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Violenze sui sanitari, l’Ammi di Catanzaro: «Sensibilizzare può essere l’inizio del cambiamento»

L’Associazione Moglie Medici di Catanzaro ha promosso un incontro. «Fare rete sul tema delle aggressioni al personale sanitario»

Pubblicato il: 12/07/2022 – 12:28
Violenze sui sanitari, l’Ammi di Catanzaro: «Sensibilizzare può essere l’inizio del cambiamento»

CATANZARO Passare da eroi a vittime è un attimo per il personale sanitario. Lo sa bene la sezione di Catanzaro dell’Ammi – Associazione Moglie Medici di Catanzaro – presieduta da Silvana Aiello Bertucci che, riprendendo la campagna nazionale “Chi aggredisce un medico aggredisce se stesso” ha promosso un incontro, svoltosi nella sala multimediale della Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, dedicato a questo sensibile e, purtroppo, attuale tema.
«Svolgere la professione sanitaria non è mai stato facile – ha affermato la presidente dell’Ammi – ma negli ultimi anni le condizioni di lavoro sono diventate ancora più aspre. Leggiamo troppo spesso di atti di violenza nei confronti del personale sanitario, costretto a subire aggressioni verbali ma anche fisiche da parte di cittadini che scaricano su di loro la disorganizzazione e le carenze di un sistema o, semplicemente, le proprie frustrazioni. Un incontro come quello organizzato non può cambiare immediatamente quello che sta accadendo  ma il confronto è da stimolo e aiuta a conoscere, a sensibilizzare e può essere l’inizio del cambiamento. La parola chiave è la sinergia  sono felice che l’appuntamento sia stato condiviso dall’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” e dalla Azienda Ospedaliera Universitaria “Mater Domini”, con la presenza di personale che ha voluto essere qui per portare la sua testimonianza. Ringrazio il presidente dell’Ordine dei Medici di Catanzaro, Enzo Ciconte, partner dell’Ammi e dell’iniziativa, per la sua continua vicinanza ai problemi del personale sanitario».
Il presidente nazionale della FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, ha voluto inviare un video messaggio: «Stiamo registrando nuovi episodi di violenza nei confronti degli operatori. I ritardi, le liste di attesa si riverberano su medici e infermieri che, invece, sono gli angeli custodi dei cittadini. Questi casi devono essere perseguiti per legge. Nel 2021 il parlamento ha approvato la legge sulla violenza nei confronti degli operatori sanitari e prevede la procedibilità di ufficio; inoltre, è stato istituito anche un Osservatorio nazionale contro la violenza agli operatori sanitari».
«Siamo un grande ospedale che fornisce delle risposte importanti – ha dichiarato il Commissario straordinario della Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, Francesco Procopio, intervenuto in video conferenza – ma spesso finiamo sui media per episodi che nascono da una cattiva comunicazione. Da un lato gli operatori devono dare risposte corrette e fare squadra ma, dall’altro, assistiamo ad atteggiamenti di tipo mafioso da parte degli utenti. C’è bisogno di un cambiamento culturale ma la sanità deve dare anche delle risposte. Spero da queste iniziative nasca una nuova coscienza».
«Dobbiamo mettere al centro il paziente – ha evidenziato il Commissario straordinario della Aou Mater Domini di Catanzaro, Vincenzo La Regina –. C’è questo problema perché vi è la perdita di credibilità da parte del sistema sanitario che non deve produrre, quindi, alibi ma buona salute. La questione ha più facce: comunicazione carente, formazione necessaria da parte degli operatori e organizzazione inefficiente perché vi è carenza di personale e quello presente è sotto stress».
Presenti il direttore sanitario della Ao “Pugliese-Ciaccio” Antonio Gallucci, il  direttore amministrativo e sanitario della Aou “Mater Domini”, rispettivamente Francesco Marchitelli e Caterina De Filippo.
Annamaria Condito, responsabile governo funzioni infermieristiche Ao “Pugliese-Ciaccio” ha sottolineato come «un tempo la figura del medico era sacra, nessuno metteva in discussione quello che diceva. L’era della digitalizzazione ha fatto in modo che le persone pensino di aver acquisito competenze e di saperne molto più del personale sanitario che viene denigrato dal vivo e tramite i social».
Molto significativa la testimonianza dell’infermiera di pronto soccorso, Celeste Poerio, aggredita l’ultima volta lo scorso venerdì: «Molto spesso arriviamo a casa con la paura. Gli utenti, solitamente, non hanno educazione e pazienza. Dall’altra parte c’è carenza di personale e non possiamo soddisfare tutte le richieste. Abbiamo bisogno di sentirci maggiormente tutelati».
Prezioso l’intervento di alcuni medici della Ao. “Pugliese-Ciaccio”: il direttore della Soc di Radiologia, Bernardo Bertucci; il direttore della Soc di Malattie Infettive, Lucio Cosco; il direttore del reparto di Psichiatria, Maurizio Puca; la direttrice del servizio di Anestesia e Rianimazione, Maria Laura Guzzo; la componente dello staff di Medicina d’Urgenza e Accettazione, Lucia Orlando Settembrini. Unanime la voce: «Il malato è al primo posto ma noi meritiamo di lavorare serenamente».

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