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Cosenza, Rende e Luberto presentano una mozione sull’escalation di violenza in Iran

Oggi si riunisce il Consiglio Comunale. «Chiediamo all’Ue e al Governo di condannare la repressione delle proteste seguite alla morte di Mahsa Amini»

Pubblicato il: 18/10/2022 – 12:20
Cosenza, Rende e Luberto presentano una mozione sull’escalation di violenza in Iran

COSENZA I consiglieri comunali di Cosenza, Bianca Rende e Francesco Luberto del gruppo consiliare Bianca Rende Sindaca oggi chiederanno al Consiglio Comunale di adottare una mozione riferita «all’escalation di violenza e di atti repressivi delle libertà individuali, a Teheran e in tutto l’Iran, che hanno visto il 16 settembre scorso l’arresto e la successiva morte ad opera della polizia della morale kameinista della giovane 22enne curda, Mahsa Amini, ritenuta colpevole di comportamenti offensivi della morale per il solo fatto di non aver indossato correttamente il velo (hijab) imposto dal regime a tutte le donne». La vicenda a cui hanno fatto seguito manifestazioni e proteste da parte del popolo iraniano ha portato ad un inasprimento della repressione governativa con decine di vittime, oltre 1200 arresti e un numero incalcolabile di violenze e torture. Rende e Luberto chiederanno al Consiglio comunale di Cosenza di esprime il proprio sostegno e la incondizionata e piena solidarietà alle donne, alle studentesse, agli studenti in rivolta a Teheran ed in ogni zona dell’Iran, condannando la sanguinosa repressione attuata dalle autorità iraniane contro le manifestazioni delle donne che stanno lottando per la libertà e la pari dignità. E ancora, di aderire alle manifestazioni, «che nel nostro Paese ed in tutto il mondo occidentale, si stanno svolgendo in favore del popolo iraniano condividendone lo slogan “Donna, vita e libertà” che sfida il sistema patriarcale e si oppone a quelle leggi discriminatorie in merito alle disuguaglianze di genere e ai pari diritti». Infine, «chiede al Governo italiano, all’Unione europea e alla Comunità internazionale di condannare fermamente la repressione delle proteste seguite alla morte di Mahsa Amini e di intervenire presso le Autorità iraniane per porre fine alla persecuzione delle donne che protestano contro le leggi islamiche tra le quali quelle sull’abbigliamento che impongono l’obbligo di indossare il velo, affinché cessino le umiliazioni, le politiche discriminatorie e la privazione dei diritti nei confronti delle donne, dei minori e delle minoranze etniche e religiose».

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