«La politica italiana onori Marcinelle»
Braccia in cambio di carbone! Era questo il trattato tra Italia e Belgio del 1946 che ha portato oltre 150.000 lavoratori italiani, con le loro famiglie, nelle miniere di carbone del Belgio. Altretta…

Braccia in cambio di carbone! Era questo il trattato tra Italia e Belgio del 1946 che ha portato oltre 150.000 lavoratori italiani, con le loro famiglie, nelle miniere di carbone del Belgio.
Altrettanti lavoratori, successivamente, seguirono le sorti in Germania, nella Renania Westfalia che conosco molto bene.
L’Italia, dopo la seconda guerra mondiale era in miseria, si partiva con enorme sacrificio per aiutare le proprie famiglie.
I migranti italiani scendevano dai treni a Charleroi, e dopo un rapido passaggio per le baracche, andavano subito al lavoro, nelle miniere.
L’8 agosto 1956 nella miniera belga di Marcinelle morirono 262 giovani di 12 nazionalità, 136 erano italiani di molte regioni, 4 provenienti dalla Calabria. La più grande tragedia del lavoro e delle nostre emigrazioni, di uomini, donne e intere famiglie che in quegli anni partivano per il Belgio, la Germania, con la speranza di un futuro migliore. Una storia di lavoro duro nelle miniere di carbone.
Storie di sofferenze, di privazioni, di pianti, di distacchi, di partenze e ritorni che non arrivarono più. Noi siamo figli di quella storia e quella è la storia del nostro Paese. Un Paese che non ha memoria non ha futuro.
La politica italiana onori Marcinelle, ricordando il valore delle nostre migrazioni e si ricordi ciò che è stato e ciò che siamo stati.
*Segretario generale Cgil Calabria