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Le società in Ungheria e a Cipro per riciclare i soldi del clan Bonavota – NOMI

Le indagini del nuovo filone di Rinascita. Arrestato un avvocato ungherese. La truffa a danno degli investitori omaniti a Budapest

Pubblicato il: 25/01/2023 – 10:48
Le società in Ungheria e a Cipro per riciclare i soldi del clan Bonavota – NOMI

CATANZARO Il nuovo filone di Rinascita Scott che ha portato questa mattina all’emissione di nuove misure cautelari ha portato le indagini sulla ‘ndrangheta nel Vibonese in mezza Europa. E si è sviluppato in un contesto di cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria con autorità ungheresi, cipriote, francesi, danesi e britanniche e giudiziaria con il coordinamento di Eurojust. L’inchiesta si è avvalsa inoltre della collaborazione dell’Unità di informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia e del supporto finanziario dal progetto @ON.

Le società in Ungheria e Cipro e la truffa agli investitori omaniti. Arresto per un avvocato ungherese

L’indagine della Dda di Catanzaro – corroborata da intercettazioni e propalazioni di diversi collaboratori di giustizia – ha documentato l’appartenenza all’articolazione territoriale di ‘ndrangheta attiva su Sant’Onofrio di quattro persone. Una di esse, per agevolare le attività di riciclaggio in favore della cosca, ha costituito una serie di società di diritto italiano, ungherese e cipriota, fittiziamente intestate a terzi soggetti. In questo contesto è stato colpito da Mandato d’Arresto Europeo un avvocato ungherese risultato intestatario del 50% delle quote societarie di una delle predette società. Sono state anche ricostruire le dinamiche sottese ad una truffa, consumata nel 2017 dall’articolazione mafiosa, a danno di investitori omaniti che hanno versato la somma di 1 milione di euro dietro la promessa di ottenere il 30% delle quote di una società cui era riconducibile un compendio immobiliare in Budapest. È stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni e società per un valore di circa 3 milioni di euro. L’esecuzione del mandato d’arresto europeo è stata garantita dal supporto della Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (progetto Ican), mentre il sequestro delle società e dei conti localizzati in Ungheria è coordinato da Eurojust e, nell’ambito del reciproco riconoscimento dei provvedimenti reali, si tradurrà in un congelamento di beni.

Le persone finite in carcere:

Giovanni Barone;
Basilio Caparrotta, classe ’61;
Basilio Caparrotta, classe ’71;
Giuseppe Fortuna, classe ’77;
Giuseppe Fortuna, classe ’63;
Gaetano Loschiavo;
Edina Szilagyi.

Divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali o uffici direttivi:

Saverio Boragina;
Annamaria Durante;
Eva Erzsebet Szilagyi.

Società e beni sotto sequestro preventivo:

S&L F. C. srl (Milano, corso Buenos Aires);
Veritas Meneddzsment (Budapest);
Luxury Re Kft (Budapest);
Maensi Construction Kft (Budapest);
Ares Properties (Budapest);
Villa Nelly (Pizzo);
appartamento a Pizzo;
Yacht marca Azimut “Nelly Star”;
Piaggio Vespa;
Lancia Ypsilon;
Audi A3.

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