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La riflessione

«Un tentativo per mandare in “pensione la democrazia”»

Salvini sembra fare di tutto per far capire agli italiani la sua intenzione di mandare in “pensione” la democrazia di cui finora si è riempito la bocca nel tentativo di far accreditare la Lega tra…

Pubblicato il: 12/09/2022 – 10:51
di Franco Scrima*
«Un tentativo per mandare in “pensione la democrazia”»

Salvini sembra fare di tutto per far capire agli italiani la sua intenzione di mandare in “pensione” la democrazia di cui finora si è riempito la bocca nel tentativo di far accreditare la Lega tra i movimenti politici democratici. E, per farlo, ritorna ai vecchi “amori” di quel movimento che, a parole, ce l’aveva “duro”. È palese che si tratti di tentativi usati per sbarrare la strada alla Meloni che, con i suoi adepti, marcia su Roma. Ma nessuno lo deve sapere!
Intanto Salvini, chiaramente in difficoltà, non ha di meglio che inventarsi un “ministero al Nord” sulla scia del fondatore della Lega, quell’Umberto Bossi “mandato in pensione” prematuramente dopo una serie di “incidenti” di cui è stato protagonista, o comunque considerato tale da chi aveva interesse a metterlo da parte.
Sembra di essere nuovamente nell’anticamera di ciò che accadde verso la fine degli anni ’90, quando la Lega celebrava il rito dell’acqua del Po sulle alture di Pontida.
Singolare il ritorno alle origini del segretario della Lega. A meno che egli non avverta una debacle del movimento rispetto alle elezioni politiche per le quali mancano pochi giorni e tenti di evitare di uscirne con le ossa rotte. Per qualcuno ne è una prova la chiamata a raccolta delle “legioni leghiste” che il “Senatur” riuscì a costituire spinto dall’emotività del voto e dalla necessità di dare una mano per evitare di uscirne “acciaccati” dal risultato delle urne.
È fuor di dubbio che il linguaggio delle origini possa costituire un collante, considerato che il tempo a disposizione è tiranno e non permette iniziative per «salvare la barca che naviga in difficoltà».
Se così non fosse, se la Lega (quella dei giorni nostri) può ritenere di marciare senza problemi, sarebbe da studiare l’iniziativa di Salvini. Ciò dà corpo alle voci secondo cui il Segretario leghista non stia attraversando un momento sereno. Gli si attribuisce di non essere riuscito a chiudere l’accordo con Fratelli d’Italia per il Governo; e da sinistra l’attacco è ancora più diretto considerato che Salvini intenderebbe proporre (per ottenerlo?) un ministero dell’ “Innovazione” con sede a Milano.
Se non è una “trovata” elettorale, perché non decentrare tutti i ministeri sull’intero suolo italiano? E se non dovessero essere sufficienti a coprire tutte le regioni perché non costituirne altri? Per esempio quello per evitare le baggianate?
*giornalista

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