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In 30 imprese di Reggio i cartelli antiracket della Fai. «Un messaggio per gli ‘ndranghetisti»

Il primo è stato scoperto nel cantiere edile dell’azienda “Siclari Agostino costruzioni”. Presente il prefetto Mariani

Pubblicato il: 14/07/2022 – 12:47
In 30 imprese di Reggio i cartelli antiracket della Fai. «Un messaggio per gli ‘ndranghetisti»

REGGIO CALABRIA Da oggi a Reggio Calabria ci sono circa 30 cantieri che esporranno il cartello del “Patto antiracket” stipulato tra Prefettura, Federazione antiracket italiana e l’Associazione nazionale costruttori edili. Il primo è stato scoperto nel cantiere dell’imprenditore Francesco Siclari, alla presenza del nuovo commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket Maria Grazia Nicolò, del prefetto Massimo Mariani e del presidente della Fai Tano Grasso. Quest’ultimo ha spiegato che quella di oggi «non è un’iniziativa di sensibilizzazione, ma di contrasto e di prevenzione».
«Allo ‘ndranghetista che passa e lo legge – ha affermato Grasso – questo cartello dice due cose: che questo cantiere appartiene a un imprenditore che ha scelto di denunciare e che è attenzionato dalle forze di polizia ed è sottoposto a una forma di vigilanza. Rappresenta una straordinaria forma di deterrenza, allontana il mafioso che capirà che se si dovesse avvicinare è altissimo il rischio di essere scoperto ed essere denunciato. Adesso nessun imprenditore resta isolato perché c’è l’associazione e soprattutto c’è questo straordinario rapporto con le forze di polizia, con l’autorità giudiziaria e con le istituzioni. Questo cartello non è facile averlo. Oggi ci saranno 30 cantieri che lo esibiranno in contemporanea. Per averlo l’imprenditore è sottoposto a un rigidissimo controllo da parte della Prefettura. Non basta volerlo, bisogna meritarselo. La funzione è mandare un segnale netto alla ‘ndrangheta. Qui abbiamo già avuto qualche segnale positivo come richieste. In un posto difficile come Reggio non si convince con un convegno o con lo schiocco delle dita un imprenditore a denunciare, ci vuole tempo, fatica e bisogna coltivare il rapporto di fiducia con lo Stato. Più forte è questo rapporto, maggiori sono le probabilità che un imprenditore possa denunciare». Siclari ha ringraziato Mariani e ha sottolineato di voler essere «uno sprone per altri imprenditori che ancora ad oggi, per paura o per qualsiasi altro motivo, non hanno avuto la forza di reagire. Noi siamo qua e abbiamo a fianco le istituzioni per essere di supporto agli imprenditori indecisi. Dobbiamo tirare fuori gli attributi e dire basta».

Il commissario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket: «Momento molto importante»

'Ndrangheta, in 30 imprese di Reggio i cartelli antiracket della Fai

«È un momento molto importante. Sono stata sempre convinta che l’attività solidaristica delle associazioni antiracket è fondamentale. Nel momento in cui imprenditori e commercianti si uniscono, secondo me, danno più forza a quella che è la loro presenza sul territorio. Presenza chiaramente di lotta alla criminalità organizzata». Lo ha detto il prefetto Maria Grazia Nicolò, oggi a Reggio Calabria per il “Patto antiracket”, nella sua prima uscita pubblica come commissario straordinario del governo per il coordinamento delle iniziative antiracket. «L’ufficio del commissario è presente. – ha aggiunto Nicolò – Abbiamo insediato il 12 luglio un osservatorio che ha fortemente voluto il ministro dell’Interno nell’ambito di un accordo quadro. L’osservatorio, che si riunirà di nuovo a settembre, ha la finalità di individuare attraverso la componente non soltanto istituzionale, ma anche privata e in questo caso le associazioni, tutte le iniziative che possono essere adottate a beneficio di tutti coloro che denunciano. La denuncia è importante perché l’imprenditore ha deciso da quale parte stare e lo sta dicendo pubblicamente».
Il prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani ha ricordato che l’associazione Fai è nata «per volontà di coloro che ne fanno parte. Questo è indicativo della volontà degli imprenditori di voler cambiare il passo, di cambiare l’atteggiamento nei confronti delle istituzioni dello Stato. È un percorso difficile però è un percorso di libertà e di liberazione. Non sto dicendo che saranno tutte rose e fiori, ma insieme se ci si rimbocca le maniche e si da fiducia alle istituzioni dello Stato, si può svoltare. Reggio Calabria ha bisogno di svoltare. Lo sviluppo presuppone la rimozione delle estorsioni».
«Questo cartello – ha aggiunto iMariani – rappresenta l’inizio di un percorso. Non è certamente un risultato finale. Noi ci siamo e siamo pronti a dare il nostro contributo. Se tutti lo faranno potremmo fare un buon passo avanti per lo sviluppo di questa città. Sviluppo che passa dal contrasto alle mafie e alle estorsioni».

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