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La vicenda

Bimba morta di stenti, a Diana somministrati tranquillanti

L’esito dagli esami autoptici sulla piccola di un anno e mezzo abbandonata a casa dalla madre

Pubblicato il: 20/10/2022 – 19:54
Bimba morta di stenti, a Diana somministrati tranquillanti

MILANO A Diana Pifferi, la bimba di quasi un anno e mezzo morta di stenti dopo essere stata lasciata sola in casa dalla madre per 6 giorni, sono state fatte assumere benzodiazepine, ossia tranquillanti. Risulta, a quanto si è appreso, dagli accertamenti medico legali disposti, nell’ambito della consulenza autoptica che sarà depositata formalmente nei prossimi giorni, dalla Procura di Milano nell’inchiesta a carico di Alessia Pifferi, accusata di omicidio volontario aggravato e in carcere dal 21 luglio.

Consulenza medica consegnata a giorni


Nei prossimi giorni il pool di consulenti medico legali, tra cui il professore Andrea Gentilomo, depositerà gli esiti della consulenza disposta a fine luglio e la cui relazione dovrebbe arrivare entro fine mese sul tavolo dei pm Francesco De Tommasi e Rosaria Stagnaro, titolari dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile. Dagli esiti emersi in questi giorni, tra analisi tossicologiche, sia del sangue che del capello, si è saputo che alla piccola sono state fatte assumere benzodiazepine. Una boccetta di En, ansiolitico a base di benzodiazepine, era stata trovata accanto alla culla della Bimba.

La versione della madre

La donna, 37 anni, ha sempre negato di aver somministrato tranquillanti alla figlia, dicendo di averle dato solo delle gocce di paracetamolo. I vicini di casa hanno raccontato agli inquirenti di non aver mai sentito piangere la piccola. La donna aveva spiegato il suo gesto così: «Ci contavo sulla possibilità di avere un futuro con lui (il compagno, non è il padre della bimba, ndr) e infatti era proprio quello che in quei giorni stavo cercando di capire; è per questo che ho ritenuto cruciale non interrompere quei giorni in cui ero con lui anche quando ho avuto paura che la bambina potesse stare molto male o morire».

Morì 24 ore prima del rinvenimento del corpo


I primi esiti degli accertamenti avevano stabilito che Diana sarebbe morta prima delle 24 ore antecedenti al ritrovamento del corpo. Risposte più chiare arriveranno col deposito dell’autopsia anche sui quantitativi di tranquillanti trovati nel corpo (se somministrati in periodi pure precedenti)e se possono aver inciso sul decesso. Potrebbe comunque aggravarsi la posizione della donna, tanto che la Procura già aveva contestato anche la premeditazione. Partirà nei prossimi giorni, poi, l’incidente probatorio su biberon, bottiglietta d’acqua e boccetta di En, allargato dal gip Fabrizio Filice, su richiesta dei legali Solange Marchignoli e Luca D’Auria, anche all’appartamento, al pannolino, al cuscino e al materasso.

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