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Autonomia, Occhiuto: «Così non va, la scuola deve stare fuori dalla riforma»

Il governatore: «Ponte sullo Stretto opera strategica per il Sud Italia. In Calabria è fondamentale la statale 106»

Pubblicato il: 21/11/2022 – 9:06
Autonomia, Occhiuto: «Così non va, la scuola deve stare fuori dalla riforma»

CATANZARO «L’autonomia differenziata? Per come è ora questa è una riforma sbilanciata, che guarda troppo all’autonomia differenziata e poco ai diritti sociali e civili. Cioè pretende di attuare un principio (l’autonomia, ndr) che la Costituzione contiene come possibilità al suo articolo 116, e non altri (i diritti civili e sociali, ndr) che invece sono indicati come un dovere. E lo stesso, peraltro, riguarda la perequazione presente all’articolo 119. Per cui, il mio punto di vista è piuttosto semplice. Attuiamo prima ciò che è doveroso e poi, anche un’istante dopo, passiamo all’autonomia differenziata». Cosi Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un’intervista a Il Messaggero.
«Riparto dalla Costituzione che ci dice come i diritti sociali e civili dei cittadini, che poi sono tradotti in risorse proprio attraverso i Lep, debbono essere garantiti su tutto il territorio. Solo che oggi e all’interno della riforma di cui stiamo discutendo sono finanziati attraverso il principio ingiusto della spesa storica. Cioè vengono storicizzate le disuguaglianze tra Nord e Sud. Faccio un esempio: ipotizziamo che la città di Crotone spenda solo 100mila euro all’anno per gli asili e Treviso un milione, anche se lo Stato l’anno successivo stanziasse più risorse ne sarebbero sempre destinate di più alla seconda».
Ma quindi lei è a favore della riforma o no? «Ho un approccio un po’ diverso rispetto ai miei colleghi governatori del Sud. A me non piace l’idea di un Mezzogiorno che gioca sempre in difesa. Dobbiamo avere la capacità di rilanciarci e anche con l’autonomia differenziata potremmo ricavarne benefici. Io faccio sempre l’esempio dell’energia: in Calabria ne produciamo più di quanta ne consumiamo, eppure i calabresi pagano le bollette quanto gli altri italiani. Non è giusto. E ancora: io incontrerò a breve un gruppo industriale che vuole impiantare nella mia Regione un parco eolico off-shore grandissimo, se io potessi dire ai cittadini che quel parco abbasserebbe direttamente le loro bollette per me sarebbe molto più semplice. In altri termini, se prima dell’autonomia otteniamo il passaggio dei finanziamenti dalla spesa storica ai fabbisogni reali, le Regioni del Sud ci guadagnerebbero».
Ci sono materie che escluderebbe? «Terrei fuori la scuola sicuramente, su una materia come la formazione dei saperi se si dovessero creare più sistemi scolastici si aumenterebbe il divario tra Nord e Sud. Mi permetta una precisazione però.
Il ministro Calderoli è sì un uomo del Nord, ma è anche un uomo molto intelligente. Ha già capito che senza chiudere il capitolo Lep e fabbisogni questa riforma è difficile che vada avanti. Credo che già in legge di bilancio ci sarà l’istituzione di una cabina di regia che ha il compito proprio di accelerare il processo di passaggio al regime dei fabbisogni», sottolinea il presidente Occhiuto.

«Ponte sullo Stretto, opera strategica per il Sud. In Calabria è fondamentale la statale 106»

«Il Ponte sullo Stretto? Da decenni se ne parla, e i governi Berlusconi negli anni passati avevano creato in più d’una occasione le condizioni per realizzarlo, con fatti concreti e decisioni politiche chiare. Prodi prima e Monti poi stopparono tutto, facendo pagare centinaia di milioni di euro di penali al contribuenti. Adesso a Palazzo Chigi c’è nuovamente un esecutivo di centrodestra, guidato da Meloni, che su questo tema ha le idee chiare, e Calabria e Sicilia sono governate dalla nostra coalizione. In più abbiamo un ministro delle Infrastrutture, Salvini, che sta seguendo questo dossier con grande determinazione. Sì, questa può essere davvero la volta buona». Il presidente della Regione ha risposto così ad un’intervista rilasciata a L’Economia del Corriere del Mezzogiorno.
«Il Ponte è una priorità nella misura in cui, soprattutto per la mia Regione, rappresenterà l’apripista per tante altre infrastrutture strategiche e non più rinviabili. Anni fa ci fu un’alzata di scudi contro l’Autostrada del Sole, perché si diceva che sarebbe stata inutile senza altre direttrici di collegamento. E invece si rivelò un incentivo per costruire nuove strade in tutta Italia. Ecco, il Ponte dovrà essere un acceleratore per aprire tanti nuovi cantieri e per diminuire il divario infrastrutturale tra il Mezzogiorno e il resto del Paese».
«Per noi è fondamentale il rifacimento della Strada Statale Jonica. Proprio in questi giorni – ha spiegato Occhiuto – ho un dialogo serrato con il governo, con il sottosegretario Mantovano e con i ministri Glorgetti e Salvini, per avere una legge speciale che possa finanziare in modo strutturale e pluriennale questa grande opera. Sono fiducioso in questa operazione, proprio in virtù del ragionamento che le facevo pocanzi. E il passo successivo, anche grazie al Ponte sullo Stretto, dovrà essere quello di portare l’Alta velocità ferroviaria tanto in Calabria quanto in Sicilia: due Regioni che insieme hanno quasi sette milioni dl abitanti».
Con quali soldi sarà finanziata la sua costruzione? «L’unica cosa che non manca in questo momento sono le risorse. Grazie all’Europa ci sono moltissime opportunità di finanziamento per le infrastrutture. Il Ponte, del resto, può essere realizzato in parte con fondi Ue, anche perché già inserito nella rete di trasporto europea Ten-T. Paradossalmente è ritenuto più strategico per l’Europa che per l’Italia. Con la guerra in Ucraina stanno cambiando gli assetti geopolitici, il Mediterraneo è sempre più il centro del commercio mondiale: la Calabria, sfruttando le enormi potenzialità del porto di Gioia Tauro, e la Sicilia possono diventare Regioni chiave per gli scambi e per le nuove rotte delle merci».
Per far partire velocemente il cantiere, la precedente progettualità potrà essere recuperata? «Va aggiornato il progetto esistente, quello ad un’unica campata, già vidimato anni fa dall’Unione europea. Bastano pochi passaggi per renderlo immediatamente cantierabile». Potrebbe indicare una data di avvio dei lavori? «L’auspicio del governo, sul quale il presidente Schifani ed io concordiamo, è quello di riuscire a posare la prima pietra entro il 2023», sottolinea il presidente Occhiuto.

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