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il patto

Il terzo polo accende i motori in Calabria: ecco chi è in campo con il tandem Renzi-Calenda (che preoccupa il Pd)

Al via le trattative sul territorio per la quadratura dei collegi. Scouting e campagna acquisti di Italia Viva e Azione, che a Catanzaro corteggia Donato. Rischio sovraffollamento a Reggio

Pubblicato il: 11/08/2022 – 16:27
Il terzo polo accende i motori in Calabria: ecco chi è in campo con il tandem Renzi-Calenda (che preoccupa il Pd)

CATANZARO L’accordo c’è, ora andrà declinato sui territori. L’abbraccio tra Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi è realtà, e adesso c’è da concretizzarla in vista della preparazione e della presentazione delle liste e dei candidati alle Politiche. Massimo riserbo in queste ore da parte dei vertici territoriali dei calendiani e dei renziani, perché ovviamente si attendono indicazioni di dettaglio dai leader nazionali, ma gli “sherpa” sono già in azione e in contatto costante.

Le grandi manovre e la distribuzione dei collegi

Il terzo polo anche in Calabria al momento è una prateria senza alcuna pista precisa e quindi si tratterà di lavorare di fino, di taglio e di cucito. Di certo c’è che l’asse Calenda-Renzi anche in Calabria starebbe già sprigionando una certa forza attrattiva, ma è una forza che anche se non quantificabile elettoralmente – non essendoci precedenti probanti né di Azione né di Italia Viva – sembra comunque sufficiente a indebolire ancora di più la corsa del Pd nei collegi uninominali. Al momento, il nascente polo centrista in Calabria è in una fase delle trattative ancora più embrionale rispetto al quadro romano, com’è del resto ovvio, e quindi ci si muove ancora a tentoni e con bussole non precisissime. Dalla Capitale a esempio si sostiene che la distribuzione dei collegi dovrebbe prevedere una percentuale del 60% ai calendiani e del 40% ai renziani, ma in Calabria queste proporzioni potrebbero subire variazioni. Da ambienti di Azione si fa intendere che potrebbe toccare loro anche più del 60%, viceversa da ambienti di Italia Viva si ricorda che in Calabria i renziani hanno una struttura anche di partito già abbastanza solida. Prime schermaglie, ma ci stanno. I due coordinatori regionali, Ernesto Magorno per Iv e Fabio Scionti per Azione, sono in permanente call con i big nazionali per capire come calare l’intesa sul territorio calabro e far camminare sulle gambe dei candidati la nuova coalizione. Del resto, le frecce non mancano all’arco dei due partiti, impegnati nelle ultime settimane in una tambureggiante attività di scouting e di reclutamento, a volte anche in concorrenza (del resto Azione e Iv pescano nello stesso mare e hanno anche una molla in comune, “disturbare” il pachiderma Pd). Soprattutto Calenda e i suoi referenti calabresi si sarebbero distinti per particolare attivismo, in tutte le realtà provinciali. A iniziare da Catanzaro: nel capoluogo, a parte le giravolte dell’ex senatore del Pdl Piero Aiello (leggi qui), fonti accreditate riferiscono di una serrata interlocuzione dei calendiani con il già candidato sindaco Valerio Donato e altri fedelissimi del suo gruppo, un “movimento” che nelle prossime ore potrebbe trovare uno sbocco anche ufficiale. Ma in altre province sia Azione sia Italia Viva si starebbero muovendo con particolare frenesia, e sicuramente adesso alzeranno il ritmo visto che ci sarà da chiudere tutte le caselle.

Le “frecce” nell’arco del Terzo Polo in Calabria

I nomi di papabili candidati abbondano, si tratterà poi di stabilire come e dove destinarli (e questo avverrà dopo Ferragosto). Ovviamente non sarà operazione semplice perché comunque gli uninominali sono oggettivamente “off limits” e quindi si tratterà di trovare candidati di buona volontà e soprattutto vocati al sacrificio. Italia Viva potrebbe schierare il senatore uscente e leader regionale Ernesto Magorno (prevedibile una postazione da capolista di Iv al Senato), e ancora l’ex deputato democrat Brunello Censore, il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria Paolo Brunetti, il coordinatore provinciale di Catanzaro Francesco Mauro, sindaco di Sellia Marina, la coordinatrice provinciale di Cosenza Nunzia Paese, e naturalmente l’ultima new entry, l’ex grillina Federica Dieni, lanciata dalla potentissima “madrina” dei renziani Maria Elena Boschi. Quanto ad Azione, tra i più quotati per una candidatura il segretario regionale Fabio Scionti, il sindaco facente funzioni della Città Metropolitana Carmelo Versace, il segretario provinciale di Catanzaro (neo eletto consigliere comunale nel capoluogo) Raffaele Serò, il segretario provinciale di Vibo Valentia Stefano Luciano, ex Pd, il coriglianese Francesco Madeo.

Rischio sovraffollamento a Reggio e la beffa al Pd

In generale, si potrebbe profilare un certo sovraffollamento a Reggio per la coabitazione di due big renziani come Dieni e Brunetti con un big calendiano quale Versace, che poi con Brunetti ha un legame anche istituzionale molto stretto. In ogni caso, proprio a Reggio, comunque la si metta, si sta già consumando una clamorosa beffa per il Pd, se si pensa che a consegnare sia il Comune sia la Città Metropolitana a Calenda e Renzi è stato, di fatto, l’allora sindaco Giuseppe Falcomatà, che indicò come suoi successori Brunetti e Versace dopo essere stato sospeso per la sua condanna nel Processo Miramare. Un “capolavoro” del Pd, uno dei tanti che oggi tolgono il sonno dalle parti del Nazareno. (c. a.)

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