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il dibattito

«No a quell’impianto di gassificazione alimentato da rifiuti sanitari a rischio infettivo»

Una trentina di associazioni di Crotone si oppongono alla proposta avanzata dal Gruppo Vrenna

Pubblicato il: 24/07/2022 – 10:29
«No a quell’impianto di gassificazione alimentato da rifiuti sanitari a rischio infettivo»

CROTONE “In un contesto già gravato da notevoli criticità in campo ambientale, fa specie la proposta del gruppo Vrenna che attiene alla realizzazione di un impianto di gassificazione alimentato da rifiuti sanitari a rischio infettivo”. Lo scrivono in una nota congiunta una trentina di associazioni: Comitato Crotone Pulita, Circolo Arci Gli Spalatori di Nuvole, Coop. Access Point, Cooperativa Agorà Kroton, Associazione Aido Crotone, Associazione Anpi Crotone, Associazione Codici Calabria, Associazione Cotroneinforma Cotronei, Circolo Arci Il , Associazione Paideia Crotone, Associazione Cittadinanzattiva -Tribunale dei Diritti del Malato Crotone, Circolo Ibis, Associazione Enpa, Gak – Gruppo Archeologico Krotoniate, Italia Nostra – Sezione di Crotone, Associazione Laicitalia Crotone, Libera Crotone, Associazione Gli altri siamo noi, Mga Sindacato nazionale Forense, Associazione Movimento per la Difesa dei Diritti dei Cittadini Crotone, Associazione Nikol Ferrari “la vita in un dono” Crotone, Associazione Maslow, Associazione Nonostante tutto Resistiamo Crotone, Associazione di clown-terapia “Regalerò un sogno”, Associazione Terra e Libertà, Associazione Volontari di strada Crotone, Associazione Wwf Crotone. “L’idea, secondo quanto appreso dai giornali, sarebbe quella di modificare il centro di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non, sito in località Passovecchio, proprio per realizzare un impianto di gassificazione di rifiuti organici pericolosi e non. Riteniamo assurda – scrivono le associazioni – l’ipotesi di realizzare ancora nell’area del crotonese dove insistono diverse discariche che hanno accolto la spazzatura proveniente da tutta la Calabria per anni, impianti di trattamento ed inceneritori, centrali biomasse e turbogas, dove la bonifica dell’area industriale di Crotone in cui si concentra un tasso di inquinamento elevatissimo ancora stenta a concretizzarsi, un nuovo impianto che potrebbe veicolare nella nostra martoriata città, ancora una volta, tonnellate e tonnellate di rifiuti. Ed a poco serve rappresentare l’efficacia e l’efficienza che sarebbe messa n campo nella gestione di questo ennesimo impianto considerato che lo stato di degrado e di inefficienza legato alla gestione del ciclo dei rifiuti a Crotone è sotto gli occhi di tutti. L’unica cosa certa è che i cittadini pagano tariffe esorbitanti per un servizio inesistente. Senza tralasciare la questione del deposito costiero di GNL da realizzare nell’area industriale, progetto portato avanti da Ionio Fuel che mortificherebbe ulteriormente la vocazione turistica della città e rappresenterebbe un’ulteriore sfregio ambientale, come se non bastasse il nostro recente passato ad evidenziare gli errori commessi. Ancora una volta, quando si parla di sviluppo del territorio, si propongono modelli che generano benefici per pochi mentre tutti i rischi di carattere sanitario ed ambientale sono a carico dell’intera comunità. Chi ci tutela? A questo proposito – concludono le associazioni – vorremmo sapere qual è la posizione dei nostri amministratori, se sono favorevoli o contrari a questi scenari di sviluppo o se hanno una visione chiara e sostenibile del futuro della città”.

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