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Pestaggio ex sindaco Coco, la comunità reagisce. La moglie: «È dal 2002 che subiamo, basta!»

A Roccabernarda un corteo di solidarietà e una seduta straordinaria delle consesso civico. Arriva lo sfogo di Ivana Righetti

Pubblicato il: 11/07/2022 – 13:47
di Giuliano Carella
Pestaggio ex sindaco Coco, la comunità reagisce. La moglie: «È dal 2002 che subiamo, basta!»

ROCCABERNARDA La reazione della comunità di Roccabernarda (Kr) dopo il pestaggio ai danni dell’ex sindaco Francesco Coco avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi. Due 17enni del luogo sono stati fermati perché ritenuti gli autori del brutale attentato. Attualmente Coco è ricoverato in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita, presso il “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Roccabernarda, intanto, non ci sta. Si terrà così una manifestazione a sostegno dell’ex maresciallo dei carabinieri martedì prossimo con un corteo che sfilerà per le vie della cittadina del Crotonese. Inoltre è stato convocato, per il giorno dopo (mercoledì prossimo), un consiglio comunale straordinario e aperto con i sindaci del comprensorio e le cariche territoriali dello Stato.
Il sindaco Luigi Foresta, insieme ad alcuni membri dell’Amministrazione, hanno affisso due striscioni davanti casa dell’ex consigliere comunale e provinciale con due frasi di Peppino Impastato: «La mafia uccide, il vostro silenzio pure» e «La mafia è una montagna di m…a».  

«Visto il fatto grave ed inaudito nei confronti di Francesco Coco – informa l’Amministrazione –, il presidente del Consiglio ha subito convocato un Consiglio straordinario ed urgente proprio per manifestare solidarietà all’ex consigliere comunale». «La seduta si terrà – informa la nota – al Polivalente mercoledì 13 luglio alle ore 18. Chiediamo massima partecipazione di tutti i cittadini. Chiediamo, inoltre, uno sforzo a quelli che si trovano in villeggiatura al mare ed in montagna: la vostra presenza e partecipazione è importante. Sono stati invitati tutti i sindaci del comprensorio oltre a tutte le cariche territoriali dello Stato».

C’è anche il commento del sindaco e dell’Amministrazione sui due striscioni affissi ai cancelli davanti casa dell’ex consigliere Coco. «I messaggi – commenta la nota – sono inequivocabili: siamo contro ogni forma di violenza specialmente se di natura mafiosa. Inoltre, per dimostrare vicinanza ed affetto al maresciallo dopo il vile atto subito questa notte, abbiamo deciso di organizzare una manifestazione martedì 12 luglio: il corteo partirà da piazza Aldo Barbaro alle ore 20.30 per arrivare nel rione Giarre davanti casa di Francesco. Sono invitati a partecipare tutti i cittadini, tutti rappresentanti politici e religiosi, i rappresentanti delle associazioni (anche dei paesi limitrofi). Inoltre, ai nostri cittadini che si trovano trasferiti a casa al mare, chiediamo uno sforzo di essere presenti. In questo momento va messa da parte qualsiasi visione diversa e bisogna fare cerchio e comunità intorno al nostro concittadino».
Insignito del titolo di cavaliere della Repubblica italiana nel 2006, Coco è un ex maresciallo dei carabinieri che è noto sul territorio per le sue posizioni contro la criminalità organizzata che ha spesso portato in piazza anche da solo. A Roccabernarda è stato sindaco, a capo di una lista di centrodestra, dal 2002 al 2007; eletto successivamente consigliere nel 2017, inoltre ha rivestito anche il ruolo di consigliere provinciale dal 2020 al 2021. Negli anni scorsi è già oggetto di gravi intimidazioni: nel 2019, quando era consigliere comunale, gli è stata incendiata l’auto. Sull’ultimo grave episodio indagano i carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro.

Le dichiarazioni della moglie Ivana

«Non pensavo che l’essere umano potesse arrivare a tanto». Ivana Righetti, moglie di Coco, ricostrusice così ai microfoni del Tg3 della Rai quegli attimi in cui è avvenuta la barbarica aggressione. «Ho aperto il cancello automatico da casa – ha raccontato la donna – e loro si sono infilati dentro. Lo hanno preso a bastonate. Non si poteva riconoscerlo… sembrava che lo avessero trattato come si fa con i maiali per ammazzarli». La donna ha anche sottolineato come siano ormai 20 anni che, assieme al martio, sono bersaglio di inquietanti atti intimidatori. «Nell’ottobre 2018 mi hanno bruciato la lavanderia – ha rivalto la donna – e nel gennaio 2019 hanno bruciato la macchina a lui. È dal 2002 che subìamo, spero che questa sia l’ultima».

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