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«Killeraggio oltre ogni limite contro di noi». Il grido del sindaco di Crotone dopo le violenze

Sit-in davanti al comune dopo le aggressioni a Meo e i dipendenti comunali. Voce: «Un leader politico contribuisce al clima di odio»

Pubblicato il: 21/09/2022 – 14:10
di Gaetano Megna
«Killeraggio oltre ogni limite contro di noi». Il grido del sindaco di Crotone dopo le violenze

CROTONE L’amministrazione comunale di Crotone si costituirà parte civile, in caso di processo, contro il soggetto che ieri pomeriggio ha aggredito il consigliere comunale Fabrizio Meo e due dipendenti comunali. Lo ha detto il sindaco della città pitagorica, Vincenzo Voce, parlando a margine del sit-in di protesta, tenutosi questa mattina in piazza Della Resistenza, davanti al portone d’ingresso del palazzo comunale.
In piazza sono scesi i lavoratori dell’ente, gli amministratori e una folta rappresentanza di consiglieri comunali (opposizione e maggioranza). L’episodio di ieri rappresenta la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Voce ha parlato in maniera chiara, dicendo che «non ci sarà più tolleranza per nessuno». Punta il dito sui social che stanno avvelenando i pozzi. Racconta di essersi subito messo in contatto con il questore di Crotone e di avere denunciato anche coloro che hanno affisso al palazzo comunale uno striscione con la scritta “indegni”. Anche gli autori di questo gesto, quindi, dovranno rispondere sul piano giudiziario e «dimostrare che l’amministrazione comunale meriti l’epiteto indegni».

Voce: «Killeraggio oltre ogni limite, non bisogna più minimizzare»

«Non bisogna più minimizzare», ha aggiunto Voce perché «il killeraggio a cui vengono sottoposti gli amministratori ha superato ogni limite». Porta l’esempio del comportamento di «un cosiddetto leader politico, che ha fatto il bello e il cattivo tempo in questa città», che ieri «ha condiviso e approvato le minacce rivolte all’attuale amministrazione». L’episodio si è consumato sui social e il politico a cui fa riferimento, ma non fa il nome, ha espresso condivisione di testi che lanciavano «strali di odio» contro l’amministrazione. Probabilmente, poco dopo avere condiviso ha cancellato tutto. Voce racconta anche che il presunto aggressore «ormai identificato» il giorno prima dell’aggressione aveva annunciato sul facebook la volontà di andare al Comune a farsi giustizia. Le motivazioni precise che hanno scatenato l’aggressione non si conoscono, si fanno solo ipotesi. E le ipotesi, secondo il sindaco, potrebbero far pensare a una richiesta che il presunto aggressore avrebbe fatto agli uffici comunali: realizzazione di strisce pedonali o dossi sulla strada di accesso ad una pizzeria «costruita, tra l’altro, su terreno comunale». Sempre secondo il sindaco su quel tratto di strada è impossibile realizzare strisce o dossi. 

«A Crotone clima politico intollerabile»

Non fa, comunque, paura il singolo episodio, «che è molto grave», ma  «il clima che a Crotone si è fatto intollerabile e che sta minando non solo l’attività dell’istituzione ma il vivere civile». A questo proposito, Voce ha detto: «Questo clima sta minando la serenità dei singoli».
«Nei confronti di questa amministrazione, già dai primi giorni del suo insediamento, – ha continuato a dire Voce – si è scatenata una campagna di attacchi e diffamazione, di insulti che non ha risparmiato nessuno e che ha finito per esasperare gli animi portando alle conseguenze che abbiamo registrato tristemente ieri ma che già nei mesi scorsi avevano dato preoccupanti segnali». Gli attacchi velenosi non hanno risparmiato nemmeno il portavoce del Comune, Francesco Vignis, fatto oggetto di insulti e minacce.

«Abbiamo spazzato via chi aveva portato la città nel baratro»

Nel prosieguo del suo ragionamento, Voce denuncia: «Cosa può aver fatto un sindaco nei primi giorni del suo insediamento se non scegliere componenti della giunta, staff e collaboratori più stretti?». Usando il politichese dice, quindi, che dietro alcuni attacchi si nasconderebbero coloro che sono stati esclusi dalla Giunta o dagli incarichi dati a staff e collaboratori. Oltre a queste motivazioni di “bassa lega”, sempre secondo Voce, ci sarebbe anche il fatto che «questa amministrazione ha spazzato via un sistema consolidato che aveva portato la città sull’orlo del baratro ed è chiaro che, non potendo frapporre altro, si tenta di destabilizzare l’attività amministrativa attraverso una campagna diffamatoria che non risparmia nessuno». Il sit-in si è svolto nella massima serenità e si è concluso con il ritorno al lavoro dei dipendenti e degli amministratori. (redazione@corrierecal.it)

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