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L’iniziativa

“Senza padrone”, a Soriano l’iniziativa dell’Istituto Omnicomprensivo per la lotta contro la violenza di genere

Tutti i docenti, coordinati dalla professoressa Angela Varì, hanno accompagnato gli alunni nella realizzazione di un appuntamento durante il quale sono stati protagonisti esclusivi

Pubblicato il: 01/12/2022 – 13:43
“Senza padrone”, a Soriano l’iniziativa dell’Istituto Omnicomprensivo per la lotta contro la violenza di genere

SORIANO CALABRO Si è svolto sabato 26 novembre scorso l’evento titolato “Senza padrone”, organizzato dall’Istituto Omnicomprensivo di Soriano Calabro, guidato dalla Dirigente Tiziana Furlano, in occasione della celebrazione della giornata internazionale dedicata alla lotta contro la violenza di genere. L’Istituzione scolastica, con il patrocinio del Comune di Gerocarne, ha promosso un’iniziativa di informazione, di sensibilizzazione e di ricerca, finalizzata all’approfondimento degli aspetti riguardanti l’impatto psico-sociale della violenza come fenomeno culturale da contrastare. Tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado dei plessi di Gerocarne, Sorianello e Soriano sono stati coinvolti in un’attività pluridisciplinare a classi aperte che ha loro permesso di interpretare e interiorizzare i concetti di diseguaglianza e di violenza di genere, maturando atteggiamenti più responsabili e giudiziosi. Partendo dalle radici storico-letterarie del mito dell’antica Grecia come manifestazione di civiltà, gli studenti hanno rielaborato il tema della violenza attraverso una rilettura del presente. Tutti i docenti, coordinati dalla professoressa Angela Varì, hanno accompagnato gli alunni nella realizzazione di un appuntamento durante il quale sono stati protagonisti esclusivi. Il lavoro svolto, concepito come attività di prevenzione di un fenomeno che ogni anno fa vittime nel corpo e nell’anima, ha permesso di approfondire tutte le manifestazioni di soprusi e di sopraffazioni, rappresentandole in forma artistica: nei locali della palestra della scuola di Gerocarne dove è stato ospitato l’evento, la ribellione alla brutalità “urlava”, oltre che sulla bocca degli alunni, sui bellissimi cartelloni realizzati dagli stessi, nella grazia delle loro movenze durante la messa in scena di una pantomima che ha inteso comunicare come le relazioni sentimentali possano diventare vere prigioni quando non si sostanzino dell’amore e non siano animate dal rispetto.

Il ricordo di Maria Chindamo

Durante la mattinata è stata ricordata, letteralmente “portata nel cuore”, la vicenda della sfortunata Maria Chindamo attraverso un dialogo toccante col fratello Vincenzo il quale ha parlato agli adolescenti con una schiettezza e una sincerità che ha fatto eco in tutti i presenti. Ospite dal raro garbo – e giovane donna determinata e impegnata a contrastare la malavita organizzata – è stata Maria Joel Conocchiella presente in rappresentanza dell’associazione “Libera” Vibo Valentia che ha conversato, insieme con Vincenzo Chindamo, con i ragazzi sottolineando i punti di contatto che esistono tra la visione patriarcale della società e la subcultura mafiosa. Grande soddisfazione è stata espressa dalla Dirigente Scolastica per il lavoro sinergico svolto dai suoi docenti, uniti verso un unico obiettivo: educare gli alunni ai sentimenti e all’affettività, attraverso l’ascolto e il dialogo, per farne cittadini consapevoli e responsabili. Su iniziativa dell’amministrazione comunale di Gerocarne, guidata da Vitaliano Papillo, è stata inaugurata una panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza di genere, che verrà installata nella piazza cittadina. Il sindaco si è espresso con sorpresa ed entusiasmo per la riuscita dell’iniziativa promossa dalla scuola complimentandosi per l’impegno profuso. Le emozioni scaturite dalla manifestazione di “altissimo livello”, curata interamente dagli studenti, per usare le parole dei rappresentanti di “Libera” Vibo Valentia, hanno viaggiato sulle note dei brani musicali eseguiti dai docenti delle classi a indirizzo musicale dell’Istituto a cui è stato tributato un lungo applauso finale. L’augurio è che le nuove Pandora, Proserpina e le belle Medusa sfigurate in mostro, possano essere salvate dal crudele “Fato”. Consapevoli che il mostro sia altrove e che non possa abitare nella nostra scuola.

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