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Pd, Irto: «Evidente lo scollamento con la società calabrese, ora un congresso nazionale fondativo» – VIDEO

Il segretario regionale dem, neo eletto senatore, analizza il voto delle Politiche e difende le scelte dei candidati. «Anche dalle sedi istituzionali della Regione si è fatta campagna elettorale pe…

Pubblicato il: 27/09/2022 – 19:35
Pd, Irto: «Evidente lo scollamento con la società calabrese, ora un congresso nazionale fondativo» – VIDEO

LAMEZIA TERME Ammette che «c’è stato uno scollamento» con la società calabrese, che il dato del partito «non è positivo» ed è negativo soprattutto in Calabria e nel Mezzogiorno, difende la bontà delle scelte dei candidati e invoca un congresso nazionale che non si limiti a sostituire il segretario ma sia «fondativo» del partito e metta al centro il Mezzogiorno. Su queste direttrici si è snodata l’analisi del voto delle Politiche da parte del segretario regionale del Pd Nicola Irto, neo eletto senatore: Irto oggi si è confrontato nella sede regionale del partito a Lamezia Terme con lo “stato maggiore” del Pd calabrese tra cui anche gli altri due parlamentari eletti nelle fila del partito in Calabria, gli uscenti Enza Bruno Bossio e Nico Stumpo.

«Dato negativo soprattutto in Calabria e nel Mezzogiorno»

«Un dato non positivo, e c’è un dato ancora più complesso nel Mezzogiorno e in Calabria, perché il Pd si ferma sostanzialmente alle cifre di 5 anni fa», esordisce Irto che poi aggiunge: «Continua la presenza importante del M5S, un dato sul quale riflettere anche se prima ancora c’è da riflettere sul dato gigantesco della bassa affluenza. Un calabrese su due non è andato a votare e su questo tutte le forze politiche, di tutti i colori, chi governa e chi non governa, si devono interrogare, senza falsa retorica. Il dato del partito a livello nazionale e nel Mezzogiorno ovviamente non ci soddisfa. In Calabria – sostiene il segretario dei democrat – abbiamo mezzo punto sotto rispetto a Regioni in cui governiamo, quindi il dato non è locale: il crollo è stato nel Mezzogiorno. Nonostante questo, anche se è una magra consolazione che ovviamente non ribalta il giudizio complessivo, noi confermiamo, nonostante il taglio dei parlamentari, il numero dei parlamentari, siamo l’unica regione in cui ci siamo riusciti». Irto quindi rimarca: «Noto poi un voto a macchia di leopardo sul piano territoriale in Calabria, e anche per questo, poiché siamo usciti dalla fase commissariale e stiamo uscendo dalla fase congressuale, finalmente a tutti i livelli convocheremo direzioni e assemblee degli iscritti per fare analisi del voto, cosa che non si faceva più, ma non per restare prigionieri di quell’analisi, ma per capire come ripartire. Perché non c’è dubbio – prosegue il segretario del Pd calabrese – che c’è uno scollamento della società calabrese, c’è stato uno scollamento con pezzi importanti della prossimità della nostra regione: e possiamo colmarlo partendo dagli errori, analizzandoli, e per questo dalle prossime settimane organizzeremo queste attività partendo dalle città».

«Candidature autorevoli e forti, non è stato un problema di nomi»

Quanto alle scelte dei candidati, Irto evidenzia: «Faremo delle valutazioni, ma abbiamo già detto che abbiamo presentato candidature autorevoli e forti, abbiamo ricordato che il combinato disposto del taglio dei parlamentari e di una legge elettorale folle ci ha portato a fare scelte che comunque confermiamo. Non si discute quello, perché la legge elettorale è costruita in modo tale che il proporzionale tira anche gli unimonali. Quindi non è un probema di nomi, ma di percezione nazionale, e sul Mezzogiorno c’è stata una percezione non positiva e non favorevole al Pd e questo è un dato di fatto».

«Ora un congresso nazionale vero e fondativo»

Irto quindi guarda in prospettiva al futuro del Pd: «Serve un congresso che non sia un congresso solo per sostituire il segretario. Serve un congresso fondativo, profondo, di analisi e di grande discussione politica, un congresso forte e vero e soprattutto guardi al futuro e riesca a interpretare un linguaggio, quello delle giovani generazioni, che purtroppo non abbiamo interpretato e che per una parte non sono andate a votare, un congresso in cui finalmente il Mezzogiorno sia il protagonista del cambiamento del nuovo Pd».

«M5S? Pochi messaggi ma chiari, noi percepiti come forza di governo»

Irto inoltre analizza anche il boom del M5S, determinato dal fatto che i pentastellati «hanno fatto una campagna elettorale con pochi messaggi ma chiari, netti. Il boom del M5S non fa avanzare il Pd, perché noi siamo confermiamo i voti del 2018 ma la destra calabrese è sotto la media nazionale, ha vinto e quindi il fenomeno del M5S ha preso da sinistra e da destra. Non c’è dubbio che noi, volendo parlare con un programma chiaro e molto ampio per cercare di dare risposta a tutto, non siamo riusciti a focalizzare temi precisi, mentre il M5S ha parlato di due-tre temi in modo più netti e sono stati bravi a comunicarlo. Da parte nostra forse – sostiene il segretario dem – non siamo riusciti a far arrivare ai cittadini il nostro programma. E poi abbiamo pagato l’essere stato un partito di governo nazionale per troppo tempo e quando non lo siamo stati siamo stati percepiti come partito di governo. Per questo oggi una dura e netta opposizione alla destra nazionale faccia anche bene al Pd».

«Voto spinto fortemente da chi governa la Regione»

Quanto al centrodestra, Irto osserva: «Mi sembra che in Calabria, rispetto al dato nazionale, aumenti Forza Italia e diminuisca Fratelli d’Italia, quindi mi sembra un po’ il principio dei vasi comunicanti. Penso quindi che l’analisi vada fatta in maniera più ampia. C’è stato un voto forte, anche spinto, organizzato e molto sostenuto da chi oggi ha incarichi di governo regionale, anche dalle sedi istituzionali della Regione si è fatta campagna elettorale per Forza Italia. Tutto questo è legittimo. La destra ha vinto, è inequivocabile, ma – conclude il segretario del Pd calabrese – i risultati politici li vedremo su altri indicatori, perchè credo che nel voto al M5S ci sia anche un voto di protesta sulle grande questioni irrisolte della nostra regione. Il voto va analizzato a 360 gradi». (c. a.)

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