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Mala depurazione, Occhiuto rafforza la “tolleranza zero”: lidi e alberghi intimati a fare (auto)controlli e a tracciare la loro attività – VIDEO

Nuova ordinanza, «impopolare ma necessaria». Gli autospurgo prima di muoversi devono inviare una Pec all’Arpacal

Pubblicato il: 26/07/2022 – 13:09
Mala depurazione, Occhiuto rafforza la “tolleranza zero”: lidi e alberghi intimati a fare (auto)controlli e a tracciare la loro attività – VIDEO

CATANZARO La “tolleranza zero” del governatore Roberto Occhiuto si rafforza ancora di più e aggiunge un altro tassello alla strategia di contrasto alla mala depurazione e di tutela del mare pulito: il presidente della Regione Calabria ha infatti firmato oggi una nuova ordinanza nella quale, in sostanza, intima anche ai lidi, agli alberghi e agli autospurgo stavolta di tutta la Calabria – non solo della fascia tirrenica – di mettersi in riga e di controllare, verificare e tracciare tutto quello che fanno. In pratica, lidi, alberghi e autospurgo dovranno comunicare alle istituzioni competenti, a partire dall’Arpacal, Comune e Provincia, l’esito delle loro verifiche. Per far intendere la portata del “messaggio”, Occhiuto ha specificato che l’ordinanza sarà trasmessa alla magistratura e alle forze dell’ordine, nel quadro della sinergia inter-istituzionale che la Regione ha intrapreso negli ultimi mesi in tema di depurazione.

I dettagli dell’ordinanza

Ecco cosa prevede la nuova ordinanza. «Gli autospurgo prima di fare qualsiasi intervento dovranno mandare una Pec al Comune e all’Arpacal, la quale dovrà controllare e vigilare. I lidi, gli alberghi e le strutture ricettive dovranno controllare i loro smaltimenti e comunicarli – sempre via Pec – al Comune e all’Arpacal. I Comuni dovranno fare controlli a campione sulle zone non collettate».
«L’ho detto e lo ripeto: per salvaguardare il mare pulito e la salute dei calabresi tolleranza zero», ha quindi sostenuto Occhiuto. «Sulla depurazione – ha aggiunto – stiamo lavorando da novembre, abbiamo smaltito migliaia di tonnellate di fanghi che ora non vanno più a mare, non bastava e quindi ora siamo intervenuti sulle pompe di sollevamento grazie al contributo di molti sindaci che si sono mesi a lavorare sulla depurazione. È un tema che risolveremo entro 2-3 anni, perché la Calabria ha molte abitazioni e attività economiche che non sono collettate ma stiamo avendo già dei buoni risultati. Non basta, perché bisogna aumentare i controlli soprattutto sui lidi, sulle strutture ricettive, sui Comuni affinché facciano dei controlli nelle zone non collettate. Pertanto oggi – ha specificato il governatore – ho firmato un’ordinanza, che come tutte le ordinanze ho inviato ai carabinieri, alla Guardia di Finanza, alle Capitanerie di porto e alle Procure. Con questa ordinanza si dispone che i lidi facciano dei controlli sulla efficienza dei loro impianti di depurazione, inviino gli esiti di questi controlli all’Arpacal, così dovranno fare anche le strutture ricettive e alberghiere. Nell’ordinanza si dispone che i Comuni del litorale calabrese, di tutta la regione, facciano dei controlli a campione sulle zone non collettate, sui lidi, sugli alberghi, e inviino gli esiti di questi controlli a campione all’Arpacal. Nell’ordinanza poi è previsto che che gli autospurgo, prima di fare qualsiasi intervento, mandino una Pec al Comune e all’Arpacal dicendo dove stanno intervenendo, perché altrimenti tutto quello che stiamo facendo sui depuratori rischia di produrre meno risultati di quelli che invece ci attendiamo e che vorremmo i calabresi potessero riscontrare già nei prossimi giorni».

«Obiettivo è il soggetto unico di gestione dei depuratori»

Occhiuto si è detto «abbastanza soddisfatto del lavoro che è stato svolto, mi sembra che in molte realtà della regione dove c’è stato storicamente un problema di inquinamento del mare, il mare oggi sia cristallino» ma – ha aggiunto – «non basta, è un problema che ha bisogno di interventi strutturali. La mia ambizione è passare al soggetto unico per la gestione degli impianti di depurazione, di fare interventi sul collettamento, perché la Calabria è una delle regioni che ha più procedure di infrazione per il mancato collettamento di molte abitazioni e di molte attività economiche L’ordinanza di oggi probabilmente – ha sostenuto il presidente della Regione – è un’ordinanza impopolare, però è un’ordinanza necessaria a fare in modo che la cultura della depurazione, che non c’è mai stata in Calabria, si affermi perché il mare è una risorsa economica di sviluppo per la nostra regione».
Occhiuto ha poi ulteriormente specificato: «Quest’anno sulla depurazione c’è una fortissima attenzione, non solo da parte del governo regionale ma anche delle Procure, delle Capitanerie di porto, dei carabinieri, della Guardia di Finanza. Ringrazio tutte le istituzioni per il lavoro che stanno svolgendo: anche questa ordinanza la invieremo a loro perché si possa lavorare insieme anche rispetto agli scarichi abusivi». Con rifermento ai sui sopralluoghi a sorpresa, fatti nella giornata di sabato, Occhiuto ha osservato: «Abbiamo speso molte risorse dei calabresi per smaltire i fanghi, in danno alle società di gestione. Abbiamo dato ai Comuni risorse importanti per le pompe di sollevamento, volevo rendermi conto del risultato di questi impegni. Sono molto soddisfatto, e devo dire che anche molte amministrazioni comunali che in passato non hanno dimostrato grande sensibilità verso il problema da qualche mese stanno lavorando alacremente a risolvere i problemi della depurazione. Chiaramente – ha poi proseguito il governatore – ci vorrà tempo. Noi abbiamo molti più depuratori dell’Emilia Romagna, il nostro sistema è un sistema costruito male, con società a cui sono stati affidati i depuratori che spesso non hanno fatto il loro dovere, spesso i depuratori sono stati affidati in economia perché i Comuni non avevano risorse. Ora stiamo procedendo – credo – come mai si era proceduto in passato sulla depurazione in Calabria. Ce ne stiamo occupando la novembre: abbiamo scelto il tratto più complesso, quello storicamente più interessato da fenomeni di inquinamento, che è quello compreso tra Tortora e Nicotera, ma abbiamo costruito un modello che replicheremo su tutti i 780 chilometri di costa calabrese. Questa ordinanza invece interviene su tutta la regione, su tutti i comuni, tutti i lidi, anche su quelli non compresi in questo tratto che abbiamo aggredito con più decisione perché era quello più problematico».

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