Occhiuto ha stabilito la liquidazione coatta amministrativa per sospendere oltre 25mila procedure esecutive motivandola con il fatto che «emerge una grave situazione di immobilizzo procedurale.

La «notevole massa debitoria» dell’Afor

Secondo quanto scritto in un recente decreto regionale «l’Afor, da una preliminare ricognizione effettuata ha una notevole massa debitoria a fronte della quale non corrisponde la presenza e la disponibilità di risorse per soddisfare i debiti liquidi ed esigibili nei confronti dei terzi, conseguentemente un siffatto insormontabile stato di assoluta precarietà comporta la proliferazione di atti ingiuntivi e pignoramenti che, tra l’altro, determinano i loro effetti avverso l’ente Regione, quale terzo pignorato, con determinazione di un ingente aggravio di spese di procedura, di interessi moratori e rivalutazione monetaria. Risulta evidente un evidente stato di grave insolvenza dell’ente di che trattasi, tale da non consentire il buon esito della procedura liquidatoria ordinaria…». E che dire poi delle Comunità Montane, vecchi carrozzoni la cui liquidazione è stata avviata con una legge regionale sempre del 2013 ma che ancora non è conclusa? Appunto. (c. a.)

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