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Crotone, polemica sullo spostamento dei poliambulatori sanitari

La notizia diffusa sui social dal Comune di Caccuri. Preoccupazione della Uil: «Si rischia rabbia da parte di chi è già prenotato»

Pubblicato il: 22/09/2022 – 14:00
di Gaetano Megna
Crotone, polemica sullo spostamento dei poliambulatori sanitari

CROTONE Scoppia la polemica perché il Comune di Caccuri, utilizzando il canale Facebook, ha annunciato il trasferimento, da corso Messina a Tufolo, degli storici poliambulatori sanitari di Crotone. Nessun altro ente ha dato l’informazione. Quelli che dovrebbero essere trasferiti sono i locali che, nella città pitagorica, hanno ospitato per molti anni la sede dell’Inam (Cassa mutua), prima che fosse istituito il servizio sanitario dato in gestione alle regioni.
Dopo la rivoluzione sanitaria, la storica sede Inam, divenuta di proprietà dell’Azienda sanitaria crotonese, è stata trasformata in poliambulatorio con molte specialistiche e servizi per l’utenza. Su questa struttura, nel tempo, non sono stati effettuati interventi importanti e radicali di ammodernamento e riqualificazione.
La struttura, soprattutto negli ultimi anni, ha ha subito un lento e continuo degrado. Proprio per questo L’Asp pitagorica aveva annunciato il trasferimento a Tufolo, dove già operano il Centro di salute mentale ed è anche sede delle ambulanze del 118. Ad aprire la polemica contro la direzione strategica dell’Asp è stato il segretario generale della UilFpl, Gaetano Papaleo. Le ragioni della polemica sono legate al fatto che  lo spostamento non sarebbe stato ufficializzato. In una nota, Papaleo scrive: «Nessun provvedimento deliberativo né dirigenziale ci risulta e nessuna comunicazione ufficiale è stata fatta ai dipendenti». Sempre secondo Papaleo, non sarebbe stata avvisata nemmeno «l’utenza prenotata in corso Messina» per effettuare visite specialistiche o altre pratiche. 
Non ci sarebbero atti ufficiali sul trasferimento, ma tutti i dipendenti sanno che lunedì 25 settembre inizierà il trasloco. Il sindacato teme, quindi, che lunedì prossimo possano registrarsi «scatti di ira e aggressioni» da parte di chi ha una prenotazione e non potrà effettuare la visita. Molti dei pazienti provengono dai comuni del territorio, alcuni dei quali molto distanti dalla città capoluogo di provincia. Il disagio che si rischia di provocare a questa utenza, per lo più anziana, sarebbe enorme. Papaleo punta, quindi, il dito contro «l’attuale commissario dell’Asp, Domenico Sperlì» e contro il direttore del Distretto sanitario unico aziendale, Pietro Brisinda, che a suo dire «non brillerebbero per capacità e gestione manageriali all’altezza della funzione assegnata». 

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