Ultimo aggiornamento alle 23:07
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 2 minuti
Cambia colore:
 

L’inchiesta

“Rinascita 3”, le mani della cosca Bonavota sui cantieri liguri

Le indagini della Distrettuale catanzarese hanno portato nel Chiavarese e nello Spezzino. Al centro dell’indagine il ruolo di Barone

Pubblicato il: 26/01/2023 – 16:13
“Rinascita 3”, le mani della cosca Bonavota sui cantieri liguri

GENOVA Le mani della ‘ndrangheta si stavano allungando anche sui cantieri del Chiavarese, in provincia di Genova, e nello Spezzino. È quanto emerge dalle carte dell’inchiesta “Rinascita 3- Assocompari” della Dda di Catanzaro e del Ros che ieri ha portato all’arresto di otto persone. Al centro dell’inchiesta, è emerso, c’è Giovanni Barone, affiliato alla cosca Bonavota di Sant’Onofrio, indagato per associazione di tipo mafioso, riciclaggio internazionale, trasferimento fraudolento di valori, truffa internazionale ed altri reati. La figura di Barone è emersa dalle indagini del nucleo investigativo di Genova che lo avevano individuato come persona di interesse, dopo alcune vicende che lo hanno visto coinvolto in Lombardia (2008-2009) e Veneto (2010-2012).

Il modus operandi


Il suo modus operandi era sempre lo stesso e lo voleva mettere in atto anche in Liguria: Barone doveva infiltrare la cosca Bonavota nei lavori edili grazie all’intermediazione dei rappresentanti della cosca presenti a Genova, Onofrio Garcea, all’epoca in carcere ma in stretto contatto con il figlio Davide. Nel corso dell’indagine dei carabinieri genovesi, attraverso intercettazioni e pedinamenti, erano stati documentati numerosi incontri di Davide Garcea con importanti esponenti della cosca Bonavota arrivati dalla Calabria e poi arrestati nell’ambito dell’indagine Rinascita-Scott.
L’obiettivo era di riciclare denaro soprattutto attraverso l’edilizia. Gli investigatori genovesi hanno ricostruito che Giovanni Barone, sempre agli ordini della cosca Bonavota, adocchiava le aziende edili in gravi difficoltà economiche e ne acquisiva il controllo tramite aziende italiane a lui riconducibili ed alcune società con sedi in Inghilterra (Liquid Finance Limited) e Ungheria (Umbrella Corporation kft). Una volta acquisito il controllo le aziende edili venivano usate per riciclare i soldi ottenuti con l’importazione di droga. (Ansa)

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.r.l ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Effettua una ricerca sul Corriere delle Calabria
Design: cfweb

x

x