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Di Maio: «Dal Taglia Bollette ai giovani, Impegno Civico è la forza delle soluzioni concrete»

Il leader di Ic racconta al “Corriere” i programmi di Impegno Civico: dal taglio dei costi del gas alle emergenze della Calabria. E ricorda l’impegno dei suoi candidati per il Sud e nel territorio….

Pubblicato il: 08/09/2022 – 13:19
di Emiliano Morrone
Di Maio: «Dal Taglia Bollette ai giovani, Impegno Civico è la forza delle soluzioni concrete»

LAMEZIA TERME «Impegno Civico è la forza politica del “noi”. E solo se uniamo le tante preziose energie del Sud saremo in grado di andare lontano». Il ministro degli Esteri Luigi di Maio, in esclusiva al Corriere della Calabria, illustra i programmi di Impegno Civico, partendo dal taglio dei costi del gas per arrivare alle soluzioni per affrontare le emergenze della Calabria e ricordando l’impegno per il Sud e il territorio dei suoi candidati alle elezioni politiche. Pnrr, sanità, legalità e lotta alla ‘ndrangheta e giovani al centro dell’attenzione di Di Maio, che è il capolista di Impegno Civico nel collegio plurinominale Camera in Calabria.

L’aumento dei prezzi dell’energia sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie. Che cosa proponete per aiutare i cittadini?
«Cittadini e imprese sono in grande difficoltà. E purtroppo la Calabria è la terza regione per frequenza elevata di povertà energetica. Il rischio è che sempre più famiglie debbano scegliere tra pagare le bollette e fare la spesa. Per questo noi di Impegno Civico proponiamo un decreto “Taglia bollette”, con lo Stato che copre l’80% dei costi energetici di imprese e famiglie, in primis quelle bisognose e del ceto medio. Si tratta di un provvedimento da assumere in via emergenziale il giorno dopo le elezioni per l’ultimo trimestre dell’anno. Lo finanzieremo con le maggiori risorse incamerate dallo Stato, ad esempio, su Iva e accise derivanti dall’inflazione». 

 Le famiglie devono fronteggiare anche un’inflazione crescente, mai così alta da 36 anni. Quali sostegni avete previsto?
«Dobbiamo difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Per questo proponiamo da tempo l’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità. Quest’anno il carrello della spesa di una famiglia costerà 670 euro in più secondo Coldiretti. Intervenire eliminando l’Iva sui consumi alimentari giornalieri, sui prodotti per l’infanzia e sui farmaci ci consente di far tirare il fiato a tanti italiani. È un intervento che si può e si deve fare quanto prima».

Con l’aumento dei prezzi delle materie prime, le opere pubbliche potrebbero essere a rischio, se non si arriva a calmierare i prezzi. Quali soluzioni mettereste in campo?
«Noi lo abbiamo sempre detto: mentre tamponiamo l’emergenza, anche con i diversi decreti a sostegno dei comparti più in difficoltà, bisogna lavorare in Europa per ottenere un tetto massimo comune al prezzo del gas. Abbiamo chiesto a tutte le forze politiche di dare un forte sostegno al governo in vista dei prossimi tavoli di trattativa. Ma i partiti di destra non prendono posizione, forse per non disturbare i loro amici Vladimir Putin e Viktor Orban, che sono in affari sul gas mentre il sottoscritto e il governo lavorano per ridurre la dipendenza dalla Russia al più presto. Noi lavoriamo per gli italiani e la loro tranquillità: mettere un tetto al costo del gas significa da un lato aiutare famiglie e imprese messe in ginocchio da bollette ormai alle stelle e dall’altro tagliare i fondi che finiscono a finanziare la guerra voluta da Putin in Ucraina. Ciò nonostante c’è chi rema contro, ma gli italiani ormai ne sono consapevoli».

 Sul Reddito di cittadinanza si è aperto un dibattito tra chi vuole abolirlo e chi intende mantenerlo. Qual è la posizione di Impegno Civico?
«Con un voto a Impegno Civico si difende uno strumento che ha letteralmente salvato 3,5 milioni di italiani che altrimenti, sia durante il lockdown sia ora con i prezzi in forte ascesa, non avrebbero alcun paracadute. Meloni ci dica che vuole fare di queste persone, le abbandona senza alcuna forma di protezione sociale? Ormai lo dovrebbe sapere che i due terzi dei beneficiari sono persone con disabilità, pensionati o inabili al lavoro: perché si accanisce tanto contro i più vulnerabili? Io l’ho firmata quella legge e so quanto bene ha fatto, come so bene dove va migliorata e rafforzata. Dobbiamo mettere in contatto diretto domanda e offerta di lavoro, dando un impiego ai beneficiari occupabili, investendo sulla loro formazione in virtù delle esigenze delle imprese. Poi vanno rafforzati controlli e sanzioni per stanare i furbetti che truffano lo Stato, ovvero tutti noi».

Il Sud si trova ancora penalizzato nel campo delle infrastrutture. Come intervenire in maniera risoluta e definitiva?
«Il Sud non è la Cenerentola d’Italia. Merita di avere infrastrutture adeguate al ruolo che gioca e può giocare. Senza strade, ferrovie, porti e poli logistici adeguati, ad essere penalizzate sono le aziende, di tutte le dimensioni, e anche i cittadini, limitati nella loro vita quotidiana. Da questo punto di vista il Piano nazionale di ripresa e resilienza è un’occasione da non perdere per rilanciare il Sud. In questa legislatura, poi, abbiamo portato a casa un risultato di cui sono molto orgoglioso: il Patto per l’Export che, grazie alla sinergia con le imprese italiane e a un’alleanza tra pubblico e privato, ci ha consentito di raggiungere il record di 516 miliardi di euro nel 2021. Un trend confermato nel primo semestre di quest’anno: nonostante tutto, le esportazioni crescono del 22,4% superando i 306 miliardi. Più esportazioni di Made in Italy nel mondo significa più posti di lavoro e maggiore reddito qui da noi. I risultati si sono visti anche in Calabria, dove siamo passati dai 411 milioni di euro del 2020 ai 547 milioni del 2021, con un incremento del 33%. Le aziende calabresi hanno incrementato le esportazioni anche nel primo trimestre di quest’anno, con un eccezionale +56,8%. Pensate il potenziale che possiamo raggiungere mettendo ancora più in connessione imprese e istituzioni e potenziando le infrastrutture che facilitano lo scambio di beni e servizi anche in Calabria e in tutto il Sud». 

 Tra i settori maggiormente penalizzati dalla crisi energetica c’è quello dell’agricoltura, che avrebbe bisogno di più risorse per scongiurare una crisi profonda. Cosa avete in programma?
«Anche le imprese agricole beneficeranno della nostra proposta di un decreto Taglia Bollette all’80%. Intanto dobbiamo incentivare la produzione energetica del comparto primario. Con il Pnrr abbiamo previsto 1,92 miliardi di euro per lo sviluppo del biometano agricolo e fino a 2,6 miliardi di euro per gli impianti fotovoltaici, sia sui tetti delle stalle e delle strutture agricole, sia con l’agrivoltaico, in sinergia con la produzione di alimenti che deve rimanere l’obiettivo prioritario».

Spesso i giovani si sentono abbandonati dalla politica. Impegno Civico che cosa propone per loro?
«Noi stiamo dando massima attenzione ai giovani: sono il nostro tesoro da custodire e valorizzare e ne abbiamo coinvolto tanti anche nelle liste. Vogliamo sostenere la loro voglia di realizzarsi nel lavoro e nella società, esaudire il loro desiderio di autonomia e indipendenza, che spesso coincide con l’intenzione di comprare una casa. Molti però si bloccano di fronte a mutui inaccessibili e anticipi proibitivi. Perciò proponiamo, per gli under 40, un mutuo senza anticipo per l’acquisto della prima abitazione, con lo Stato che si fa garante. La somma dell’anticipo viene poi restituita a tasso zero. Oltre ai giovani acquirenti ne beneficeranno pure i genitori, spesso costretti a fare salti mortali per sostenere i propri figli nell’acquisto della casa. E poi ci sono le politiche sul lavoro: dobbiamo dire basta a paghe da 2-3 euro all’ora. Soprattutto, dobbiamo spingere per un salario equo, adeguato a competenze ed esperienze possedute dal lavoratore, detassare le assunzioni degli under 40 e favorire l’occupazione femminile».

Conte ha candidato due magistrati in Calabria. Come vi ponete rispetto al tema della tenuta della legalità e a quello della lotta alla ’ndrangheta, due questioni prioritarie per la Calabria?
«Per i nostri candidati parlano i fatti e l’impegno costante nel territorio calabrese. Nel luglio 2016, a Reggio Calabria da vicepresidente della Camera, intervenni a un’iniziativa di piazza organizzata dalla nostra Dalila Nesci, oggi sottosegretaria per il Sud e la coesione territoriale: denunciammo un potente sistema di potere, di relazioni tra politica e ’ndrangheta. Insieme, in questi anni, abbiamo portato avanti battaglie concrete contro le cosche e per la difesa della legalità, in Parlamento e nelle città calabresi. Da ministro, su impulso del nostro deputato Giuseppe d’Ippolito, andai a trovare Nino De Masi, coraggioso imprenditore nel mirino delle cosche allora vessato dalle banche. Sposammo la sua causa, di cui ci eravamo già occupati con atti parlamentari. Abbiamo lavorato moltissimo contro le infiltrazioni delle ecomafie nel settore dei rifiuti e, anche sul piano legislativo, per tutelare le vittime di mafia e i loro familiari. Sul terreno della denuncia e della proposta non siamo secondi a nessuno». 

La sanità della Calabria è sempre al centro di servizi giornalistici e contrapposizioni politiche. Che ruolo avete svolto per tutelare la salute dei calabresi?
«Il fatto che oggi ci sia attenzione sul tema si deve proprio alla nostra attenzione incessante: i candidati calabresi di Impegno Civico sono quelli che più di tutti hanno lottato per migliorare le condizioni della sanità, per riorganizzare le reti di assistenza, migliorare la formazione universitaria, impedire sprechi, clientele e infiltrazioni. Ricordo che nel giugno 2016 riempimmo una piazza di Lamezia Terme con 8mila persone: intervenni per avviare la raccolta delle 5mila firme necessarie a presentare un’importante proposta di legge regionale di iniziativa popolare. Fu un esempio memorabile di coinvolgimento e impegno civico. Una volta al governo, abbiamo destinato alla Calabria circa 330 milioni, tra Pnrr e Fondo complementare, per le nuove strutture dell’assistenza territoriale, per la sicurezza degli ospedali e l’ammodernamento tecnologico. Tra l’altro, siamo riusciti a garantire ai cittadini calabresi 180 milioni in tre anni, con l’obiettivo di agevolare l’uscita della regione dal Piano di rientro dal disavanzo sanitario, per favorire l’assunzione di nuovi medici, infermieri e Oss, soprattutto nei reparti con maggiori bisogni. I fatti sono questi».

A proposito di cose fatte, si ritiene soddisfatto dei risultati del suo impegno di questi anni per il Sud?
«Parlano le azioni e le scelte che io come ministro e i miei colleghi parlamentari abbiamo compiuto. Abbiamo fatto di tutto per assicurare più risorse al Mezzogiorno e per metterlo nelle condizioni di recuperare il divario dal resto dell’Italia. Non è una questione di tifo o di partigianeria, ma semmai di giustizia e responsabilità, perché lo sanno tutti ormai che se non cresce il Sud non cresce neanche il resto del Paese. Tranne Salvini che si ricorda della Calabria e delle altre regioni meridionali solo quando deve venire a chiedere i voti. Le ho già detto del Patto dell’Export, che peraltro si basa su una strategia che vorrei proprio applicare alle politiche per il Mezzogiorno: lo Stato avvia una profonda operazione di ascolto delle istanze, mette insieme gli stakeholder pubblici e privati, individua le soluzioni da attuare, le sostiene anche finanziariamente e monitora i risultati. Ma tornando alle cose fatte gliene cito solo alcune: l’alta velocità ferroviaria, il 40% delle risorse del Pnrr dedicate esclusivamente al Mezzogiorno, le agevolazioni per assumere giovani e fermare l’emigrazione, le misure per le scuole, le politiche per l’infanzia… So bene che tanto altro resta da fare, ma penso che con queste credenziali i cittadini ci possano rinnovare la fiducia». 

Nei giorni scorsi sindacati e imprenditori calabresi hanno lanciato un grido di allarme sul caro bollette, lamentando diffuso silenzio nella campagna elettorale in corso. In Calabria i costi di gas e luce possono avere un impatto ancora più devastante. È così?
«Ho letto le dichiarazioni dei sindacati, quelle di Filippo Callipo e le successive di Vincenzo Arnone e Nino De Masi. Condivido le preoccupazioni espresse, che sono anche mie. Il Sud e la Calabria meritano un discorso a parte, come è stato giustamente osservato. Condivido lo spaesamento. La destra e gli altri avversari politici ignorano quest’emergenza e preferiscono la propaganda. La ragione è chiara: si sono resi conto di quanti danni stia facendo la loro scelta di causare una crisi di governo in questo difficile momento e cercano di spostare l’attenzione su altro. Peccato che questo non cancelli i problemi di imprenditori e cittadini, per i quali oltre alle nostre misure stiamo predisponendo una rete territoriale di assistenza. Sostenendo Impegno Civico, gli italiani avranno subito un decreto Taglia-Bollette, con lo Stato che copre l’80% dei consumi energetici quantomeno per l’ultimo trimestre dell’anno, accompagnato dal tetto massimo al prezzo del gas a livello europeo che chiediamo da tempo e dall’azzeramento dell’Iva per i beni di prima necessità, farmaci e prodotti per l’infanzia. I nostri candidati stanno dando tutto il supporto possibile, sia per aiutare chi è più in difficoltà sia per spiegare quali sono le iniziative che abbiamo messo a punto per evitare il tracollo economico di imprese e famiglie. Impegno Civico è la forza politica del “noi”. E solo se uniamo le tante preziose energie del Sud saremo in grado di andare lontano». (redazione@corrierecal.it)

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