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Consorzio di tutela a “Fruit Logistic”, Minisci: «Clementine di Calabria sono risorsa per il Paese»

L’imprenditrice e membro del Cda del Consorzio di tutela: «La qualità della nostra produzione ci consente di competere nel mondo»

Pubblicato il: 09/02/2023 – 7:52
Consorzio di tutela a “Fruit Logistic”, Minisci: «Clementine di Calabria sono risorsa per il Paese»

LAMEZIA TERME «È un momento importante per tutti noi operatori del settore che ci incontriamo per fare il punto della situazione, valutare l’andamento di mercato e la sua evoluzione e soprattutto comprendere le novità». Anita Minisci, imprenditrice agricola alla guida di una rinomata ed apprezzata realtà produttiva della Piana di Sibari, racconta al Corriere della Calabria la sua esperienza a Berlino dove è in corso il “Fruit Logistic”, quella che definisce tra le «fiere internazionali più importanti al mondo» dell’ortofrutta. Secondo Minisci – che è membro del Cda del Consorzio di Tutela delle “Clementine di Calabria” Igp – è però «l’innovazione» che guida in primis l’evento. «Nuovi prodotti, nuove strategie e tanta tanta ricerca – spiega -. E qui che ci rendiamo conto di come viaggia il mondo e a che velocità gira». «Per i produttori dell’Igp “Clementine di Calabria” ovviamente è un appuntamento da non perdere – sottolinea – visto che siamo la prima filiera ortofrutticola della regione ma anche la più rinomata in Italia, nonché la più importante del Paese in un confronto con tutto il bacino del Mediterraneo. Per questo abbiamo la necessità di confrontarci col resto del mondo per capire quali sono gli scenari attuali e quali saranno quelli futuri».
Da qui la considerazione dell’imprenditrice: «Per non rimanere indietro con le nostre innovazioni e col nostro livello imprenditoriale dobbiamo assolutamente essere presenti in questa fiera». «Per fortuna – rilancia con una punta d’orgoglio Minisci – l’Igp “Clementine di Calabria” è un prodotto molto buono, con una qualità che si fa strada da sola. E questo ci consente di arrivare sulle tavole dei consumatori internazionali anche con una certa facilità». «La Igp “Clementine di Calabria” – illustra – produce circa 2 milioni di tonnellate di prodotto, ma non sono nulla rispetto alle produzioni del Bacino del Mediterraneo. Cosa ci differenzia? Ci differenzia il livello qualitativo e organolettico dei nostri frutti che sono assolutamente riconoscibili al gusto. Questo ci permette di essere competitivi e di poter soddisfare quella nicchia di mercato costituita dai consumatori che scelgono la qualità».
«La nostra missione qui a Berlino – spiega ancora Minisci – è quella di capire come si muove il mondo e di controllare i nostri competitors, di non rimanere indietro. Per cui rispetto alla produzione spagnola, che è molto estesa o una produzione greca che diventa molto importante anche nel mercato europeo ed extraeuropeo, l’Italia fa la differenza attraverso il sistema qualità. E l’Igp essendo un consorzio di tutela e quindi garanzia della provenienza con un disciplinare rigido consente di avere una filiera qualitativamente certificata e controllata». Ed entrando nel dettaglio delle funzioni del Consorzio e del ruolo che esercita, Minisci ricorda le due missioni: tutela e promozione della produzione. «Si parte dalla tutela – spiega – perché un prodotto di alta qualità deve essere innanzitutto protetto. E su questo aspetto stiamo lavorando tantissimo. Anche sul rinnovo del disciplinare che ci consente di inserire regole importanti per garantire ai nostri consumatori un livello qualitativo sempre maggiore».

«Poi abbiamo la misura della promozione – prosegue l’esponente del Consiglio di amministrazione del Consorzio – che è quella che stiamo utilizzando per poter migliorare la nostra performance sui mercati nazionali e internazionali. Grazie a questa misura promozionale noi oggi siamo qui a Berlino a presentare un consorzio che contiene al suo interno 128 soci tra produttori e confezionatori e una produzione estesa».
«È importante essere qui – ribadisce Minisci riferendosi alla “Fruit Logistic” di Berlino – e usare bene lo strumento della promozione perché dobbiamo raccontare a tutto il mondo che una filiera controllata e qualitativamente elevata può raggiungere uno standard ragguardevole attraverso un’organizzazione ben strutturata. Vogliamo dire al mondo che noi ci siamo e vogliamo essere sulle tavole dei consumatori con le nostre produzioni».
Poi Minisci al Corriere della Calabria ricorda le difficoltà che i produttori calabresi di clementine devono affrontare per raggiungere i grandi mercati internazionali. «Noi siamo un bel bacino di produzione – dice a questo proposito – siamo internazionali, possiamo raggiungere diversi mercati, ma dobbiamo superare dei gap logistici per essere presenti sui mercati in maniera più veloce e più competitiva. Questo è il nostro tema focale».
«Fortunatamente ci rendiamo conto – aggiunge nel contempo Minisci – che il porto di Gioia Tauro adesso diventa un asset fondamentale per noi, perché è un supporto per quelle imprese che vogliono internazionalizzarsi. Grazie a questa infrastruttura si apre la possibilità di spedire oltre i confini nazionali ed europei e quindi raggiungere mercati abbastanza distanti».

E per chi produce questo agrume lo è ancora di più, sottolinea, visto che «con le nuove tecnologie di refrigerazione e conservazione possiamo ambire a raggiungere consumatori distanti nel mondo». «Ecco, questa è la nostra nuova sfida – rilancia Minisci -. Ed è per questo che siamo a Berlino». «L’embargo russo ed il fermo produttivo legato alla pandemia – ricorda l’imprenditrice del settore ortofrutticolo – ci hanno fatto comprendere che abbiamo sempre più bisogno di essere presenti sulle tavole di tutto il mondo. Ma per fare questo, abbiamo bisogno di strutturarci bene e organizzare meglio le nostre aziende».«Da questo punto di vista – annuncia in conclusione l’esponente del Cda del Consorzio “Clementine di Calabria” – stiamo lavorando alacremente con la Regione che ci supporta in questo percorso e che consente di fare progettazione».
(redazione@corrierecal.it)

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