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la decisione

San Giovanni in Fiore, il Tar dà ragione al Comune sul bando per la cura agli anziani

Il ricorso presentato è infondato. Una società si era opposta all’aggiudicazione definitiva del servizio. L’Ente è rappresentato dall’avvocato Enrico Morcavallo

Pubblicato il: 23/12/2022 – 7:09
di Fabio Benincasa
San Giovanni in Fiore, il Tar dà ragione al Comune sul bando per la cura agli anziani

COSENZA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima)
si è pronunciato sul ricorso proposto da Anmic Riabilitazione contro il Comune di San Giovanni in Fiore, rappresentato e difeso dall’avvocato Enrico Morcavallo, per l’annullamento della determinazione dell’Ente ad oggetto «Aggiudicazione definitiva del servizio di cura per gli anziani assistenza domiciliare socio-assistenziale ad anziani non autosufficienti».

I fatti

La società ricorrente agisce per l’annullamento della determinazione n. 141 del 20 aprile 2022 con la quale il Comune di San Giovanni in Fiore aveva aggiudicato in via definitiva a Medihospes soc. coop. il «servizio di cura per gli anziani assistenza domiciliare socio-assistenziale ad anziani non autosufficienti». Secondo il Tar, «la relativa procedura selettiva si è svolta secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con assegnazione di un punteggio massimo di 80 per l’offerta tecnica e di 20 per l’offerta economica». Il 31 marzo 2022, la commissione giudicatrice ha redatto la graduatoria provvisoria, assegnando 59,58/100 punti alla ricorrente e 87/100 punti alla prima graduata. «A seguito di accesso agli atti, l’esponente ha riscontrato che in riferimento
all’offerta tecnica le è stato assegnato un punteggio pari a 0 su 30 con riguardo alla
voce “Esperienza di servizio” ricompresa nell’offerta tecnica, nonostante dalla
documentazione allegata alla domanda di partecipazione si evincesse un notevole
bagaglio di esperienza nel settore di riferimento; su tale parametro l’aggiudicataria ha conseguito il punteggio massimo di 30». La società ricorrente denuncia «l’illegittimità del provvedimento gravato per violazione della lex specialis e vizio di eccesso di potere».

Il motivo del rigetto del ricorso

Il Tar ha rigetto il ricorso presentato dalla società Anmic Riabilitazione perché la stessa sulla scorta dell’autodichiarazione prodotta «ha prestato servizio di riabilitazione domiciliare da 1994 ad oggi presso l’Asp di Crotone e quindi, in assenza di ulteriori indicazioni, non presso Comuni». Per il Tribunale amministrativo regionale «il ricorso è pertanto infondato».

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