Ultimo aggiornamento alle 14:16
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

Il provvedimento

Armi all’Ucraina, arriva il via libera del Governo Meloni

Approvato dal Cdm l’invio di mezzi militari. Ok anche agli aiuti ad Ischia e il “salvataggio” della Lukoil di Priolo

Pubblicato il: 01/12/2022 – 21:22
Armi all’Ucraina, arriva il via libera del Governo Meloni

ROMA Mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari saranno forniti all’Ucraina, per combattere l ‘invasione russa, anche in tutto il 2023.
Dopo il via libera della Camera, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Nato, per prorogare «fino al 31 dicembre 2023» e «previo atto di indirizzo delle Camere», il provvedimento già introdotto dopo l’inizio della guerra dal governo Draghi (e che era in scadenza a fine 2022). 
Dunque, sugli invii, la linea è di continuità rispetto a quanto disposto dal precedente Esecutivo. Proprio tra la fine di quest’anno e l’ inizio del prossimo potrebbe arrivare sul tavolo del governo il sesto decreto aiuti all’Ucraina: stavolta la necessità manifestata da Kiev, con l’arrivo dell’inverno e l’intensificazione dei bombardamenti ai punti strategici, è quella di avvalersi di sistemi missilistici di difesa aerea per proteggere le infrastrutture del paese dagli attacchi russi che arrivano dal cielo. 
Per questa l’ipotesi più accreditata è quella dei sistemi “Aspide”, che in queste ore prevale sulla possibilità di fornire il sistema “Samp/T”, molto più avanzato ma anche più raro e per questo difficile da reperire. Comincia quindi a prendere forma il sesto pacchetto di aiuti, che sarà contenuto in un nuovo decreto comunque non ancora sul tavolo. Il provvedimento, come ha più volte ribadito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, passerebbe in ogni caso per il Parlamento. 
Mosca intanto stigmatizza, attraverso il ministro degli Esteri russo, l’addestramento di soldati ucraini da parte dell’Alleanza atlantica, che secondo Lavrov avverrebbe nel «Regno Unito, Germania, Italia e altri Paesi della Nato». 

Aiuti ad Ischia dopo la tragedia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulla franca di Ischia . Il testo prevede le prime misure in favore della popolazione dei Comuni di Casamicciola e Lacco Ameno, tra le quali: – la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e versamenti tributari, contributivi o di pagamento delle cartelle di pagamento per i residenti delle zone colpite fino al 30 giugno 2023; – la sospensione, fino al 31 dicembre 2022, dei termini processuali e dei giudizi civili e penali presso il Tribunale di Ischia o di altri Tribunali nel caso in cui la parte o il difensore siano residenti nella zona colpita dall’evento alluvionale; – la sospensione, fino al 31 dicembre 2022, per i giudizi amministrativi, contabili, tributari e militari; – la proroga al 31 dicembre 2023 del termine per la cessazione della Sezione distaccata insulare di Ischia , attualmente fissata al 31 dicembre 2022.

Il governo “salva” la Lukoil

Il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità un decreto legge che realizza misure a tutela dell’interesse nazionale nei settori produttivi strategici. Il provvedimento si compone di due parti. L’articolo 1 interviene nel settore degli idrocarburi al fine di assicurare continuità produttiva e la sicurezza degli approvvigionamenti e attraverso le procedure di amministrazione temporanea. Il secondo riguarda le misure compensative che si possono attivare a sostegno delle imprese ricevete delle misure di golden power, ove le stesse ne facciano richiesta.
Un provvedimento che riguarda anche la Lukoil di Priolo.
Il decreto legge dichiarare anche le procedure di amministrazione temporanea, in caso di grave e imminente pericolo di pregiudizio all’interesse nazionale alla sicurezza dell’approvigionamento energetico. L’amministrazione temporanea puo’ essere decisa d’ufficio dal Governo con decreto interministeriale (Ministero Imprese, Economia e Ambiente). L’amministrazione temporanea è disposta per un periodo massimo di 12 mesi, prorogabile una sola volta fino a ulteriori 12 mesi. 

Modificato il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici


Via libera del Consiglio dei ministri anche al Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Al dipendente pubblico sono vietati comportamenti discriminatori basati su genere, nazionalità, origine etnica, lingua, religione o credo, convinzioni personali o politiche, appartenenza a una minoranza nazionale, disabilità, condizioni sociali o di salute o di fragilità, età e orientamento sessuale. La misura, che integra una scadenza del Pnrr, vieta anche l’invio di mail oltraggiose e discriminatorie, e anche l’uso dei social media non deve ledere il prestigio o l’immagine dell’amministrazione, che si possono dotare di una «social media politica». 
Si prevede inoltre la gestione delle risorse pubbliche per lo svolgimento delle seguenti attività «una logica di contenimento dei costi e del consumo energetico, dell’ecosostenibilità e di rispetto dell’ambiente, che non pregiudichi la qualità dei risultati dell’azione amministrativa». I dirigenti, come si legge nel testo presentato in Consiglio dei ministri dal ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, curano, «con le risorse disponibili, il benessere organizzativo», favoriscono «l’instaurarsi di rapporti cordiali e rispettosi tra i collaboratori», e curano «iniziative finalizzate alla circolazione delle informazioni, all’inclusione e alla valorizzazione delle differenze di genere, di età e di condizioni personali».

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x