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crisi di governo

Mara Carfagna e Renato Brunetta lasciano Forza Italia

Il ministrI: «Non votando la fiducia a Draghi, il mio partito ha deviato dai valori fondanti». «Avviare una riflessione seria»

Pubblicato il: 21/07/2022 – 23:19
Mara Carfagna e Renato Brunetta lasciano Forza Italia

ROMA Non è ancora uno sbriciolamento, si vedrà nei prossimi giorni cosa accadrà, ma è una spaccatura ad altissimo livello quella che si sta profilando in una Forza Italia in cui in tanti non hanno condiviso la decisione di staccare la spina al governo Draghi. Dopo l’addio di Mariastella Gelmini – riferisce Corriere.it – che ancora giovedì assicurava di non aver preso «nessuna decisione» sul suo futuro, sempre giovedì è stato Renato Brunetta a fare la stessa scelta: «Non sono io che lascio, ma è Forza Italia, o meglio quel che ne è rimasto, che ha lasciato se stessa e ha rinnegato la sua storia».
Ed è un addio anche quello di Mara Carfagna che giovedì sera ha diramato una nota moderata nei toni ma durissima nei contenuti: «Per questioni di stile – è riportato ancora su Corriere.it – non esprimo giudizi su come Forza Italia ha gestito questa crisi, assumendo una decisione che non ho condiviso, che sono convinta vada contro l’interesse del Paese e di cui non ho mai avuto l’opportunità di discutere in una sede di partito», la premessa già polemica. La ministra si dice «grata» a Berlusconi per la fiducia in tutti questi anni, ma «quanto accaduto ieri rappresenta una frattura con il mondo di valori nei quali ho sempre creduto che mi impone di prendere le distanze e di avviare una seria riflessione politica». A cosa porterà, a quale approdo, oggi è ancora presto per dirlo, al centro tutto si muove.
Con toni durissimi, come nel caso di Brunetta, che si sfoga: «Io sono iscritto al Ppe. FI lo sarà? Ci resta o magari verrà cacciata?». In realtà il presidente del Ppe Manfred Weber, grande amico di Tajani, corre in soccorso a FI: «Grazie Mario Draghi. Ora spetta agli elettori decidere il prima possibile. L’Europa ha bisogno di un governo di centrodestra stabile a Roma. FI sarà pro-europea e il Ppe sarà al suo fianco».
Ma i ministri dimissionari, e tanti parlamentari spaesati, non ci credono. Brunetta la mette giù durissima: «Sono degli irresponsabili coloro che hanno scelto di anteporre l’interesse di parte all’interesse del Paese, in un momento così grave. I vertici sempre più ristretti di FI si sono appiattiti sul peggior populismo sovranista, sacrificando un campione come Draghi, sull’altare del più miope opportunismo elettorale».
Insomma «io non cambio, è FI che è cambiata» e ora «mi batterò perché la sua cultura, i suoi valori e le sue migliori energie liberali e moderate non vadano perduti e confluiscano in un’unione repubblicana, saldamente ancorata all’euro-atlantismo». È quindi l’annuncio che si sta lavorando per far nascere un nuovo polo? Brunetta non lo dice – conclude la versione web del Corriere della Sera – come Gelmini, come Mara Carfagna che diventa a questo punto quasi l’ago della bilancia della dimensione e del peso politico che avrà la scissione da FI, visto che la sua pattuglia di parlamentari è nutrita e peserà, soprattutto al Sud.

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